lunedì 1 agosto 2016

RIEPILOGO DI INSIEME RACCONTIAMO 11

    INSIEME RACCONTIAMO 11

#insiemeraccontiamo   #racconti    #fareblogging 

L'undicesima puntata di INSIEME RACCONTIAMO è giunta al termine.
Oggi vi posto uno dietro l'altro tutti i finali coi link relativi al post o al blog dell'autore.
E questo mese, nonostante sia luglio quindi già periodo di ferie e vacanze, abbiamo avuto un grande successo ugualmente.
Oltre ai “soliti vecchi finalisti” (me lo permettete vero?) a noi si è anche aggiunta Lorenza del blog https://melorenza.blogspot.it/
Benvenuta!!!!

E... udite udite!!!!! Anche Glò del blog http://lanostralibreria.blogspot.it
 
Se poi, come è già successo, si unirà ancora qualcuno vi informerò e aggiornerò questo post.

Per il resto, che dirvi fanciulli? Sarò noiosa ma...
  
                                      G R A Z I E
Siete grandi sempre, nonostante le vacanze e il caldo!


Ma ora ecco il mio incipit 

 
Odore di muschio. Di foglie in decomposizione.
Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito.
Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando....


E i vostri finali.

LAFENICERINASCEDASE 


Se lo ritrovò alle spalle. Un sibilo il suo respiro, un leggero fruscio i suoi passi. Il bosco lo aveva nascosto fino a quel momento, per tutti quegli anni. Ritrovarsi faccia a faccia, di nuovo. Sentì un brivido lungo la schiena, i peli ritti e la paura mista all'adrenalina. Che fare? Fuggire o attaccare? Il lupo non ci pensò neppure... l'istinto aveva già deciso. Cominciò a correre e correre e correre.
 

SINFOROSA 


... quando le prime gocce le bagnarono il viso. Doveva uscire da quel bosco, il prima possibile, ma quel sentiero che le era sembrato così breve adesso non aveva fine. Cominciò ad allungare il passo e poi a correre e a correre, quel luogo divenuto claustrofobico le incuteva una certa ansia, finché una voce, uscita chissà da dove, la rassicurò:«Per di qua» e le tese la mano.
«Oh, grazie, mi ero persa».
«Stia tranquilla, piuttosto si asciughi un po'».
E in quattro e quattr'otto era giunta al limitar del paese, fece per ringraziare il suo salvatore, ma lui era sparito, come dissolto fra quei nembi.


 

 

trovò l'ultimo ingrediente! Finalmente la pozione poteva essere ultimata! Quante donne le sarebbero state riconoscenti! Anzi...avrebbe potuto mettere su un bel business..altro che cerette, laser, luce pulsata e rasoi, che tanto donna pelosa non quieta mai e quella baffuta non è mai piaciuta. Finalmente avrebbe potuto liberare il genere femminile dai peli superflui! Avrebbe chiamato la pozione "Glabre e contente". E tutta felice, la streghetta si affrettò a rincasare.
 


VINCENZO IACOPONI 

 
Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando aveva visto Gigliola posarci i piedi. Doveva aver fatto qualche rumore perché si voltò di scatto. Fantastici occhi azzurri. Gianni ci si era perso dentro. Gli era sembrato che anche lei indugiasse troppo tempo nel guardarlo. Poi la ragazza si girò e scappò via. Sentì la sua risata.
Cinque anni occorsero a Gianni per formulare un piano e poterla incontrare, scambiarci due parole, perché aveva notato che tutte le volte che la incontrava -abitavano vicino, solo duecento metri distanti- Gigliola rallentava il passo, quasi rimase ferma una volta. Ma lui era inchiodato al suolo.
E finalmente, dopo cinque anni, lui oramai aveva ventitré anni e lei diciannove, prese tutto il coraggio che aveva e la fermò, una mattina mentre lei ritornava a casa dalla lezione di piano.
Mille erano le frasi che si era studiato. Una sola riuscì a formulare:
"Scusi, mi si è fermato l'orologio. Sa dirmi l'ora?"
"Le undici e un quarto" rispose Gigliola e aspettò.
"Grazie signorina" farfugliò Gianni e corse via maledicendosi.
Poi più niente fino a quel triste martedì in cui la vide in bicicletta con Massimo.
Non durerà, pensò Gianni, lei si accorgerà di quanto lui sia scemo.
Ma si erano sposati l'anno dopo. E adesso da quel boschetto Gianni riusciva a vedere la festa che tutti i parenti di Gigliola e di Massimo stavano facendo per la nascita del loro primo bambino.
Restò pochi minuti ancora. A Gianni non erano mai piaciuti troppo i battesimi e le paroline strampalate e i salutini e i bacini che tutti mandano al bamboccio. 





