mercoledì 2 marzo 2016

INSIEME RACCONTIAMO 6 RIEPILOGO


                               INSIEME RACCONTIAMO 6



           GRAZIE! SIETE UNICI!


  #insiemeraccontiamo     #racconti

#ispirazioniandco     #mandala

Eccoci al momento del riepilogo. Scusate il ritardo ma il caos regna sovrano a casa mia... blogger pazzo per primo :))
Comunque, anche con un giorno di ritardo ma eccomi qui.
Eccoci qui! Tutti quanti insieme e pure con nuovi ingressi piacevolissimi e notevoli Nuovi scrittori di finali che spero continueranno a partecipare :))

Ma bando alle ciance

Vi ricordo che l'incipit era questo:
 

Il corpo nudo della donna disteso sul fianco aveva un che di virginale. Una tela intonsa pareva. Invitava a... ma come l'avrebbe presa lui? Offendersi? Adirarsi?
Prese il suo pennello più fine e le si avvicinò. Con dolcezza cominciò dall'ombelico. Un mandala. Avrebbe disegnato un mandala


I VOSTRI FINALI IN ORDINE RIGOROSAMENTE DI ARRIVO PER NON FARE TORTO A NESSUNO



                                         
                                           JUAN SEGUNDO 



"Una spirale cominciò ad avvolgersi dal punto di partenza e i colori si susseguivano ai colori.
Enrico intingeva il pennello e poi toccava il corpo nudo. Pian piano i segni divenivano sempre più pieni, più possenti, quasi fossero stoccate di una spada immaginaria. Persino i colori acquistavano violenza, quasi da far male agli occhi.
E, dipingendo, ripensava ai suoi ‘no’, ai suoi ‘non fino a questo punto’, che l’avevano lasciato spossato come un corridore che da’ tutto senza raggiungere mai la meta.
Per Linda ogni cosa era un gioco, ed Enrico questo non lo poteva accettare: nel suo mondo, il padrone deve possedere tutto quello che lo circonda; anche Linda che era sempre lì, a portata di mano.
Ad ogni tratto della spirale cresceva in lui la furia, gli s’accecava viepiù la mente, ed ogni ‘no’ passato diventava una pennellata ancor più piena.
I cerchi avevano raggiunto le scapole e poi le braccia: non c’era più posto per dipingere; ogni parte di quel corpo era stata (finalmente) conquistata, sottomessa, in un mandala di luce esplosiva.
Enrico si alzò e guardò: non i fianchi nudi, non i seni che occhieggiavano da sotto il corpo, non i capelli ramati o le mani affusolate che tante volte si erano rifiutate di dargli il giusto.
Egli guardava l’opera sua, conclusa. La sua mano s'era finalmente impadronita di quel corpo e non restava che fissarlo in eterno.
Sfilò lo stiletto dalla sacca dei colori e delicatamente la penetrò, proprio al centro del mandala, da dove tutto era partito."


    
                                       IVANO LANDI 





https://1.bp.blogspot.com/-Jj4SJq58Rp0/Vsg1-fb6K1I/AAAAAAAAIFk/TC_oIv8pRTI/s1600/Velazquez-Diego_Venere-allo-specchio-1650.jpg




Poi, a fine del minuzioso lavoro, si chiese se non dovesse subito rimediare con uno stato di rosa o godersi invece la faccia del suo cliente. Certo la Venere allo specchio di Velazquez non era mai stata così variopinta. Ma anche un copista ha il suo bel diritto, ogni tanto, a cedere all'ispirazione.




