mercoledì 1 giugno 2016

INSIEME RACCONTIAMO RIEPILOGO 9

         
       INSIEME RACCONTIAMO 9 RIEPILOGO





Fanciulliiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!

Ma siete


           MERAVIGLIOSI!!!!!!!!!!


Che dire? Questo mese vi siete superati!
E che soddisfazione per me vedere questa partecipazione, questa voglia di giocare, questo interagire con finali e commenti.... 
 
Unici! Siete semplicemente UNICI!!!

Ma adesso basta coi complimenti altrimenti vi montate la testa ahahahahahahhahaha



Il mio incipit era questo:

Altissimo, di una magrezza spaventosa, vestito di nero pareva una stecca di liquirizia andata a male.
Al suo passaggio, tutti provavano una strana sensazione. Un misto di paura e angoscia e insieme gelo.


I vostri finali in ordine cronologico di arrivo:



                                  SINFOROSA


... Ma non per lei.
Lo aveva incrociato sì e no un paio di volte, quell'uomo la incuriosiva, doveva conoscerlo, a ogni costo, quel giorno si fece coraggio. Mentre lui percorreva la via, venendo proprio verso di lei, lei lo urtò, di proposito: «Mi scusi», gli disse. Lui si chinò per raccogliere quei libri caduti a terra, glieli porse con un sorriso che le punzecchiò il cuore e si presentò allungando la mano.
Non sembra vero ma da quel giorno sono passati esattamente trentasette anni. Trentasette anni di amore e gioia.
 
                                                     POIANA
                              


Quella sentinella sembrava più che mai un cacciatore, con le mani e gli abiti scuri impregnati di sangue e la pelle bianca come la morte. Appariva come se dovesse aggredirti da un momento all'altro per strapparti il cuore.
Hawk lo fissava tremante e impaurito, fino a quando non ne poté più e si rivolse al padre:
- Chi è quello, papà? -
- Condor, il Capitano della squadra ombra. - Falco pellegrino cinse il figlio a sé per rassicurarlo. - Da quanto so, era il più sanguinario di tutte le sentinelle oscure prima di essere purificato, oltre 200 anni fa. - fece un cenno di saluto al Capitano, che passò davanti a loro proprio in quel momento. - Non è pericoloso come sembra, anzi... conoscendolo meglio è abbastanza gioviale. Ha salvato molte sentinelle, me compreso, anche se i suoi metodi non sono particolarmente ortodossi. Non ha alcuna pietà per i cacciatori; forse proprio per questo è così efficiente... -
Al suo passaggio la folla si apriva per non intralciarlo, intimorita e rispettosa, mentre Condor continuava a camminare, fiero nel suo incedere e consapevole del timore che la sua presenza suscitava nelle sentinelle più giovani e inesperte. Un passo dietro di lui procedevano altre sentinelle vestite di nero e armate fino ai denti: la Squadra Ombra. 
Una volta assicuratosi di aver ristabilito l'ordine e che nessun altro cacciatore fosse nelle vicinanze, il Capitano aprì un varco e lo attraversò in un attimo con tutti i suoi uomini, scomparendo con la stessa velocità con cui era apparso.



                                            GIUSI G.


L'incedere lento, flemmatico con le spalle curve in avanti quasi portassero tutto il peso del mondo. Gli occhi celati da tondi occhiali scuri su un naso aquilino sovrastante un ghigno sprezzante. I lunghi capelli lisci, segnano il passo al suono di una marcia funebre. Signori a voi: lo Iettatore!!! 



                     
                           ARIANO GETA
     

"Tutti a pensare che porto male. Ma oggi spezzerò il pregiudizio!" pensava mentre si avvicinava a un passante che già manifestava nervosismo per l'inatteso approccio. "Questi sono per te!" proclamò porgendogli una banconota da 100 €.
Il passante guardò il denaro, il menagramo di fronte a lui e la gente che li osservava senza capire cosa stesse accadendo.
"Chi dona denaro non può portare sfortuna!" si autoincoraggiava mentre la banconota finiva nella mano del dirimpettaio.
Purtroppo il piccione che svolazzava in quel momento sopra le loro teste pensò bene di svuotare l'intestino sulla testa del passante...
"Mi hai dato un portaSfortuna!" urlò furioso l'uomo coi capelli smerdati strappando i cento euro e gettandoli via.
Il poveretto che aveva la sola colpa di essere alto, magro e funereo rimase solo in mezzo alla piazza e alle occhiate terrorizzate altrui. La vox populi aveva vinto.