fu mossa dall'impulso di scavare proprio lì, dove era sepolto il suo ultimo ricordo. Scavò con le mani nella terra umida. Scavò fino a sporcarsi le braccia, il viso, i capelli. Quel luogo era sempre stato il suo rifugio da bambina, finché non era cresciuta. Il tempo, era scivolato su quel bosco senza invecchiarlo e senza lasciare tracce della sua ultima estate. Lei, invece, non aveva mai dimenticato. Non era un cuore e una freccia disegnata su un albero quello che cercava, ma avrebbe tanto voluto. A un tratto, si fermò e le vide: un mucchio di ossa.
- Ciao. Volevo vedere se eri ancora qua. Quando mi dissero che eri sparito, ho pianto. Di gioia. Avevi ragione, avresti potuto uccidermi e nessuno sarebbe mai riuscito a trovarmi. Neanche un sospetto, niente. Sono passati dieci anni, proprio oggi, come avevi detto tu. Tutti hanno smesso di cercarti ormai, e anch'io, non tornerò mai più.
Gli lasciò un'ultima occhiata sprezzante e prese a ricoprire velocemente la buca.





 

da piccina si allontanava per il sentiero che portava al bosco in compagnia di Tommy, il suo adorato cagnolino  Allora le ritornavano alla mente i personaggi delle fiabe che stranamente erano tutte ambientate nel bosco e si divertiva ad impersonarne  ogni volta qualcuno:Cappuccetto Rosso, Biancaneve oppure la Bella addormentata.
Quel giorno però non pensava alle fiabe era cresciuta, era finito quel mondo fantastico, erano altri i pensieri. Mille ragionamenti le impegnavano la mente, era sempre alla ricerca di se stessa e troppi pensieri le impedivano di definire con certezza chi fosse.
Aveva bisogno di aprire la mente alla vita attraverso più punti di vista, confrontarsi, affrontare la complessità di questo mondo e della sua umanità. Decise in quel momento che avrebbe accettato la proposta per quel progetto di Volontariato Internazionale in Africa.



 





 ANNA MARIA FABBRI
(che merita il premio per il coraggio per aver combattuto contro un pc ed una connessione ribelli e insubordinati ed aver vinto impugnando il cellulare :)) )


era una ragazzina e in quel bosco a cercare funghi c’era anche suo padre.

Non una parola solo la ricerca, lo sguardo attento puntato al terreno, le foglie scostate delicatamente con il bastone, sfruscio di foglie secche e rametti spezzati, odore di bosco, frescura sulla pelle, l’urlo di gioia e sorpresa nel trovarlo, lui, il  fungo. La condivisione della scoperta con papà. 

In quel bosco ombroso e odoroso, ora a distanza di anni, avvertiva la sua presenza, rammentava il suo sorriso e la gioia che li univa… dolci ricordi. 