 
                                 MASSIMILIANO RICCARDI 



Sentiva il freddo dell'acciaio e la ruvidezza del legno penetrargli nelle dita. Aggrapparsi a quella ringhiera gli permetteva di mantenere un contatto con il mondo che voleva abbandonare. Lo sguardo si perdeva lontano. Un refolo di vento lo riscosse dai suoi pensieri. Guardò giù, sulla strada, sotto quel cavalcavia. Cartacce e foglie volteggiavano intorno a una vecchia insegna pubblicitaria.
 Tornò al ricordo di lei. Tornò alla sua opera, a quella schiena nuda, liscia, nervosa al tocco, in attesa delle sue mani, delle sue labbra. Il suo "Lui" che aveva commissionato il ritratto era stato subito dimenticato. Come erano giovani allora. Vi aveva disegnato un mandala. La sua modella, una tela di carne. L'amava già.
"Che stupido", pensò. Lo aveva sempre saputo. L'amore non mantiene mai le sue promesse di eternità sempre uguale, puoi solo fermare degli attimi. Meravigliosi istanti, preziosi proprio perché destinati a finire. Infiniti perché tutto si ripete e tutto ricomincia, con colori e disegni diversi. Chiuse gli occhi e ripensò a quello che aveva vissuto con Giulia.  Alla bellezza del loro amore. Assoluto. Vivo. Vitale. Quei ricordi non erano morti con lei. Staccò le mani dalla balaustra. Anche il vento può essere rassicurante se sei disposto a muoverti nello spazio e nel tempo. Ora sentiva freddo, mise le mani in tasca. Lasciò che l'aria gli schiaffeggiasse il volto. Ripensò a un passo di una poesia di Neruda che le aveva dedicato una delle prime volte che avevano fatto l'amore: "corpo di Donna mia, persistere nella tua grazia".
Poteva andare avanti, ora poteva. Il suo mandala era nel cuore e nella mente. Lo aveva capito. Alle volte è necessario farsi sabbia e lasciare al vento il lavoro di scultore. Solo le forme cambiano, le particelle infinitesimali, multicolore, trovano solo un'altra destinazione. La bellezza originaria non smette mai di esistere. Come l'amore.


                               SINFOROSA CASTORO 


... Appena lei sentì quel tocco, si girò di scatto e gli diede uno schiaffo in pieno viso. Il pennello gli cadde rovinosamente a terra e lui cominciò a massaggiarsi la guancia arrossata.


                                                MARINA 


Le setole morbide e sottili le solleticavano la pelle, era impossibile per lei rimanere ferma. Il disegno prendeva forma lungo la linea sinuosa dei suoi fianchi e le imprecisioni cancellate con la punta di un dito inumidito appena con la saliva. Il viso del pittore si illuminò all'improvviso sotto il giogo della mente inquinata da un'ossessione: usare la lingua per continuare il suo disegno.
Nessun senso di colpa: quel lavoro gli era stato richiesto ed era sicuro di restituire al committente un'autentica opera d'arte, soprattutto originale.
Un mandala meraviglioso, fatto di trasparenze.
La donna lasciò all'artista la libertà di muoversi secondo il suo estro, poi si mise ancora in posa per l'ultimo tocco del maestro.
Ma per quello fu necessario cambiare pennello!



                                  MARINA ZANOTTA


L’idea di disegnare un mandala gli era venuta pensando all’ultimo viaggio in Tibet dove aveva ritrovato sé stesso, il senso della vita e la pace. 
Il pennello scorreva sulla pelle bianco latte di Isabelle, con movimenti fluidi e concentrici, e più la schiena si riempiva di simboli, più la sua mente ricordava tutte le tappe di quello splendido viaggio. 
Ogni tratto d’inchiostro presente su quella schiena racchiudeva una storia, evocava un volto umano, un paesaggio, il sapore del cibo, la freschezza dell’aria, la tranquillità dello spirito. E poi Petra, con i suoi lunghi capelli neri e la pelle profumata di sandalo.
Una donna così inebriante non l’aveva mai conosciuta. Nella sua mente ora c’erano solo il bianco e il nero. Senza rendersene conto la sua mano sfiorò in modo sensuale i fianchi di Isabelle; la naturale prosecuzione dei suoi pensieri. Non era certo lei che voleva sedurre, le sue mani volevano Petra, che gli mancava in modo insopportabile.
Karl, il suo migliore amico, non avrebbe di certo gradito l’audacia di quel gesto su sua sorella. Lui non avrebbe capito il sottile confine che esiste tra arte e spiritualità, avrebbe solo visto una banale scusa per portarsi a letto la sua amata sorellina. 
Si fermò in tempo per non rovinare un’amicizia ventennale. 
In quella pausa emotiva Isabelle, con i suoi limpidi occhi verdi, si voltò a guardarlo e osò chiedergli con avida curiosità “Lei chi è?”