                                IARA R.M.



impettito e incurante degli sguardi di disapprovazione che accompagnavano i suoi passi, Neroniro avanzò fino al giardino delle fantasticherie, dove la signorina sogni d'oro, luminosa, nel suo abito arcobaleno, stava piantando i semi di strabilianti fantasie. Poteva sentirne l'odore da fin giù al viale, tanto che quel profumo, insinuatasi nelle sue strette narici, prese a farlo starnutire ininterrottamente. Neroniro si rammaricò, asciugandosi gli occhi con il lembo del suo abito:
- Che colpa ne ho io, se sono allergico ai bei sogni? Guai a farne uno! Mi riempirei di scoppiettanti bolle colorate su tutto il corpo.
Sapeva di non essere ben voluto, né dai grandi, né dai piccini, e non si capacitava di questo. Infondo, al massimo causava un urlo, un po' di batticuore, qualche innocuo spavento, che male poteva mai fare? Gli incubi non sono cose reali. Non sono altro che l'altra faccia dei sogni. Pensava... Grazie ai suoi brutti sogni, molti bambini erano stati avvisati dei pericoli che avrebbero corso, ad esempio, nuotando lontano, mangiando troppi dolci, sporgendosi dalle finestre. E anche gli adulti, erano stati messi in guardia dai loro desideri oscuri.
- Dovrebbero ringraziarmi, altroché. Cercò di consolarsi. Era davvero stanco di vivere isolato, ai margini del mondo. Di essere guardato sottecchi, con paura. Era arrivato il momento di cambiare le cose. Distribuire incubi, dopotutto, era un lavoro come un altro e questo, non faceva di lui una brutta persona. La signorina sogni d'oro, ne era certo, l'avrebbe ascoltato.




                       MARCO LAZZARA



Estrasse dalla valigetta un foglietto e lo appese a un muro. Vi era scritto:
“Si notifica il vostro mancato pagamento dell’ultima bolletta dell’esistenza. Ragion per cui ci vediamo costretti a interromperne l’erogazione. Cordiali saluti.”
Poi andò via, così com'era venuto. E la Terra svanì. 



 

                          IVANO LANDI


 

Ma come al solito doveva cercare di mantenere un profilo basso. E se ne aveva fatti di sabotaggi per conto del Maestro, il primo rimaneva il suo preferito di sempre. Quello ai danni della coppietta ospitata in quel resort…? ...L’Eden! Il suo nome in codice, in quell’operazione, era stato “Serpente”.








In paese da molto tempo si era perduto il senso del rispetto per le alte cariche e lui, in quanto sindaco non faceva eccezione.
Dopo l’accaduto, il terremoto, la distruzione e la mancata ricostruzione.
Due anni erano passati dal disastro e ancora si contav.ano i danni.
Per non parlare dei lutti e dei morti che si sarebbero potuti evitare se si fosse pensato alle persone e alla loro sicurezza e meno ai propri interessi. Lo ritenevano responsabile per il consenso agli appalti, per non avere vigilato e prestato attenzione a chi, al suo fianco, aveva rubato a mani basse.
Lui sapeva, vedeva negli occhi dei suoi concittadini tutto il disprezzo, l’angoscia e il dolore. Pure la rabbia che con il tempo e con i processi in corso, sembrava aumentare giorno dopo giorno.
Sarebbe andato via l’indomani, assieme alla sua famiglia. Il mandato era scaduto e di certo non sarebbe stato rieletto.
Scappava, come un ladro, come un coniglio.
Sarebbe stato un altro punto di demerito da appendere al suo vestito nero.
Ma che importava ormai, era un morto che camminava lentamente."
                