Improvvisamente si ricordò.
Anche se il bosco era cambiato negli anni, forse più incolto, forse più oscuro, quello era il suo di posto,anzi il loro.
L’aveva sognato ,si era confuso tra i mille pensieri che affollano i giorni.
Proprio tra quelle querce, nell' avvallamento di muschi odorosi, nel fitto senza soluzione di continuità, un tempo ,lei aveva lasciato la sua mano e s’era messa a correre.
Laggiù, ancora come allora ,le fronde s’aprivano ,lame di sole caldo inondavano l’orizzonte ed all' improvviso… una radura.
“Nascosta ai più, questo regalo è solo per noi”, le aveva sussurrato il nonno.
Lei 5 anni, lui 70 e un’intesa perfetta che li attraversava.
Erano partiti presto in quel giorno di fine estate, caldo ma non troppo ed intanto l’ombra li avrebbe protetti.
Che fosse andata, dopo tanti anni, a cercare proprio questo, ne ebbe consapevolezza nel momento esatto in cui aveva sollevato lo sguardo, ed ora, senza corse, ma con passo veloce, si sentiva vicina.
Rivoleva quel regalo, ne aveva bisogno.
D’improvviso, così come era stata celata ai suoi occhi per anni, apparve nello spazio senz' alberi, solenne, perfetta circondata dal silenzio.
Decise di perdere il suo sguardo cogliendone i particolari, voleva respirare tutto il possibile, assorbire l’incanto dei suoi cinque anni o dei suoi cinquanta,poco le importava.
Si accomodò nei pressi, incurante dell’essere lontana, spersa ,sola nell'avanzare della notte.
In fondo era arrivata a casa.
Tutte le mancanze della sua vita, parvero colmarsi, la quiete l’avvolse.
Appoggiò la testa sulle ginocchia e rimase lì così. 









Sul suo blog trovate altre foto.
 



La fanciulla del bosco

insinuandosi in sordina tra le foglie battute dal vento ed i brusii indecifrabili che animano il bosco sul far della sera, le giunse la melodia ritmata, che annunciava solo ad orecchie allenate come le sue, il richiamo di tutte le streghe della zona per la cerimonia propiziatoria di inizio stagione. Entrava la primavera, ma Rossana era concentrata sull’odore dei muschi e dei funghi nascosti sotto il tappeto di foglie disfatte e marce di pioggia. Doveva trovare alcune erbe medicinali che la nonna le aveva ordinato per curarsi dai crampi dolorosi che la costringevano a letto ormai da diversi giorni. Per la ragazza era la prima raccolta che faceva da sola: non voleva deludere l’unica persona cara che si fosse mai presa cura di lei. L’inquietudine dell’imbrunire, l’apprensione di non riuscire a trovare quanto necessario alla sua vecchietta, la preoccupazione per la salute della nonna ed ora anche il richiamo del sabba: aleggiando tutti insieme nel petto, queste cose finirono d'un tratto per coagularsi in un nodo alla gola che la soffocava.

La nonna, benché vivesse da sempre ai margini del bosco e fosse un’esperta di erbe, veleni e medicamenti, come tutte le streghe, le aveva però sempre raccomandato di tenersi lontana dai riti che avvenivano nel bosco: la sapienza può essere usata per fare del male ed alcune streghe praticavano la magia nera ed uccidevano creature viventi per preparare le loro pozioni malvagie. La mente di Rossana correva febbrilmente dallo scopo della sua spedizione all'immagine della nonna che giaceva a letto, al tentativo di decifrare i sibili ed il rullio in sordina che giungevano dal bosco. Una fibrillazione confusa di paure, speranze, echi di voci l’aveva invasa tanto da non udire i passi leggeri alle sue spalle: una fanciulla dallo sguardo dolcissimo e l’aspetto angelico le porgeva un cestino contenente tre tipi di erbe.
– Stai cercando queste? – la interrogò con un sorriso soave.

Rossana ne fu terrorizzata: erano proprio le erbe che stava appunto cercando per la nonna, ma non era affatto certa di potersi fidare di una sconosciuta che le compariva davanti improvvisamente e proprio mentre si diffondeva nel bosco il richiamo del Sabba. Fuggi così precipitosamente da inciampare sul ciglio di un fosso e subito poi le venne in mente di calarvisi per nascondersi dalla creatura misteriosa. Fu appunto nel fossato che finalmente trovò quello che cercava, ma era ormai notte alta quando finalmente fece ritorno al suo casolare. La nonna non parlò e non si mosse: le sue membra erano abbandonate, pallide e gracili fra le lenzuola, sul volto un sorriso soave.