ANNA MARIA FABBRI 



Bianco come quella pelle.  La risata scaturì spontanea dalle labbra della modella:
«Mi fai il solletico».
 «Ferma», lui sapeva cosa avrebbe voluto fare.
La dolcezza si trasformò in passione e intinse il pennello nel rosso, rosso come il fuoco adente  che lo divorava. 
La mano scorreva veloce, il sudore le imperlava la fronte. Si asciugò con lo straccio e si allontanò per osservare quel corpo da amare, aveva bisogno d’aria. Aprì la finestra. Pensava rosso, rosso come nel nudo di Modigliani.


Nudo Rosso di Amedeo Modigliani




«Ma che fai! Cosi mi ammalo! Non capisci un accidente!».
Quella voce petulante! 
Tutto l’ardore svanì in un attimo.
Nella sua fantasia era già solo.
Era Alessia.
La solita Alessia. 
Quella che ti rispondeva di no, se le chiedevi di andare a mangiare una pizza. 
Quella che saliva sulla macchina con il simbolo del cavallino, con quel tizio non certo giovane.
Quella che arrivava si spogliava e si trasforma in un temporale di emozioni, per poi lasciarlo solo. 
Peccato.
Era un mandala pieno di eros, ma si era trasformato in un addio.




 (quadro di Umberto del Bivio.Gli stati d'animo. Gli addii.)
In definitiva quel mandala era stato commissionato dall'altro.
Lui si sarebbe arrabbiato? Avrebbe capito?
Ma era certo che lei lo avrebbe capito.

E per chi lo desidera una canzone di vero patos.



https://youtu.be/PdTEBPGNpKM




02






[heart-chakra-anahata-baruska-a-michalcikova%255B4%255D.jpg]



















Quel momento si era impresso nella sua memoria come un marchio di fuoco e ancora oggi, dopo moltissimi anni, quando ci ripensava, riviveva quell'istante come fosse la scena di un film. C'era stato un attimo, in cui aveva esitato. Sapeva di non potersi intromettere, che lei non era sua, ma era stata solo una frazione di secondo e poi aveva scacciato il pensiero: di lui non gli importava nulla. In fondo se era finito lassù, e lei con lui, non era stato certo per gioco.
La stanza era buia, illuminata solo dal chiarore azzurrognolo del televisore acceso, e lì, sul piumone bianco steso per terra, le loro energie si erano toccate, fondendosi insieme ai loro corpi.
Fu in quell'attimo preciso che il mandala era cominciato.
Anahata ... porta d'accesso dell'anima, pace, armonia, equilibrio.
Era una tela tutta da dipingere, lei. Lei che non aveva mai vissuto, che non aveva mai spiccato il volo, che non era mai stata veramente libera.
Anahata ... centro della schiena, centro del petto, centro dell'io.
Era il pittore, lui. Lui, maledetto, che non si era mai lasciato andare completamente, che mai aveva mostrato la sua vera natura, che non si era mai espresso come sapeva di poter fare.
Anahata ... aprire il cuore.
Una sinfonia in verde quel punto in mezzo all'universo.
Anahata ... suono puro.
Non avevano pensato al dopo.
Anahata ... libertà di scegliere consapevolmente.
E troppo velocemente era arrivato il tempo di andare via.
Anahata ... dolore e sofferenza.
Non si erano più rivisti.
Eppure negli anni i colori avevano continuato ad intrecciarsi, a loro insaputa, attorno a quel centro: tratti leggeri, piccoli tocchi, segni impercettibili.
Quando se ne era reso conto, aveva deciso di tornare per mostrarle quel mandala magnifico che lei portava inciso sulla pelle.
Non lo aveva mai visto.
Non è mancata neppure la musica.







Tutto era già nella sua testa. Tutto doveva essere perfetto. E ci riuscì. Era ormai sera quando finì. Giusto in tempo. Lei lo ringraziò e si vestì con l'abito da sera nero, con una profonda scollatura sulla schiena per incorniciare quel capolavoro. Salutò e usci: Lui la stava aspettando in macchina.