                             BLOGGHIDEE


E a Francesca sortiva lo stesso effetto della nera liquirizia, un aumento incredibile di pressione, come se ne avesse mangiato un intera busta! Si rammaricava di non averlo incontrato prima, sai quanti esami diagnostici in meno e quante diete inutili che non sortivano nessun risultato?
Si vergognava perfino a raccontarselo timidamente tra sè e sè!
Tutti lo guardavano con disprezzo, calcolandolo solo per il suo aspetto fisico, senza vederne altro. Ma si erano visti? Pensavano forse di essere dei narcisi appena usciti dalla sorgente d'ambrosia?
Eppure i suoi pensieri sembravano non meritevoli! Era ancora lì, come ogni mattina ad accavallare le lunghe gambe magro. Seduto e solo; sul tavolo centrale del bar. Ignaro e indifferente dei giudizi altrui.
Era impressionante ma quell'uomo dallo sguardo stranito, gli occhi grandi e azzurri come uno spaccato di cielo la facevano capitolare come una ragazzina.
Il cuore a mille, il respiro affannato, il viso arrossato. Tutti sintomi che solo lei poteva confessare a se stessa.
"Signora lei ha avuto uno strabiliante miglioramento! Vede che alla fine i rimedi medici sono efficaci? Ha seguito tutto alla lettera vero?"
Francesca abbassò lo sguardo leggermente divertita, rispondendo con un leggero "si", non poteva certo confessare che si era solo innamorata!




                   ANNA MARIA FABBRI



Versione 1

Lui si aggira furtivo, rasentando i muri. Ama il buio e odia la luce del giorno. E' senza dimora. Ieri era là, oggi poterebbe venire da te.
Nel suo curriculum ha scritto: "Professionista con esperienza accertata", e in una postilla sottolinea: "Godo di quegli occhi sbarrati, di quei volti esangui, di quei tremori, di quel battere di denti. Brindo quando porto la vittima alla follia. Io sono l'Incubo."


Versione 2

Da sempre lottava contro il pregiudizio della gente che  lo riteneva un guerriero letale, ma quel bambino lo aveva conquistato, gli aveva catturato il cuore. Lo avrebbe protetto fino alla morte. Fu così che diventò il suo Guerriero.



Versione 3

PICCOLA STREGA

Quando sa’girava in paese, quel tipo strano, nel cielo appariva un avvoltoio.
Era apparso dal nulla, un sabato sera, dentro alla fumosa birreria del paese. Aveva bevuto, senza alzare lo sguardo e, un attimo dopo sul bancone c’era il bicchiere vuoto.  Era uscito inosservato. Sembrava possedesse il dono dell’invisibilità. Qualcuno lo aveva visto, vicino al ruscello, parlare a quell’uccello così sinistro, e sosteneva che il volatile aveva annuito.
Un paio di giorni dopo era andato dal sarto del paese.
Con i tempi che correvano, il sarto, teneva sempre una teiera pronta di the al gelsomino. Appena lo vide avvicinarsi alla porta della bottega, si apprestò a berne un sorso e ad accendere una candela, sotto al diffusore di oli essenziali, ovviamente era olio al gelsomino. Appena entrato, quel cliente così taciturno, aveva cominciato a sternutire. Il sarto gli offrì una tazza di the ristoratore, ma il cliente rifiutò la tazza con disgusto. Voleva farsi confezionare un mantello nero. Aveva una voce molto suadente.
Quando quel cliente così starno, se ne andò, il sarto era stralunato e allibito. Come  era possibile? Come era  accaduto? Si era reso disponibile a fargli gratis, un mantello nero, con il panno più pregiato.
In paese la situazione non era molto gradevole, non si erano mai viste tante zanzare. Quei piccoli insetti fastidiosi, tormentavano anche di giorno. La gente sperava che le fate trovassero un rimedio. Ma quelle più interessate ai bisogni della gente comune, erano andate al mercato di Potonto.
“Ma ti pare che in momenti come questi quelle dovevano andare al mercato?”
“Le donne! Anche se son fate, quando c’è un mercato non capiscono più niente.”
“Vanitose.”
“Perdigiorno.”
 “Pensan solo a spendere denari e divertirsi.”
“Adesso, poi,  hanno anche fatto amicizia, con quella strana di Piccola strega.”
“Non ci si può più fidare di nessuno”

Quel tizio, dalla magrezza spaventosa, simile a quell’uccello del malaugurio, che gli volava sempre intorno, ascoltava tutto.