 

L'immagine è: August Strindberg, Wonderland (1894)



 
Tutto era cominciato una mattina presto, con l’arrivo di corsa dei due cugini che, ansimando più per l’emozione che per lo sforzo, ci annunciarono di avere appena fatto una scoperta importantissima.
«Sentiamo. Che scoperta avreste fatto?» chiese loro Donatella, ostentando scetticismo.
«Dovete vederlo da soli» replicò Roberto.
«E tu» aggiunse Diego, indicando me, «tu vai a prendere il tuo retino da farfalle».
«Da girini» lo corressi. «È un retino da girini».
«Chiamalo come ti pare ma vai a prenderlo… noi ti aspettiamo alla Fontana».
Quando poi, armato di retino, li raggiunsi alla fontana che si trovava al centro del paese, mi trovai di fronte uno spettacolo di affascinante ribrezzo.
Su di una pietra piatta a margine della vasca, appena distinguibile per via dei colori molto simili, sostava immobile un enorme rospo dal corpo rugoso. Lì per lì pensai che fosse semplicemente in riposo o addormentato, ma guardando meglio non potei non notare, sparse sulla pietra, le sue interiora, che fuoriuscivano dalla bocca semiaperta.
«Devono averlo colpito con un bastone» commentai desolato. «Non è che siete stati voi, vero?».
«Noi non siamo stati»
«Te lo giuriamo»
assicurarono i cugini.
Convenimmo tutti che fosse bene dargli una sepoltura onorevole, e nel posto che per noi era il più importante di tutti: lo spiazzo erboso circondato da un folto di alberi e rovi che chiamavamo semplicemente il Bosco.
Nessuno in quel momento faceva caso a noi (ma non che ce ne sarebbe importato granché, alla fine) e potei agire indisturbato. Senza fretta e con la massima cura, sollevai il corpo semischiacciato e inerte con il bordo circolare e metallico della mia reticella e lo feci scivolare pian piano al centro della sua tessitura di maglie.
Fu poi la volta della processione funebre. Io, con il feretro, in testa al corteo e i miei quattro amici dietro di me. In fila indiana, percorremmo in allegria, felici di iniziare la giornata con un bel gioco, tutto il sentiero in discesa che portava al Bosco e al luogo designato di sepoltura…

 
lo stesso dove lui si trovava in quel momento. Erano trascorsi ventuno lunghi anni da quel giorno di inizio estate del 1967, ma tutto in quel luogo ombroso e profondo aveva lo stesso odore di allora.



Il finale di Ivano è un estratto di

 
Ma sul suo post (linkate sul suo nome in alto) ci soo maggiori delucidazioni in proposito.











"... ancora nelle stanze operative c'era movimento.

Bussò alla porta socchiusa.

- Cu fù...? -, qualcuno aveva risposto. Non era tutto perduto.

Si fece avanti. - Ehm... vengo per la puntata di Insieme Raccontiamo... - .

Un cosetto, delle dimensioni di un pokemon, la fissò da dietro gli occhiali da sole. Stava sbracato su una sdraio, con la panza che trasbordava sull'elastico del pantaloncino ed una birra in mano che non aveva smesso di sorseggiare.

- Siamo in ferie... Non vedi..? -

Si guardò intorno. In effetti, tutto taceva. Le consolle di comando avevano i bottoni spenti, le poltrone vuote roteavano sotto la forza blanda di una brezza invisibile, l'unico monitor acceso mandava in onda spezzoni celestiali di mare, intermezzati da bambini in lacrime e da suocere esaurite.

- Ma in quanti siete, di solito? - . Era curiosa.

Il neuropokemon sbadigliò. - In quattro... -

- Solo quattro...? -

- Eh si... che pensavi, di essere super dotata...?... Uno guarda, uno detta e l'altro scrive... - .

Ci pensò su per un istante. - E scusa, tu che fai...?-

- Aaah, io cazzeggio... -

- ... -

- ... sono la parte migliore di te, quella cazzeggiosa... Il fulcro... -.

Si portò una mano a stringersi la fronte, preoccupata. Possedeva il neurone del cazzeggio, ma come era possibile? Con tutte le cose serie da prendere di petto, con il mondo sempre più a scatafascio da gestire...