PRIMO FINALE

Miscugli di resine, radici ,bacche, argilla, oli profumati, per dare vita a geometrie spirituali.
La circonferenza dell'essenza: il cerchio magico della vita.
Rosso per vivere con coraggio, nero per purificare e aiutare nella riflessione, bianco per l'apertura mentale, giallo per l'intuizione e chiaroveggenza , azzurro per un carattere in movimentio, arancione per la soddisfazione nelle rinunce, viola: l'incanto del sapere dell'essere, marrone la vita che si apre a nuovi solchi, verde la crescita sana di tutto cio' che germoglia.
Il grande sciamano guardo soddisfatto il grande occhio sulla schiena inviolata della sua ultima figlia .La copri con la pelle di bisonte e alimentò il fuoco spruzzando acqua del torrente sulle pietre infuocate per il rito di purificazione.
Poi usci all'aperto. Il sole si ritirava dietro la collina tingendo anch'esso il cielo di rosso e viola purpurei. Si mise in ascolto del vento che giocava tra l'erba. Dalla sacca prese cannello e fornello e li congiunse, riempì la sacra pipa con la mistura di erbe e l'accese aspirando con soddisfazione quel fumo agre.
L'alba del nuovo giorno sarebbe arrivata  presto  a cavallo della notte . Al sorgere del nuovo sole il capo Sioux sarebbe giunto davanti al tepee a prendere la sua sposa. L'avrebbe portata via con quel marchio di fede, d'amore, d'augurio. Due tribù nemiche finalmente unite per fondare una nuove stirpe portando in dono la storia dei Padri.
229 parole 
 

 SECONDO FINALE



Ma tra il dire e il fare.

 Deglutì. Iniziò a sudare. Pensare che ne aveva viste tante!

 La mano non sapeva più che fare, sopratutto un grande senso di vuoto. 

Ad un tratto pulì il suo pennello.
 Ho una fame terribile e non soltanto di te! Andiamo da Rosy a mangiare la pizza mandala.

 Fecero anche il bis!
(300 battute)

 


ps che fame!!!!! Rosy, visto che non hai partecipato una fetta di pizza però....




                                          PALMALUDA 





Lei attendeva il maestro quasi assopita per via delle luci basse e del gran silenzio; lui non lo vide entrare, non sapeva neppure che ci sarebbe stato, ma sentì il suo profumo intenso di legno aromatico.  Un attimo di smarrimento, di stupore, e una scia di fuoco le partì dal cuore con un sussulto scorrendole lungo la schiena e lì, Il tocco freddo delle setole intinte di colore, le diede, a contrasto, un brivido forte che la travolse. Si voltò di scatto e, senza quasi capire, fu fra le sue forti e giovani braccia. Si amarono senza una parola, solo fuoco e passione. Si raccontarono senza parlare delle volte in cui si erano guardati durante le lezioni del maestro. Sguardi fissi e senza apparenti emozioni, per sottolineare l'indifferenza e la distanza che i loro mondi lontani pretendevano Si parlarono senza parole di ciò che davvero erano, e i loro corpi trovavano l'uno nell'altro il senso di ogni cosa. Le mani di lui, grandi, calde, morbide, le avvolgevano con dolce veemenza l'anima e lui, dentro di lei, sentì di governare, ed essere governato, dalla felicità. Sfiniti ed estasiati si sorrisero e, con rapida complicità, afferrarono i vestiti e si spostarono dietro il paravento, sentendo il maestro giungere. Uscirono come fuggiaschi dal retro della magnifica villa, ubriachi di vita. Risero e ancora risero fra le strade di una città quasi assonnata. Erano loro il Mandala, l’unità primordiale che si era nascosta nelle loro solitudini.    Ridevano, finalmente, ridevano felici, liberi, insieme. 


