venerdì 1 aprile 2016

Riepilogo di INSIEME RACCONTIAMO 7



     INSIEME RACCONTIAMO 7

#insiemeraccontiamo       #racconti    #fareblogging






Bene, ragazzi miei, siamo arrivati al riepilogo di questo giochetto che mi dà e spero dia anche a voi grande soddisfazione oltre che divertimento.

Nato per ridere, per sfida, diciamo, sta crescendo puntata dopo puntata con l'ingresso di nuovi partecipanti e  con l'ausilio di musiche,  foto per rendere il tutto ancora a più "allegro" e interessante.

Ma bando alle ciance!

Ricordate il mio incipit?
Eccolo!



Riguardò la foto. Che strano! Li ricordava felici. Ora erano tristi. No! Impauriti. Li vide spalancare gli occhi, terrore nel loro sguardo. Incredulità.
Poi caddero a terra.
Dietro a loro un'ombra nera. Un fantasma informe. Solo un ghigno diabolico dove ci doveva essere la bocca.
Vengo da te” le disse.


https://www.youtube.com/watch?v=m_mwuvXZqRA



Questa volta la possibilità di completare con un finale horror o fantasy. O anche noir con sfumature di mistero.
Come ad esempio ha fatto il più veloce del mese, il nuovo ingresso tra i partecipanti. Ariano Geta!
E non dimentichiamo Romina Tamerici e Iara R.M. E in modo rocambolesco anche Marco Lazzara.
Oltre ovviamente ai soliti..... "vecchi" finalisti. :)))

Ma ecco i vostri finali, come sempre in ordine di arrivo.


ARIANO GETA 

 
 Venne sopraffatto dal terrore, ma mentre la figura si ingigantiva sulla carta stampata ebbe un ultimo guizzo di lucidità: quell’ombra nera che sussurrava minacce maligne era un parto della sua mente, l’allucinazione del cancro che da mesi divorava il suo cervello e modificava a piacimento i suoi ricordi e le sue percezioni.
“Sei solo un illusione” sibilò, “non puoi farmi nulla”. Un attimo dopo, cosciente dell’irreversibilità del proprio male, corse alla finestra e si gettò nel vuoto.
Il passante che vide il suo corpo sfracellarsi al suolo chiamò subito la polizia. Testimoniò di aver udito il colpo sordo dell’impatto ma si vergognò di aggiungere che gli pareva di aver intravisto un’ombra che si allontanava e di aver ascoltato nitidamente delle parole: ‘ti sbagliavi, io posso spingere le mie vittime a morire’.


IVANO LANDI

Quando forzarono l’ingresso la trovarono ancora seduta con l’album aperto davanti. Una delle sue dita, ormai scheletrica, sembrava indicare una foto vecchia di decenni con un gruppo di giovani sorridenti. Ha scelto di andarsene ripensando agli anni felici, concluse tra sé e sé l’ispettore di polizia.

       
SINFOROSA CASTORO


 «Vieni, sono pronta, che ne dici della mia?».
«Be', è una maschera bellissima, terrorizzante, ma bellissima».
«Formiamo davvero una bella accoppiata, chissà alla festa quanti schiatteranno dalla paura. Ma d'altra parte è una festa in maschera!».
E si avviarono a braccetto nella notte scura.


ROMINA TAMERICI


 Era incredibile come il semplice riguardare quella foto avesse potuto riportarle tutto in mente: le minacce, le violenze di quell'uomo che diceva di amarla, così spavaldamente sorridente in quell'immagine. Anche lei sorrideva, ma ora, a distanza di tempo, poteva finalmente vedere con lucidità e scorgere l'abisso di dolore che a fatica rimaneva dentro i suoi occhi.
Una coppia felice, dall'esterno. Ma solo dall'esterno. L'importanza delle apparenze, la paura di restare sola ed essere considerata una poco di buono le imponevano quel sorriso distorto, quella maschera sotto la quale gridava un bisogno di aiuto che nessuno avrebbe mai potuto sentire.
"Vengo da te" le disse quel giorno, poco prima di fare quella fotografia, "vengo da te tra poco e ti picchio fino a farti svenire, di nuovo".
Normalmente avrebbe aspettato in silenzio, avrebbe subito in silenzio, avrebbe provato a dimenticare, ma non fu così quella volta.
All'improvviso nella sua mente immagini confuse: il coltello, il sangue, i rantoli di morte... Chiuse l'album di fotografie: non aveva più voglia di ricordare.