Fece un respiro.

- Va bene... ma io mo che scrivo per l'undicesima puntata di Insieme Raccontiamo...? - .

Cazzy la fissò da sopra le lenti scure. - E a me lo chiedi?... Cazzeggi tuoi!... Io il mio lo sto facendo... Senti a me, riprova tra un mese... - .

Uscì demoralizzata e senza più speranze. La targhetta sulla porta tintinnò impercettibilmente. L'iscrizione era sintetica e concisa.

REGINA'S
MIND

Le diede le spalle e se ne tornò da dove era venuta."



 


 SQUITTYDENTROLARMADIO

... Lei, lo aveva tramutato in ciò che era.
Se l'era meritato, sì. Si era comportato da vero bastardo, lo sapeva perfettamente, anche se ammetterlo era abbastanza scocciante.
Lei non aveva avuto pietà, ma probabilmente aveva abusato della sua pazienza. Sapeva pure questo e pure questo risultava fastidioso al suo ego smisurato.
Si era sempre ritenuto in diritto di andare e venire come gli pareva, di giocare con i suoi sentimenti, di essere e di non essere, di dire e non dire.
Ma Lei non era poi così stupida.
Certo per essere una strega era anche troppo ingenua, un po' lenta, a volte, ma aveva sempre avuto un debole per Lui e gli aveva sempre concesso di ferirla anche più del dovuto.
Lui non agiva per cattiveria, era semplicemente fatto così.
Ma, certamente, non era una buona scusa.
Erano volate parole grosse quel giorno e Lei aveva decido di affrontarlo. Una volta per tutte.
Lui, però, uomo era e come tale aveva negato. Negare sempre, no? Non è un dogma?
Era il giorno del suo compleanno (eh sì, pure le streghe compiono gli anni) e un regalino ci stava proprio. Sapete quei regali che fanno dimenticare il peso degli anni e regalano soddisfazioni infinite? Ecco, quelli.
Così, all'ennesima sua cazzata, Lei aveva fatto mente locale e, scorrendo mentalmente l'elenco delle sue malie, aveva pronunciato le parole magiche.
Faccia da schiaffi,
tu più non mi graffi.
Basta mentire,
non puoi più fuggire.
Infierire non voglio,
ma della forma ti spoglio.
Mai più uomo sarai,
se scuse non porgerai.
Ogni anno tornerò,
in pace non ti lascerò.
Se quello che vorrò,
ancora non otterrò,
per un altro anno ancora,
rimarrai in questa flora.
Il naso sempre a terra,
il cervello tuo, afferra?
Era passato un anno e Lei era tornata.



 

BARBARA FANELLI









...
un flash back. Erano dieci anni che non tornava lì e tutto all'apparenza sembrava immutato. Una differenza però c'era e non era neanche piccola. l'ultima volta era sola, triste e in cerca di una luce che non vedeva. Ora la luce c'era, era al suo fianco e lei era tornata nel bosco per ringraziare.

  
MASSIMILIANO RICCARDI





improvvisamente un rumore lo fa voltare. Di nuovo i ricordi.

Quella mattina d'autunno del 1944, diciassette anni, la corsa forsennata, la paura. Il rumore di rami calpestati e il volto giovane del tedesco. Si fissano. Occhi negli occhi. Armi puntate, ma immobili. Nello sguardo dell'altro il suo stesso terrore. Poi lo sparo, il tedesco che cade senza un lamento. Giorgio lo aveva raggiunto, vista la situazione era intervenuto.
«Belina, cosa fai? Rimaniamo imbottigliati dal rastrellamento, corri dai, corri cazzo …»

Di nuovo il presente. Era solo una lepre. Tutto è confuso, ha perso l'orientamento, non sa nemmeno perché si trova lì. Sente lo stomaco contorcersi dall'ansia.
Altre urla. Grida di voci familiari.
« Nonnoooo!»
«Papàaaa!»
Un ragazzino si avvicina ansimando, gli prende la mano in silenzio.
 