IL LUPO 


E SU SUA ESPRESSA RICHESTA
VIETATO AI MINORI! 
ahahhahahahahahahahahaha 




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 “Intinse il pennello nel colore, stava per iniziare quando posò la tavolozza e si fermò ad osservare quella schiena nuda, cosi bianca, morbida e tesa come tela.
Un pensiero gli saltò in mente; corse in cucina, aprì il frigo e prese la frutta che trovava e un vassoio.. Schiacciò pesche per il giallo, fragole per il rosso.. menta per il verde, kiwi per il giallo, pere per il marroncino. Lanciò via la tavolozza con i colori e prese il vassoio con la frutta schiacciata.
Tiro' fuori dal cavaletto un pennello,ma non era convinto... lo guardo' e lo lanciò dove era la tavolozza...
Quella schiena richiamava un disegno primordiale... un mandalà.. era perfetto su quelle forme.
Un mandalà è passione pura... emozione... non si puo' disegnare con un pennello qualunque.. si chinò sul vassoio, leccò il rosso, si riempi la punta della lingua di quel colore dolciastro e iniziò a leccarle la schiena, sfiorandola.... tracciò il disegno dal centro della schiena, salendo lungo la colonna fino alle spalle... riprese il colore e scese piano... fino al punto dove le natiche si uniscono alla schiena, fino all'ultima vertebra... e ci ripassò un paio di volte perchè rimanesse impresso il colore... la "tela" iniziava a tremare.. Era piu' difficile disegnare ora... prese il giallo se succhiò un po'... era buono... riprese la giusta quantità e questa volta tracciò le linee orizzontali.. dalla spalla destra a quella sinistra, dal fianco sinistro al destro... sempre con maestria...
Era il turno del marroncino, per le diagonali... la lingua si muoveva veloce su quel corpo che ora tremava come scosso dal vento... "trattieniti, viene tremolante " disse... non attese risposta ...i colori erano ormai finiti così iniziò a scendere verso la parte di lei piu' vibrante e segreta...
Il quadro era terminato.... non rimaneva che la firma… "
  

                             PINKG
             
            (da leggere partendo dal centro)


 https://2.bp.blogspot.com/-k-1V99cJRJM/VtRM3uVQa9I/AAAAAAAAF0A/ckW2NxucdLw/s1600/IMMAGINE%2BPOST.jpg

                                                        REGINA ZALIEVA



Doveva solo stare attenta a riportare i segni dell’incantesimo, la Capa era stata chiara, bisognava fermarla, contenerla. Spiegò il foglio e cercò di decifrare alla meglio i geroglifici. Dio santo, come scriveva male, e già che il figlio a Natale s’era dovuto pappare non si sa quanti bigliettini dell’avvento scritti a mano, povera creatura. 

L’Innominata si mosse. – Dottore, non mi tenga sulle spine… si può fare qualcosa per questa cervicale che non mi da tregua… ? - . 

Tossicchiò per darsi un contegno. – Ehm… Certo, certo… Intanto si rilassi… -, rispose fingendo un vocione da uomo. 

- Sì, ma si sbrighi… che devo andare a programmare il tremilaecinquecentesimo post, sia mai che Regina riesca a recuperare tutti gli arretrati… . 

Doveva assolutamente procedere, il tempo era agli sgoccioli. L’unica era chiedere spiegazioni. Si allontanò di qualche passo… 

- Pronto -, biascicò – sono io… ma che cavolo c’hai scritto sul foglio dell’incantesimo del mandala…? 

Dall’altro capo del telefono, la voce squittixante della capa. – Non è possibile, ma devo proprio fare tutto io, allora!... Senti, Giusildas, và che ti rimando a fare il chiaccherino, eh!... non ci scherzare troppo… 

Fu proprio quello il momento in cui Lui entrò. Lui, il Signor Marito dell’Innominata, The Original, l’Unico, il Solo. 

- Che succeda qui? -, tuonò. E Giusildas, che non conosceva menzogna, altro non seppe fare che dire il vero. – Signor Marito, sapevamo che poteva offendersi o adirarsi, ma qui si voleva solo fare alla sua Innominata un mandala, con incantesimo…  

- Che incantesimo?... Parla… 

- Bà, una cosuccia… farle magari scrivere un solo post al giorno… 

Al Signor Marito fiammeggiò il mento dallo sdegno. – Che cooosaaaaa?... Ma hai idea di quanta energia le rimarrebbe da smaltire se la mia Innominata fosse costretta a scrivere un solo post al giorno?... Sai cosa ne sarebbe di me?... Non se ne parla proprio… Passami il telefono…. - . Quasi ruggì. 

- Pronto, Signora Squittix?... Ecco, sì… ha capito perfettamente… Ci pensa lei?... Organizzate una cosa insieme?... Ispirazioni e Insieme raccontiamo, uniti?... Benissimo… E che non si ripeta più… Guardi che le mando il gatto, o peggio, il lupo… Topa avvisata… . 

Il Signor Marito interruppe la telefonata, restituì il cellulare e si avviò sereno a recuperare la sua dolce metà.