 PALMALUDA 


 "Cosa? "- rispose Anna, stordita, come se quella voce, assieme alle foto, avesse fatto cadere anche lei, giù da una nuvola di pensieri e angosce - "sarò da te Lunedì e mi trattengo fino a Mercoledì; ho udienza e non val la pena stancare col viaggio le mie membra. Sempre che Lei non faccia storie".
Era incredibile come un uomo dai colori così solari, anziché sembrare angelico risultasse freddo e quasi diabolico. E come riuscisse ad usare le parole come un pugnale gelido.
Lesta raccolse le foto finite fra i suoi piedi, a breve le scarpe di ricca fattura le avrebbero calpestate.
Si sollevò lentamente, con lo sguardo basso seguì i pantaloni color corda e la camicia chiara; quasi giunta ai ben curati baffetti biondi lui si allontanò con uno scatto stizzoso; gli piaceva sottrarsi allo sguardo quando non era stato lui a concederle di ammirare la sua beltà.
Dove stava il potere che la incatenava? Nell'eloquio lento e forbito? Nel suo delirio di considerarsi una divinità apollinea? Nel privilegio di avere la sua attenzione? Lei, così indipendente e risoluta, adesso affascinata ma, dimessa e timorosa.
Gli fece un cenno di accettazione, lui la attraversò con il suo sguardo ceruleo: "il treno freme sui binari aspettando di condurre il tuo dolce corpo alla paterna dimora".
Nel silenzio misto ad angoscia si allontanarono dalla casetta in collina, non le sembrava vero, ma si impose di restare ancora lucida perché la paura non mollava; per un attimo immaginò il suo corpo martoriato sepolto in quel giardino... Non l'avrebbero mai trovata...
Mantenne la calma ancora qualche minuto dopo essere salita sul treno; alla chiusura delle porte crollò sul sedile. Col treno partì anche un sms "non credo tornerò più ". Riprese le foto dallo zaino, ora i suoi bambini sorridevano di nuovo.


IARA R.M. 



Si chinò a raccogliere la foto dal pavimento. La mano le tremava mossa dal soffio dei ricordi. I suoi occhi intorpiditi scrutavano in quell'immagine come alla ricerca di un passaggio segreto che potesse riportarla in dietro, nel cortile di quel liceo, col suo amore che le premeva forte la mano sul fianco; il sole alto di una primavera appena iniziata splendeva di un accadere ancora incerto. Quanta vita era passata. Un velo malinconico rese pallido quel cielo di carta lucida e una pioggia salata prese a inzuppare il selciato, i vestiti e la facciata sporca del vecchio edificio, fatti di inchiostro colorato. “Vengo da te. A prenderti”, ripeté melliflua l'ombra scura del tempo. Lei si lasciò cadere sulla sua poltrona: “sono pronta. Ti sto aspettando.” E dalla crepa di un sorriso stanco, spirò.


ANNA MARIA FABBRI


PRIMO FINALE 

La morte scura avanzava verso di lei in una nuvola di fumo. Un peso sul petto, i muscoli non rispondevano.


Con un soprassalto si svegliò, la foto era lì, tra le sue mani. Se non le fosse venuta la scarlattina su quel pullman, con la sua classe, ci sarebbe stata anche lei.
Al funerale l’ultimo addio.

SECONDO FINALE

La morte scura, avanzava verso di lei in una nuvola di fumo e pece. Un peso le premeva sul petto, la gola le doleva, i sui muscoli non le rispondevano. Il terrore la invase, era paralizzata.
Con un soprassalto si svegliò, la foto era ancora lì, tra le sue mani. Se non le fosse venuta la scarlattina, a quel viaggio, su quel pullman, con la sua classe, ci sarebbe stata anche lei.
Otto sue amiche ora non c'erano più, all'indomani al funerale l'ultimo addio.
 
CRISTIANA


Scagliò la foto con impeto, poi si girò e cominciò a correre illudendosi che ciò bastasse a cancellare quel ghigno che, invece, si ritrovò davanti; quel sorriso malefico che mostrava denti aguzzi intrisi di sangue .Deviò per non finire in quella bocca laida , saltò e iniziò a cadere: gocce di sangue le cadevano negli occhi: poi non vide più nulla e tese le braccia sperando di trovare un appiglio cui aggrapparsi. Toccò qualcosa che emise un suono e la strinse in mano spasmodicamente. Sbattè convulsamente le palpebre e finalmente iuscì a vedere l'oggetto magico che l'aveva salvata : era la sveglia che suonava sempre alle 7.30


MARINA 


"Vieni pure, ti sto aspettando. Vinci le tue partite con i più deboli, con chi ha paura della tua ineluttabilità, ma con me non avrai gioco facile: non ti temo, non riuscirai a piegarmi. Ti guarderò dritta negli occhi, ti affronterò a testa alta e quando mi sarai vicina, non avrai bisogno di terrorizzarmi. Chiedimi semplicemente di seguirti e io verrò con te, signora Morte!"