Il vecchio lo lascia fare. Lo guarda mentre il giovane posa la testa sul suo torace stringendolo forte.

Un uomo si avvicina, non lo riconosce ma quel volto gli da sicurezza.

«Tutto bene papà. Ti sei solo perso. Ora siamo qui. Torniamo a casa.»



https://youtu.be/hTjwTb5XBVE


GLÒ LA NOSTRA LIBRERIA 


 ..quando sentì odore di piadina romagnola: «Michele!» pensò tra sé. Arrancando nel sottobosco la vecchia rifletteva «Vabbè ma pure io coi Birkenstock dovevo tentare l'impresa?»
La povera vecchia qualche giorno prima aveva ricevuto uno strano sms. In verità era stato inviato una settimana prima, ma la vecchia, che per comodità ed evitare ripetizioni chiameremo Glò, lasciava il cellulare (modello vecchio in sintonia, chiaro) spento per mesi. «A quei due è andata di lusso, guarda che mi tocca fare...» Glò continuava a borbottare tra sé, dall'inizio del cammino intrapreso per ritrovare i compagnucci (giovani loro e ingenui, come presto vedremo) di blog, dispersi da mesi.

Non che alla vecchia poi importasse molto della loro assenza, ma accidenti, bisognava salvare la faccia nella blogosfera.
«Se solo ricordassi il contenuto dell'sms, non è possibile... sì che avevo mille cose per la testa, mannaggia dovevo fare giro blog e scrivere un post. Ma io mi domando: gli altri hanno una vita o passano il tempo solo a scrivere articoli? E riescono anche a commentare in giro! Ma come fanno? L'unica certezza è che non devono affrontare problemi simili. Beh, buon per loro, ma non per me»
Annusò l'aria ancora una volta «Arrosticini! Paolo è nei paraggi...» 

Birkenstock permettendo, la vecchia segugia seguì la pista olfattiva, certa che avrebbe dato i suoi frutti. Finalmente, la radura e...
«Ragazziiiii! Ma porca miseria, che fate rintanati nel bosco da mesi???» Glò uscì allo scoperto e si bloccò all'improvviso: uno scenario bucolico le rivelò il mistero.

Paolo e Michele tramutati in fauni rincorrevano giovani ninfe, mentre dall'alto cadevano petali di ciliegio (non so come fosse possibile, ma di sakura si trattava, giuro), una musica soave si diffondeva, fatta di canti di cicale e gorgheggi di usignoli, da fonti meravigliose si spandeva l'ambrosia, mentre nel ruscelletto il vino scorreva placido.
La vecchia si trasformò immantinente nelle Furie al completo, anche se a dirla tutta non se ne accorse nessuno lì per lì, per aspetto immutato: con fare deciso iniziò a rincorrere i due giovani fauni e senza alcuno sforzo li catturò, li legò come salami e li preparò, dopo una notte in salamoia, per una cottura sarda tanto rinomata.




Durante la mia caccia ai fauni risuonavano codeste magiche note *_*

 https://youtu.be/ULHgdT_Xmuc



MARINA ZANOTTA



Udì un rumore in lontananza. Poteva essere un animale selvatico per i meno esperti, ma lui che quel bosco lo conosceva come le sue tasche, non aveva quel tipo di incertezze. Era un intruso. Qualcuno che probabilmente lo attraversava per la prima volta. Il rumore aumentava e ad esso si aggiungeva un respiro affannoso. D’improvviso un’ombra tra gli alberi. I suoi occhi avevano catturato un profilo di donna in fuga. Chiuse gli occhi per un attimo e annusò l’aria, e si mise a correre, così d’istinto, quasi spinto dalla necessità. Si avvicinava sempre di più a lei, e ne poteva sentire quasi l’odore: paura era quello che trasudava dal suo corpo. Sembrava una lepre inseguita dai cacciatori, più che un essere umano. Voleva essere lui a braccarla, anche se non era la sua preda. L’aria era particolarmente carica di acqua e i suoi polmoni asmatici faticavano a smaltire quell’umidità, ma non aveva intenzione di arrendersi. All’incrocio con la roccia piatta in prossimità del fiume, riuscì ad afferrare il suo corpo, immobilizzandola a terra. Con il cuore carico di sangue, più del dovuto, le mise una mano sulla bocca per impedirle di urlare. I suoi occhi notarono subito il cervo tatuato sulla clavicola sinistra della donna. Lui ne aveva uno uguale sul polso interno sinistro. Capì immediatamente di aver ritrovato la sorella gemella perduta tanti anni prima, e il senso di quel bizzarro inseguimento.