IL MIO FINALE
(il primo, quello che ho scritto subito preparando l'incipit. Poi, vedendo che quello di Ivano e il mio si avvicinavano parecchio ho pensato di scriverne un secondo)


Posò il pennello e rimirò il suo lavoro. Ottimo risultato!
Sorrise. Chissà cosa avrebbe detto il grande Salvador Dalì osservando le modifiche al suo quadro Schiena di donna...

Schiena di donna di Salvador Dalì





https://kodamae.files.wordpress.com/2011/12/dali_schiena-di-donna.jpg



IL MIO SECONDO FINALE



La donna si sedette, schiena diritta. Era lì che voleva il mandala.
Occhi chiusi, brividi di piacere le correvano sotto pelle. Si morse il labbro. La mano scivolò sul seno, lentamente. Sul ventre. Ancora più giù, gemendo.
Chissà cosa avrebbe detto lui se l'avesse vista in quel momento.
C'era solo un  neo. Il pittore era gay.

Myrtilla


Ps probabilmente arriverà ancora un finale, quello di Regina Zalieva.
In ritardo, ma poverina... è scusata e... morbillosa!!!!
Bacio!  

46 commenti:

  1. Mi mancavano quelli da Squitty in poi. Il primo di Giusi mi ha risvegliato un sacco di bei ricordi... mannaggia a tia ^_-
    Certo, una bella selva di accoppiamenti... e meno male che almeno uno dei pittori è gay.
    Aspetto quello di Regina. Immagino che ne leggeremo delle belle ^_^

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    1. Ciao Ivano.
      Sì, questo mese è stato veramente.... succulento il risultato! :))
      Quanto al pittore gay... dopo aver letto il post di Ariano sulle quote omo/afro/donne/nativi americani... ahahhaahhahahaahh
      Speriamo che arrivi presto il finale di Regina però ha i bimbi con il morbillo.... :(

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    2. mannaggia a tia fa proprio ridere Ivano .... mannaggia lo diceva la mia nonna materna romagnola.... a tia quella paterna ... ma perchè mi domando??? eri un indiano???
      ;))
      tutti aspettiamo Regina ....

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    3. No Giusi, sempre stato occidentale, ma mi son fatto lo stesso la mia quota di capanne sudatorie ;D

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  2. Il tuo secondo finale bellissimo Patry! E anche questa volta hai saputo, con il tuo incipit, stuzzicare ben bene gli amici!! E niente... alla fine leggerli tutti insieme ti da la sensazione di guardare un film con diversi finali. Bello!!! Un super abbraccio <3 <3 <3

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    1. Ciao Pinkg, siamo davvero una bella squadra!
      Ci sono anche "finalisti" nuovi ed è un vero piacere! Speriamo di interessarli anche per il prossimo incipit.
      Tutti belli i finali. Come sempre ognuno ci ha messo del suo e c'è anche chi si è lanciata in un piccolo capolavoro a spirale ;)
      Bacio!

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  3. Grazie Patricia, anche questo mese ci hai stupito.
    Bella anche la seconda schiena che hai trovato, con il tuo incipit questo mese ci hai spinto anche ad indagare un po' nell'arte.
    Non era un tema per me, ma ti ha permesso di fare incetta di scrittori nuovi e meritevoli da leggere, che bella la fantasia quando vola.
    Forti i tuoi finali, il secondo poi Ahahahah!!! Per condividere bisogna essere in due. Bello anche il matrimonio, come dice Giusi, con le comari.
    Grazie, al prossimo mese ^___^

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    1. Sinceramente Anna Maria, non ci avrei mai pensato da sola. Diciamo che "qualcuna" mi ha dato un piccolo suggerimento che io ho preso al volo :)))
      Il secondo finale? Non lo faccio leggere a mio marito ahahhahahaha
      Ma scritto niente di simile!
      Al venti di marzo, fanciulla! Sperando che sia più nelle tue corde!
      Bacio!

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    2. No, Anna.. una certa Squi... squi e qualcos'altro ;)

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  4. Tutti belli. Io ti ringrazio per avermi dato l'occasione di staccare un po' con questo bel gioco. Sono anche contento del contorno fatto di accoglienza e simpatia da parte di tutte queste comari tremende, tremendissime.

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    1. E' stato un vero piacere averti con noi, Max!
      E tieniti pronto eh... visto i risultati ho già messo in bozza il numero 7 e anche l'8 ahhahhahahahahah
      Le comari sono tremendissime????? Io non sono comare ma sono peggio ahahahahahah
      Bacio e grazie ancora!