SQUITTY



Inaspettatamente l'Illusione era comparsa e si era insinuata all'interno di quell'istantanea, cogliendoli di sorpresa. Era venuta ad esigere il suo compenso.
Le loro espressioni erano cambiate, un velo aveva offuscato i loro occhi, lo sconcerto aveva incorniciato i loro sorrisi.
"Che cosa credevi?" - le disse - "che fosse tutto vero?" "Pensavi fosse così semplice, automatico, scontato? Le favole non esistono e il lieto fine non c'è mai. Non in questi casi."
Sussultò, vedendo l'immagine sbiadire, i tratti affievolirsi, le tinte schiarirsi. E quando i piccoli frammenti scivolarono sul pavimento, sentì il cuore stringersi in una morsa.



[collage%2520seppia%255B5%255D.jpg]






Capì che l'Illusione era venuta per portarsi via il suo sogno, pezzo dopo pezzo, e rimase come pietrificata, i pensieri immobili, il corpo intrappolato.
Credette di impazzire.
L'aveva conservata gelosamente per molti, moltissimi anni; non era una vera fotografia, si intende, era solo un ricordo, ma i contorni erano così perfettamente delineati e i colori così intensi, che pareva che il tempo si fosse fermato in quell'istante per sempre.


Klimt - Bacio




Non c'era mai stato, né prima né dopo, un momento simile nella sua vita, per questo era così profondamente parte di lei e, prezioso tesoro nascosto, era stata la sua ancora di salvezza nei momenti più bui.
Il destino, quando ormai non ci sperava davvero più, gliela aveva rimessa in mano e l'aveva trovata ancora più bella di quanto ricordasse. Per un attimo era parso che tutto avesse un senso.
Le lacrime cominciarono a scendere copiose, lasciandola senza forze, completamente disorientata: non poteva credere che fosse vero, non poteva essersi sbagliata.
Cominciò convulsamente a cercare in mezzo a tutte quelle tessere sparse, finché, d'istinto, allungando una mano, riuscì ad afferrare l'essenza di quel tutto, prima che l'Illusione riuscisse a farlo scomparire.
mani frammento ritaglio




Si svegliò di soprassalto.
Era lì, ora, diverso, reale.
A portata di mano.



BARBARA 





Un battito di ciglia...non può essere vero!
La foto che ho in mano, accidenti, è stata scattata anni fa...non può mutare!
Quale incantesimo... Non posso credere che la storia che mi ha raccontato Tom sia vera...
che esistano demoni in grado di impossessarsi dei ricordi e di cambiare il passato...


MARCO LAZZARA


In modo rocambolesco ahahhaahahah perchè ha pubblicato il suo finale nei commenti a questo POST DI IARA R.M.
Molto fantascientifico.
 

"Ma lei aveva l'arma giusta: Glix Psico-Spray!
Contro il mutasporco psiobatterico, solo Glix è l'arma vincente! Non permettere che le tue olofoto in 4D vengano deturpate dai batteri psiofili: uno spruzzo di Glix ed è tutto risolto!
Glix Psico-Spray è fenomenale contro i nemici della biopsiche. Niente più onde-delta a interferire con la psicomemoria dei tuoi momenti felici, grazie a Glix!
Glix Psico-Spray è un prodotto Ubik Farmaceutica. Seguire le indicazioni riportate sulla confezione. Tenere lontano dalla portata di bambini e cloni. Aerare il locale dopo l'uso, non usare a gravità meno-uno. Tenere lontano da fonti di calore o sorgenti lambda."


                                                   
PINKG


"Quell’infinito e squarciante momento uscii dal confine e mi trovai in un vortice caldo e pericoloso. Figure deformi e dilaniate mi accompagnavano senza interferire. Finalmente non avevo bisogno di aver paura e sentivo un destino ineludibilmente potente e meravigliosamente insicuro."