 POIANA



sì, quando? Quanto tempo era passato? 200.000 anni o forse più, e quell'odore pungente era ancora ben impresso nelle sue narici. 
Si guardò intorno. Molte cose sembravano essere cambiate da allora, ma non il bosco, non gli alberi. Quelli erano ancora lì, guardiani senza tempo di un mondo che aveva protetto con coraggio, fino all'ultimo respiro. Adesso i quattro lo avevano richiamato; la minaccia che secoli prima aveva attanagliato il suo regno, era tornata più forte ed agguerrita che mai.
Si sollevò, scrollò le ali infuocate e volse lo sguardo acuto intorno a lui alla ricerca di qualcosa. Eccolo lì! Sorrise. Si avvicinò e lo vide. Il ragazzo era accasciato al suolo, riverso a terra senza vita, immerso in una pozza di sangue. Scosse la testa con aria di disapprovazione.
- Sempre delicato Ippogrifo! Povero ragazzo, che gli avrà mai fatto? -
Una voce alle sue spalle rispose.
- Nulla, ma sono stanco di fare il baby-sitter, Fenix! Mettitelo bene in testa: basta con i mocciosi! -
I quattro guardiani lo osservavano, seduti sulle rocce. Lui li guardò con la coda dell'occhio, con un sorrisetto strafottente impresso sul viso.
- Mi dispiace deluderti, Ippogrifo, ma dovrai continuare ancora a lungo a fare il baby-sitter. -
Così dicendo si avviò verso il corpo del giovane e vi si chinò sopra. 
- Su giovanotto, torna fra noi! Diamo ancora un po' di lavoro a quello sfaticato. -
Sfiorò la salma e questa fu avvolta dalle fiamme, ma non ne venne corrosa. Pochi istanti dopo, al contrario, cominciò a muoversi e si rimise in piedi, uscendo dal fuoco. Nessuna ferita sul corpo.
Frastornato, confuso, il ragazzo cadde svenuto, ma fu afferrato da Fenice, sorridente, che lo pose delicatamente al suolo.
- Riposa piccolo, recupera le forze. Ne avrai bisogno! Avremo parecchio da fare nei prossimi giorni... -




Il mio finale

. era corsa lì a perdifiato, il cuore che batteva a mille, lacrime amare che le pungevano gli occhi e quell'urlo che stentava a trattenere.
Ma porca miseria, proprio il Torino doveva vincere il campionato?

hahahahahahahahahhaha da juventina.... ahhaahahahahahh


Myrtilla

68 commenti:

  1. Oh Patty mi hai censurato per un giorno di ritardo? :(
    Sigh!
    Va beh mi consolo leggendo i finali degli altri.
    Buone cavanze a tutti!
    Marina (think creative)

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    1. Pant pant... ti stavo aggiungendo... pant pant.. al mattino sono leeeeenta.... grazieeeee!
      Bacio

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    2. Scusami! Non avevo capito che era un work in progress ... Grazie :)
      Come sempre, un finale più interessante dell'altro ma, senza nulla togliere agli altri, ho apprezzato in particolare il finale di Anna Maria Fabbri. È proprio bello!
      Buona giornata Pat.
      P.S. Se riesco in settimana completo il tutorial ;)
      Marina

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  2. No è già chiuso ma ho aggiunto gli altri non potevo lasciar fuori te. :) è solo questione di collegarsi al blog
    Ciaooooo Pat

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  3. Questa volta ho bigiato. Ma sono già in fase pre-vacanza. Se dovessi scegliere tra i validissimi finali, non avrei dubbi: quello di Glò. Del resto quei due "compari" ormai scomparsi, si meriterebbero davvero una bel finale alla "fiamma". Un abbraccio a tutti e complimenti! Ps: buone vacanze!

