mercoledì 16 gennaio 2013

Il silenzio - Nelle mani di nessuno




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IL SILENZIO
NELLE MANI DI NESSUNO
di Gianni Palagonia
Due libri che narrano la vita professionale e in parte quella privata di un poliziotto partendo dall'infanzia per arrivare ai giorni nostri. Ribellioni adolescenziali ai genitori, la difficile scelta del lavoro della propria vita, i suoi inizi e la sua continuazione in un'altalena di successi e fallimenti, di euforia ed abbattimento, fino alla sconfitta personale finale del divorzio dopo vent'anni di matrimonio. Due libri duri, crudi e crudeli che mostrano un universo sconosciuto ai più. I sacrifici, l'impegno spinto al limite, la stanchezza, la brutalità dell'ambiente, quella di e contro certi sbirri. La “sbirritudine” come la chiama Palagonia, quella sorta di esperienza unita all'istinto che ti fa percepire che qualcosa non va prima ancora di averlo compreso in pieno e, successivamente, accertato. Una realtà di fatica, dolore, disperazione, rassegnazione, umori e sudori che costa, a volte, la distruzione della propria vita privata e della famiglia. Una realtà spiegata dall'interno e che comporta la disintegrazione dell'aspetto romantico di chi per lavoro indossa una divisa. E la scoperta, pagina dopo pagina, di chi c'è dentro la divisa: un uomo, simile in troppe cose a tutti gli altri. Le uniche cose che lo distinguono sono gli abiti che indossa e gli studi intrapresi per poterlo indossare. Dimenticavo! Anche le esperienze sue personali sono distintive. E segnano il fisico, ma soprattutto l'anima. A volte fiaccano anche lo spirito. Tutte le notti passate in appostamenti, le corse, le ore rubate alla famiglia, gettate in un attimo perchè qualcuno ha lasciato trascorrere troppo tempo per mettere una firma. Questo fiacca, indebolisce. La morte di un collega. Questo distrugge. Ma poi, questi uomini si riprendono e ripartono; ricominciano il loro lavoro sapendo che tutto ciò potrebbe ripetersi. E si ripeterà.

Due grandi libri. Un grande uomo.

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