REGINA ZALIEVA 


Ci-o me-so un po' a trovarti… ma e-comi… -, sogghignò. Parlava un italiano pessimo, con una strana cadenza italo-americano, e adesso che era più vicino poteva scrutarlo meglio. Aveva un che di familiare, una parvenza di conosciuto, soprattutto il mantello arancione, sotto al quale si notavano ondeggiare eteree le braccia, le ricordava qualcuno che aveva già incontrato.
- Scusa, ci conosciamo?... -, chiese.
L’essere parve indispettirsi.
- Of course… o-vio… -, sibilò.

L’Innominata si spremette: che fosse un utente di cui aveva dimenticato l’esistenza? Impossibile, nella sua lista personale di blogger conosciuti e persino da conoscere non le sfuggiva nessuno. E poi con quella parlata assurda. Afferrò il libro degli esperimenti, magari l’avrebbe aiutata a ricordare.
- Co-ssa tu fai? – chiese il fantasma, sempre con quell'accento alla Joe Bastianich.
Poi si produsse in una mossa diabolica nell’intento di farle paura.
- Buuuubuuuus-ettteeeeeet-eeeeeeeeeeeeee …..-, ululò fendendo il mantello come fosse un lenzuolo.
Fu allora che lei capì.
- Ma tu sei… tu sei…. -, biascicò.
- Yeeeeeeee… so-no iooooo… so-no ioooooooo -, le fece eco, fendendole ancora davanti il mantello con l’inconfondibile e grossa B stampata sul dorso. – So-no io, BLOGGER!... E-ora la faremo-finito… Con-ttutto quel-la lamentala che no-vado bene, che fac-cio casino… Io buon-no a-nulla?… The eeeend for you… The eeeend.. .
L’Innominata si coprì il volto. Ne era certa, quella era veramente la fine. Dopo tanto lottare, Blogger avrebbe avuto la meglio. Scrisse mentalmente gli ultimi trecentossessantacinquemila post, e…

Il trambusto le fece riaprire gli occhi. – Matruzza beneditta… in tempo arrivai… .
Davanti a lei, Draky aveva steso l’essere e lo aveva impacchettato come un salame.
- E poi vanno ricennu che l’italiano lo dobbiamo imparare solo noi terroni…ntz… .
- Grazie -, mormorò, ancora scossa. – Chi sei veramente? -, aggiunse prima che il vampiro sparisse dalla sua vista.
Draky si voltò a guardarla. – Mo niente ti posso dire, finisce che superiamo le trecento parole… Ma presto o tardi… .
Lo vide scuotere il suo compare Lupo ancora per terra e dileguarsi insieme a lui dietro l’ombra della foto che li ritraeva nuovamente contenti.



MARINA ZANOTTA 

Copyright Marina Zanotta



L’ombra che si muoveva all’interno della fotografia sembrava aver cambiato il passato di Lin e Andrea, come se si fosse impossessata delle loro vite.
La coppia giaceva ora a terra, in una smorfia di 
dolore.
Il tempo era stato riavvolto in un incubo senza fine.
Solo un’entità ultraterrena avrebbe potuto stravolgere le loro vite in questo modo, e non una qualsiasi.
Chiuse gli occhi per un istante, sicura di aver avuto un’allucinazione per la stanchezza. Non era la prima volta che lo stress le aveva giocato brutti scherzi.
A palpebre aperte si aspettava di trovare tutto come prima; niente corpi per terra e solo fotografie che ritraevano momenti felici.
Dubbiosa, perfino di se stessa, aprì un solo occhio, e vide la fotografia trasformata.
Davanti ai suoi occhi, ora entrambi aperti e pieni di stupore, c’era solo una strada asfaltata e grigia che pareva interminabile.


Copyright Marina Zanotta
 

Dove erano finiti Lin e Andrea? E l’ombra?
Impaurita lasciò cadere dalle mani la fotografia e con uno strano presentimento si diresse verso l’uscita della stanza.
In un angolo buio udì ancora quella voce: “Sei pronta a sacrificare la tua vita per gli altri Michela?”
L’ombra era lì davanti a lei, con gli occhi neri senza pupille e il suo ghigno inquietante sul volto, le braccia lungo i fianchi senza mani per afferrare, ma era chiaro che non ne aveva bisogno. Lei lo sapeva bene.
Il cuore le si fermò nel petto tanto era il senso di impotenza.
Aveva accolto la sua sfida nel momento a lui più propizio.
Era rimasto in lei qualcosa di divino, del suo essere   
stata un tempo un Arcangelo?
Lo avrebbe presto scoperto!