                      MARINA GUARNERI



Aveva gli occhi di tutti addosso, non era solo la sua esile figura a colpire l'attenzione, ma quel vestito nero che aderiva alla sua pelle come una guaina soffocante nonché il minaccioso esercito di fusti lunghi e dinoccolati che camminavano al suo seguito, anch'essi invisi e scansati quasi fossero alieni venuti da chissà dove.
Invece, esseri senza meta e privi di coscienza vigile, non avevano ingannato con l'apparenza: erano semplicemente un'orda di lucide stecche di liquirizia animate dalla bacchetta magica di un apprendista mago, al suo primo esperimento.





"Fece capolino dallo schermo. Lei era lì, che bacchettava sulla tastiera spremendosi per capire cosa dovesse scrivere.

- Tu, scellerata..., che fine hai fatto in tutti questi mesi?

Sobbalzò. Un’onda di gelo la pervase.

- Gesù... ma che ti sei mangiato dieci pacchetti di Vigorsol Air che quando respiri fai st’effetto refrigerante… -, disse colpita.

- Ehm... ho preso due mentine... soffro di alitosi... -, si schermì lui.

- Ah, bè… - . Si riscosse, il terrore la avviluppava. - Chi sei?... Che vuoi?... Cosa cerchi?

- Na dumanda per vota, s'a t'peuri …

Sgranò gli occhi. – Ma che lingua parli... ?

- Piemontese ‘gnurant! …

- Senti un po', cosu nivuru, a te già nell’incipit t’hanno dato della stecca di liquirizia andata a male… devo aggiungere altro...?

Lui sembrò risentirsi, quasi quasi gli spuntarono i lacrimoni negli occhi infossati.

- Vabbè, dai -, disse lei, bonaria – facciamo pace… Ma dimmi, che fine hanno fatto i mei amici..., Manny il Lupo, Vlad il vampiro, Squittix la tremenda… Non li trovo più…

Una risata raggelante spazzò l’aria tutt’intorno. Lo stecco aveva ripreso consapevolezza di se e stava dando libero sfogo a tutta la sua essenza al mentolo.

- Ti sei persa le ultime due puntate di Insieme Raccontiamo – ghignò, crudele. – Se i tuoi compari vorrai ritrovare, nessuna puntata dovrai più saltare… -

- Ma chi ti manda... ? – implorò lei, pregando che quell’essere mostruoso cambiasse per carità alimentazione, quel lezzo di menta era veramente insostenibile.

- Mi manda... Lei!… muahmuahmuahmuahmuha... -

- Ma Lei, chi… ?

Si erse in tutta la sua stecchinotaggine.

– Lei… l’Innominata… .

E scomparve prima che potesse chiedergli altro. Dietro di lui una scia, come di inconfondibile Saila."
http://diariodiunadonnasenzaimportanza.blogspot.it/2016/05/insieme-raccontiamo-9-by-myrtillas-house.html

 
                            AZZURROCIELO


E curiosità. Non era raro vedere persone che passavano davanti alla casa nella quale si era stabilito da una quindicina di giorni, cercando di sbirciare dai vetri delle finestre oscurati da pesanti tende.
Lo videro trascorrere tanto tempo chiuso nel garage adiacente l'abitazione, lo sentirono lavorare con gli attrezzi, ma non riuscirono a capire quello che stava facendo.
Cosa costruiva?  
Nessuno riuscì a scoprirlo. Ma quello che notarono fu la scomparsa di una simpatica vecchietta pettegola del paese. Scomparsa alla quale ne seguirono altre, con cadenza settimanale. Coincidenza?  