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    2. E non hai ancora visto nulla, Massimiliano!

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    3. Fede.. lo fai scappare se gli dici così!

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    4. Ma nooooooooooooooooooooo che non scappa!!!
      Un omone del genere si farà mica spaventare da quattro .... ops ..... cinque donnette??? (ci metto anche te,Patri)

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    5. Certo che devi mettere anche me! Il prezzemolo sta bene ovunque! :)))

      E poi, se ci sono io... ti difendo Max!!!!!!

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  5. Ma bravi tutti! Quante belle idee! Qualcuna meriterebbe di finire in un racconto vero e proprio!
    Io mi sono proprio divertita, anche perché ho osato dove mai avrei immaginato di portare l'ispirazione! :P

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    1. Ciao Marina, anch'io ho osato andare dove non ero mai andata!
      Merito di Squitty col suo mandala che mi ha ispirato.
      Bacio stella!

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    2. Ciao Marina, stavo leggendo ora ia finali di tutti... non lo faccio mai prima di aver scritto il mio per non farmi influenzare... abbiamo scritto quasi la stessa cosa.... non era proprio da tutti tirar fuori il pittore con la lingua colorata ;-)... forte sta cosa !

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    3. Ciao Lupo! Ho letto, ho letto... Certo che ste lingue...: la tua portava a una firma, la mia al cambio di pennello! :P :D

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    4. la proprietà di “linguaccio” direi che e’ fondamentale in certe occasione ;-)..
      Casuale ma particolare la combinazione… se scriviamo un romanzo erotico io e te chissa che esce fuori… vietato ai minori di 40 anni “ un remake di quel filmetto.. facciamo “50 sfumature di lingua” hjahahahahahaha… e ora basta che si finisce in terreni “pericolosi” ;-)

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    5. Suggerisco di chiamarlo "50 passate di lingua" , il successo è assicurato ragazzi! (Ok la smetto anch'io ahahah)

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    6. Wow! Proposta indecente, ma interessante.
      Tu concentrati sul "linguaccio" che io ripasso le sfumature.
      E poi tuffiamoci nel pericolo vietato ai minori di 40!
      Uahahahaha! :P

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    7. Cara Malù, "50 lecca lecca" e facciamo felice pure un pubblico più giovane! :D

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    8. ahahhaahahhahaahhaahhahaha
      Mi state facendo morire voi tre! ahahahahhaahha
      Fate i buonini ihhihihihihihiih

      ps però come diceva Luciana Littizzetto si potrebbe anche intitolare 50 chupa dance ahahhahaha
      E con questa battuta mi sono giocata tutta la parvenza di donna matura e seria ahahahhahahahahahahahah

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    9. Ma tu guarda questi ... per quel che mi riguarda va bene tutto!!!
      Pronti, attenti, via!!!

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    10. Squitty... tema per il prossimo mese.. 50 sfumature di erotismo.
      Poi però mettiamo il faro a luci rosse ahahahahahahh

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    11. Altroché risate ci sarebbero!
      Mettici alla prova!
      No, scherzo, di sfumature "cromatiche" con il mandala ne abbiamo avute già abbastanza. :D

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    12. Marina... in questo momento non ho la testa tanto in quadro... troppo caos dentro. Ci penso e magari il prossimo mese vedo se..... :D)

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  6. Cara Patricia, tutti molto bravi!
    Ma tu sei ancora più brava!
    Che ai avuto la pazienza di mettere tutto insieme!!!
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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    1. Grazie a nome di tutti Tomaso.
      Siamo una squadra di.... folli magari ma ci divertiamo!
      Un bacione!

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  7. Bravi veramente tutti! Un applauso particolare al lupo perché saper usare sapientemente la lingua è importante! Geniale quello sul pittore gay! Noto che c'è molto romanticismo nell'aria, brava Pat che l'hai fatto emergere!

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    1. Ciao Malù, sì tutti bravi davvero!
      L'idea del pittore gay mi è venuta leggendo un post di Ariano Geta SIAMOUOMINIOQUOTE
      Non mi piacciono le quote rosa o verdi o viola però, per stare al gioco....
      La prossima volta aspetto anche te eh... Bacio

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    2. Cara Malù ciao e grazie mi inchino al tuo applauso… e mi hai fatto anche morir dal ridere con “saper usare sapientemente la lingua e’ importante”… sono un po’ malizioso io ;-).. ( me la rido ancora adesso)…

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    3. Ahahah ma è così, con la lingua non sbagli mai, è fondamentale! Ok Giusy, ci provo, non sono più nemmeno riuscita a scrivere un post..sob...