Ed ecco i miei due finali. Uno  più doloroso, uno più.. ironico? Forse.


 
FINALE 1

Guardando attentamente le parve che qualcosa comparisse alle spalle dell'ombra. Sfocato. Cercò la lente d'ingrandimento e la puntò sull'immagine. Un grande cancello cupo. Sopra una scritta. Arbeit macht frei.
Rabbrividì. In quel momento seppe con certezza perché non aveva mai conosciuto i suoi nonni.


FINALE 2

“Ehi” disse tremando al compagno. “Hai visto quest'ombra? Fa faura!”.
Tra il fumo, il ragazzo socchiuse gli occhi. Scrollò il capo. Ma che ombra. Era la Marylin. Come faceva a non riconoscerla?
Ma lui glielo aveva detto che doveva cambiare fornitore. Le aveva dato dell'erba tagliata male!

Myrtilla

37 commenti:

  1. Risposte
    1. Ciao Max.
      Vero che sonno tutti bravissimi? :)))

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  2. Forse, nel complesso, la migliore edizione finora di "Insieme raccontiamo". Il finale di Marco Lazzara, che non avevo ancora letto, è strepitoso. E Squitty, Barbara e la solita Regina Zalieva...

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    1. Ciao Ivano, dici?
      A me fa piacere che si siano aggiunti nuovi "finalisti" :))
      Ne manca qualcuno dei soliti, però non si può pretendere.
      Certo però che il livello è notevole :D)

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  3. Un bell'interscambio di possibili finali :-)

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    1. Davvero Ariano! C'è proprio di tutto! :)

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  4. Cara Pat ... ma lo sai che sono uno più bello dell'altro???? complimenti a tutti quanti non saprei scegliere quale mi piace di più .... Applausi a tutti ... però sono curiosa ... mi piacerebbe provare quello spray ... funziona contro gli acari? ...
    un abbraccione :))

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    1. Vero che sono belli?
      Per lo spray bisogna chiedere a Marco ahahahah

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    2. Giusi sempre diritta al sodo!

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  5. E il mio finale dov'è finito? Te lo sei perso per strada Pat? :D
    Avevo fatto anche un disegno!
    Tutti davvero belli questi finali, e come al solito Regina mi ha fatto morire dal ridere, ma anche la new entry di Marco con lo spray è stato originale :D
    Complimenti a tutti.
    Marina

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    1. Marina, scusami!!!!!
      L'ho perso per strada!!! Ho la testa che va dappertutto tranne che su quello che vorrei :((
      Perdono perdono perdonooooo... non cantava così Caterina Caselli?
      Bacio grande!

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    2. Beh adesso c'è e sei perdonata :D
      Un bacione!
      Marina

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  6. Belli tutti! In particolare:
    ribadisco l'apprezzamento per la versione di Ariano, l'apripista; mi ha divertito molto Marco con il suo spray fantastico; azzeccatissime le foto di Squitty e Barbara. E poi applausi per Regina Zalieva, perché è terrona come me ed è un MITOOO!

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    1. Ciao Marina, sì sono tutti fantastici.
      REgina...beh! Regina di nome e di fatto ahahahahahah

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    2. Marina, la foto è arrivata quasi insieme al racconto.

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  7. Mamma mia Patty, ma ti sei superata! Ma che finali! Più vai avanti più accogli proseliti di gente che ha fantasia da vendere e una scrittura sublime.
    Certo che Marco Lazzara è stato strepitoso, molto carino perché decisamente insolito e ironico.
    E a proposito di ironia... E così tu fumi... e viaggi?!! ;)))
    Bello anche il finale dei nonni.
    Non so il perché quando pubblico i miei racconti spesso vengano divisi da spazi che nell'originale non sono stati messi??? Bah, misteri del blog!
    Un bacione.

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    1. Ciao Anna Maria, parto dal fondo.
      Blogger mi sta facendo girare le padelle una cosa che va bene! Tre volte hi rifatto questo post perchè, di buzzo suo, mi scriveva certe righe che nemmeno con la lente di ingrandimento si leggevano. E nota che sulla pagina di blogger per scrivere il post il carattere era uguale ovunque.
      Così, scrivi e riscrivi ho perrfino perso il finale di Marina Zanotta.
      Lo spazio in più.... non so che dirti. Sul mio post non c'è!
      Guarda il link di Regina. Nonc'è stato verso di pubblicarlo con lo stesso carattere degli altri.
      ufff!!! E se chiedo i danni di immagine a blogger????????? ahhahahaha
      Son già capace a sbagliare da sola. Nn ho bisogno del suo aiuto!!!!! ahahhaahahha

      Viaggio? Sì... da casa al tabaccaio! :))

      Bacio stella!