                               BARBARA FANELLI


Era diretto nella tore più alta del suo Castello, dove c'era l'osservatorio astronomico. Una piccola porticina che dava in una ancor più piccola stanza: era questo il suo regno.  I bambini erano affascinati da Tobias e dalle sue  storie di mondi lontani e di galassie sconfinate.



IL MIO FINALE



Tremavano tutti eppure nessuno lo vedeva. Era troppo sottile, strisciante. Si infiltrava in ogni fibra dell'anima.
Nessuno sapeva dargli un nome preciso. Molti gliene davano a dire il vero. Ognuno uno diverso. E pensare, che sarebbe bastato chiamarlo Paura.
Myrtilla



34 commenti:

  1. Mi mancavano solo gli ultimi tre da leggere, compreso quello che Myrtilla ha scritto con il suo nome d'arte, Patricia Moll.
    Sono contento del ritorno di Regina il cui stile non si è arrugginito durante la pausa e trovo intrigante anche il racconto di AzzurroCielo. Ci vedrei bene, come titolo, "La Vergine di Norimberga" ^_-

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    1. Siamo grandi tutti insieme, Ivano. Non smetterò mai di dirlo!
      Regina è... unica! Basta!
      Myrtilla invece è una lazzarona... :))))

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    2. Correggo... l'incipit è firmato da Myrtilla con il suo vero nome, come sempre. Non avevo notato.

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    3. Ecco, bravo! Diamo a Myrtilla quello che è di Myrtilla... :))))

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  2. Convincente il tuo finale Patricia. La personificazione della paura è stata davvero una bella trovata. È tra i miei preferiti, insieme a quello di Lazzara, Ximi e Regina. Applausi ad Anna Maria che ne ha scritti addirittura tre. :-)

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    1. Graazie Iara. Sono tutti belli come finali.
      E a cosa che mi piace sempre di più, è proprio lo stile e l'argomento diverso nonostante si parta tutti dallo stesso incipit.
      Varietà!!!! Che meraviglia!

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Spero che siate in regola con le bollette... ;)

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    4. Maro... non ho ancora pagato imu e tasi... aspetta un momenyo a far sparire tutto!!!!!!

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    5. Era marò! Ho perso un accento... :)
      La testa? Dove è la testa????

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  3. Troppo bello anche il tuo Patricia ....li trovo tutti particolari e belli, ognuno a modo suo ... complimenti a tutti quanti .... Regina bentornata
    un abbraccione

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    1. Vero Giusi. Ognuno a suo modo perchè non ce ne sono due uguali nonostante lo stesso inizio.
      Bacio!

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  4. Ma che bravi! Un applauso a tutti.
    Un abbraccio speciale alla padrona di casa, perché riesce a coinvolgere tutti con il suo entusiasmo e la sua bravura. Grazie Pat.
    Francesca

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    1. Graze France, però sai.... dicono che bisogna sempre essere in due: chi coinvolge e chi si lascia coinvolgere :))

      Io però aspetto sempre untuo finale eh..... ;)

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  5. Io premio la fantasia di tutti. Ci divertiamo veramente tanto a metterla in funzione!
    La tua versione, a conclusione della carrellata di brani, è proprio la ciliegina sulla torta, complimenti a tutti e a te in particolare, Patricia.
    Alla prossima! :D

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    1. Grazie Marina.
      Stiamo formando un gruppo eccezionale e ne sono veramente felice!
      Bravisssimi tutti!

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  6. Cara patrizia, solo due parole dico! Sei grande!!!
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, io ti rispondo con tre parole:
      ti voglio bene!
      Bacio!

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  7. Non dico nulla, mi ritiro in un cantuccio vergognandomi. Non ho partecipato. Faccio però i complimenti a tutti. Mannaggia la pupattola.

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    1. E fai beneeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!
      SE ti prendo, belin vedi cosa ti faccio!!!! ahahahahhahhahahaha
      Sarà per la prossima, Max. :*)

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  9. Bravi tutti ma il mio preferito è lo svolgimento di Ivano.