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    4. Tu non sei malizioso, Ricky ..... non dico altro, che sennò mi arrestano!

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    5. Squitty... in prigione vuoi le arance o i pompelmi? :P)

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    6. Bella domanda ..... pompelmi sicuramente .... io adoro il giallo .... e poi sono .... moooooolto meno scontati ..... aahahhaahah

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    7. Ma sono amari!!!!! No... arance, possibilmente tarocco....

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  8. Patricia ... bellissimi i tuoi finali e l'ultimo veramente ... mi sfugge il termine ... diciamo ... forte ....complimenti a tutti veramente tanto belli tutti quanti ma chissà perchè continuo a preferire i finali di tutti i nostri amici uomini ... si sono superati ....forse oppure chissà ne vedremo ancora delle belle ... ciao ciao
    grazie ancora per questo simpatico appuntamento .... mi alleno col mandala di Fabiola ....intanto ;))

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    1. ahahahahahahahahh Giusina... timida ik, ma... come diceva Monica Vitti in una ragazza con la pistola??? Di carne sugno.... ahhahahaha
      Bacione!

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  9. Bellissimi tutti, per fortuna che non bisogna scegliere, ognuno è stato magnifico.

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    1. Scusam iRosy... mi ero persa il tuo commento!
      Hai ragione. Menomale che non bisogna scegliere!

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  10. Allora ... eccomi qui, finalmente.!!!
    Terminato ora il lavoro sulla raccolta #mandala.
    Una raccolta grandiosa, piena di contributi straordinari.
    I post sono stati tutti inseriti e condivisi ovunque possibile.
    E scontato che il post di Regina, quando arriverà, sarà di diritto in raccolta, visto che le cause di forza maggiore le hanno impedito di partecipare e siamo stati tutti avvertiti di questo.

    Inutile dire che, la chiusura della raccolta, lascia sempre un po' di malinconia. A noi Comari fa questo effetto. Ogni volta.

    Il matrimonio con Insieme Raccontiamo è stato un grande matrimonio, ne siamo felicissime. Il clima che si respira qui e che si respira ad Ispirazioni è lo stesso: amicizia, condivisione, stimoli continui, divertimento assicurato.
    Mi sento un tantino sentimentale in questo momento - anche grande capo Squittix ha un cuore - ma davvero è una grande emozione essere con tutti voi giorno dopo giorno.

    E' sottinteso, Patri, che, se la tua ispirazione lo consentirà, sarà sempre possibile un "gemellaggio" fra le nostre due iniziative. Ormai siamo rodati e non occorre neppure un grande preavviso. Quando vuoi, ecco!

    Un commento sui racconti ... questa volta è veramente esprimere una preferenza ... sono stati tutti di altissimo livello.

    Però, però, ho amato particolarmente
    - il romanticismo di Massimiliano
    - la scelta della canzone dei Modà nel racconto di Anna Maria, che dà il tocco finale ad un racconto che mi ha emozionato
    - Giusi tutta, tuttissima, nella versione seria e in quella divertente
    - l'erotismo dentro al finale di Riccardo ... Madonna, Ricky ... tieni a freno quella lingua .... ahahahaha
    - il virtuosismo di Fabiola

    Un bacio a tutti, ragazzi!!! Siete straordinari!!!


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    1. Sono strafelice Squitty!
      E' stata una vera festa questa! E indubbiamente si può continuare questo matrimonio. Per il 20 di marzo ho già il post pronto ma prossimamente... a meno che non venga in mente qulacosa di particolare a voi o a me.... ,ai dire mai!!!!Quando le donne fanno squadra fanno paura!!!!!

      I racconti... se si dovessero votare sarebbe molto difficile.
      Tutti belli e tutti unici nel loro modo di essere, come stile, come idee.. beh... a parte qualche "copione" che mi ha faatto cambiare il finale ahahahahahahahah

      Fabi poi si è superata!!!!
      Grazie anche a te della partecipazione e alla prossima.

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