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  8. Rileggere tutti i finali insieme è fantastico! Belli. Ma sempre più belli!!! Un gioco stuzzicante e carico di sorprese ❤

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  9. Rileggere tutti i finali insieme è fantastico! Belli. Ma sempre più belli!!! Un gioco stuzzicante e carico di sorprese ❤

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    1. E sai di chi è il merito Pinkg?
      Ma di tutti quanti voi che partecipate con così tanta voglia e interesse.
      :*)

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  10. Eccomi, come sempre, a rapporto. Questa volta ho letto tutto in tempi ragionevoli.
    Contenta io per i nuovi arrivi, che sono sempre un arricchimento.
    Belli molti finali, ma mi permetto di dissentire con Ivano, secondo me non è stata la "puntata" meglio riuscita di Insieme Raccontiamo. Tutto troppo, troppo triste e drammatico questa volta (ma sono io che non ho voglia di cose tristi in questo periodo!!!).
    Detto questo ... il premio intensità va sicuramente a Romina e a Maria Palmaluda e quello per l'originalità a Marco (troppo forte!);
    Patricia finale due ... evvaiiiiiiiii.
    Regina .... sono anche stanca di commentare ...... ma noi siamo quelli che Draky e Manny e quindi non faccio testo.
    Queste sono chiaramente le mie preferenze, il solito giochetto dentro il gioco, ma non voglio togliere il merito a nessuno. Sempre grande impegno e sempre più grande partecipazione.
    Grazie a Patricia che, come sempre, è una grande padrona di casa.
    Un abbraccio a tutti e alla prossima.

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    1. Fede qual'è stata la più bella secondo te Fede? Secondo me ...il mandala ;)

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    2. Sono suonata ti ho nominata due volte. ...senti ma dove guardi in questa tua nuova foto? ??? Sei troppo caruccia! !!!!

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    3. Talmente brava come padrona di casa che ho perso per strada un finale :( qando ho sentito tirar le orecchie sono andata a cercarlo... ops! :))
      Siete voi tutti che siete veramente in gamba!
      Grazie!

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    4. Giusi.... Squitty sta adorando il Lupo ma non lo vuol dire ahahahahhaah

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    5. Seeeeee ci manco pure io....;)) ....In effetti ultimamente mi attira solo quello che mi fa divertire. Cerco solo di ridere. .. Talmente pesante il periodo. ...sarà mica la vecchiaia? ?? Naaaaa non po' esse! !!!@@@

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    6. Allora, vado con ordine ...
      a) personalmente mi sono divertita molto sia con la puntata del tè al gelsomino che con il mandala
      b) mi hai nominata due volte, perché mi vuoi un sacco bene, Giusi
      c) sto adorando chi? ahahahahahaha ... il Lupo? ... a parte il fatto che siete delle pettagolone ... ma datemi un buon motivo per adorare il Lupo ...

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    7. Rispondo con ordine.
      a) ne sono felice :))
      b) Giusi è un tesoro
      c) certo che stai adorando il Lupo! Si fa cercare nelle nuvole come una visione sacra... ci ha abbandonato ormai :(((

      d) (mia aggiunta) diglielo pure che non deve fare tanto il prezioso altrimenti lo sostituiamo! ahahhahahahahahaha

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    8. Ridere??? Non conosco questo verbo.... oppure negli ultimi tempi me lo sono dimenticato. Tu ti ricordi come si fa?

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    9. Riferito ... vediamo se ricompare!

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  11. Bravi tutti :O Veramente una bella prova complessiva!
    Ho adorato i finali di Marco Lazzara e Regina :D

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    1. Beh... Regina è una pietra miliare del giochetto. Se mancasse lei... ahhahaha
      Marco Lazzara non so neanche se è una nuova entrèè o no, però mi ha fatto morir dal ridere.

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  12. Quante versioni! Tutte interessanti, le ho lette con curiosità.
    Complimenti
    Maris

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    1. Ciao Maris
      E' sempre un successo questo giochetto!!!!! Evviva!!
      Magari la prossima volta aspettiamo anche te. Che ne dici?
      Bacio

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