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    1. Indubbiamente quella del serpente dell'eden... ahahhahahahh

      Tutto sommato ti confesso che sono felice di non aver mai deciso di scegliere il finle migliore ad ogni puntato. Sarebbe stato molto difficile!!!!
      Va benissimo così! Senza votazione ma divertendosi.

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    2. Tanto poi vincerebbe sempre Regina ;D
      (Grazie infinite, Ariano!)

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    3. EH, beh... Regina è Regina.. che ci possiamo fare????

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    4. Come vinco sempre io?????? ...ma se aspiro a diventare un'Ivana Landa, con quello stile sublime e la sottigliezza nel cogliere i particolari e le essenze... E non lo dico tanto per dire eh...

      Certo, la Patty mi farebbe vincere solo perchè, come dire, avverte una sorta di affinità con una certa... Innominata ahahahahhahahahhah...

      Cmq se decidete di proclamare un vincitore e vinco io, in premio voglio un giorno da trascorrere con Patricia, per sbaciucchiarmela tutta e smascherare le sue 15 gemelle che scrivono tutti i post a raffica insieme a lei...uahuahauhauahauaah...

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    5. Sicura che la atty ti farebbe sempre vincere??????? Uhm... mo ci penso ahahahahahahh
      SEi terribile!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ahahahahahahh

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  10. Ma che bella e strepitosa ciurma che si allarga e accoglie i nuovi arrivati sul questo veliero della fantasia, capitanati dalla corsara Patricia e, io felice continuo a navigare tra queste menti sopraffine.
    Ben tornata Regina. *__*

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    1. Io capitan Quattrocchi e tu? ahahahhahaha
      Siamo la ciurmaaaaaa più bella del mondooooo

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    2. Io per starvi dietro e non affogare con il salvagente. ;)

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    3. Io mi attacco ad Anna Maria...

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    4. E io a chi mi attacco????? Nuoto come una pietra.... ahahaahah

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  11. OOOooooohhh! Finalmente li ho letti tutti! Che spasso... è sempre un piacere spulciare tra le fantasie altrui... :))

    Marco Lazzara e Ivano mi hanno colpito moltissimo, i loro finali, in tutto lo spiazzante ermetismo, mi hanno provocato quel moto di sghignazzante e realistico Humor nero, come dire: ihihihihihihihiih...vero è...

    Ho notato poi un sacco di iellaggine andante, incubi distribuiti a dovere, un tocco di morte qua e la e la Paura della grande Patty... Ci sarebbe da fare un esperimento sociale sulle chiavi dell'immaginario collettivo in merito... Intrigante!

    Con Iara mi sono sganasciata dalle risate, perchè anche io non so resistere al mercato, potrei avere un attacco acutissimo di nervi ad avere un mercato a pochi metri e non poterci andare... :P

    Un inchino innanzi a Mariella, che ha descritto egregiamente l'uomo politico di oggi...

    Ma Anna Maria! Anna Mariaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa...che ha tirato dentro una delle mie canzoni preferite!...eccellente prologo!...io chiamerei Mengoni e lo farei aggiungere all'inizio del video...

    Che dirvi, BRAVI TUTTI!! SIETE STRAORDINARI... E STRAORDINARIA LA NOSTRA PATRICIA, CHE RIESCE AD UNIRCI SEMPRE TUTTI...

    Ti voglio bene cara Patty mia! <3





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    1. Cito Regina
      Ho notato poi un sacco di iellaggine andante, incubi distribuiti a dovere, un tocco di morte qua e la e la Paura della grande Patty... Ci sarebbe da fare un esperimento sociale sulle chiavi dell'immaginario collettivo in merito... Intrigante!

      Rispondo a Regina: FALLO! AHAHAHAHH
      Io curiosa ma non in grado. Tu prova e noi ti leggiamo di sicuro. :))

      Quanto al resto, grazie infinite ma è il gruppo che è veramente NOTEVOLE!!!!!!!!

      Un bacione a te stella!

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