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    1. Per questa volta sei giustificata. Vacanze!!! Parola che fa perdonare automaticamente :)
      I due compari... ed anche altri due di cui non faccio ancora il nome... me la pagheranno con IR 12 di agosto ahahahahahahah
      Buone vacanze e riposati! Torna bella carica per noi e il blog! Ciaoooooo

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    2. Ragazze voi sì che mi date soddisfazioni ^_^
      @Mariella: grazie mille! Non sai quante remore prima di decidermi a partecipare XD Buone vacanze, anche qui te lo scrivo ;)

      Sono curiosissima per l'IR agostano o.O Buona serata e abbracci! :D

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    3. Veramente sei tu che sei brava e non capisco perchè non hai mai partecipato :))

      Per agosto, avevo già una mezza ideuzza. Leggendo il tuo post di IR 11.. beh, ecco...l'ideuzz è diventata idea e...
      basta! Non dico altro. ahahahahahhahh

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  4. Vedo, cara Patricia, che il buon Lazzara ti ha contagiata e sei passata a scrivere anche tu fantascienza. Bene, bene ^^

    Molti bei finali anche stavolta e il bosco a quanto pare ha risvegliato ricordi lontani. Le comari, poi, vanno sempre alla grande!

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    1. Ivano,, dove la vedi la fantascienza? Forse l'unica frase che può riportarci ad essa è quella sul Torino che vince il campionato ahahahahahahah

      Sì, i finale sono sempre fantastici, Sarà perchè lo siete voi? :)

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    2. Appunto quella frase mi sembrava fantascienza ^^

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    3. Ah.. aqvevo capito bene allora!!! ahahahahah
      Ops! C'è mica qualche torinista in giro? ahahahahah

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  5. Dimenticavo... grazie per la pubblicità! Ti garantisco una royalty del 25% di ogni copia di "Come aria che si cambia" venduta attraverso il tuo blog :D ;D :D

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    1. Affare fatto! Incomincio a preparare la lista dei desideri :))

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  6. P.S. Sbaglio o è di nuovo sparito il pulsante della condivisione?

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    1. Lascia perdere! Quello è sparito.
      Dal tablet o dal cellulare (android + firefox) non riesco a rispondere ai commenti. Sul pc ho la connessione da tab e cell mi dice che riscontrano problemi a connettersi a google.
      Mi fan girar le pere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Io provo a rimetterlo e vediamo quanto dura. Altrimenti c'è quello sotto alle etichette My house

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    2. E infatti Pat hai nuovamente fritto i pulsantini-social XD Muahahahh!

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    3. A furia di cucinare per quattro,.. mi è scappato il mestolo... prrrrrr sono google e blogger che mi odiano!
      Io i pulsanti li ho rimessi Se spariscono di nuovo prendo chiodi e martello!!!

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  7. E' proprio bello leggere tutti i finali, scritti, partendo da un unico incipit.
    Un abbraccio ^_^

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    1. Capperi!!! A momenti perdo il tuo commento!!!! Fiuuuuuu!
      Sì, ogni volta è una magia!
      Comunque, preparatevi eh... ad agosto... CI DIVERTIREMO!!!!!!!!!!

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  8. ecco tutti a scrivere finali mozzafiato ed io che sto a fare???? sto a ballare come una pazza con l'uncinetto in mano massepo???? vabbè dai poi recupero Pat ...caspita ma sono tutti strabellissimi .... complimenti a tutti
    in particolare ad Ivano che aveva previsto il tuo incipit Patricia ...;)))
    Patricia spero che una volta o l'altra anche l'Inter possa vincere il campionato ... altro incipit di fantascienza .... abbraccione a tutti

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    1. Mi sa che Patty ti perdona solo perchè eri persa nelle danze... Ahahahahhaa... Fantastica Giusi!

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    2. Giusi, non disperare. Magari prima o poi... poi poi... ahahhahaha
      Qesta volta sei perdonata ma la prossima partecipi eh... puoi ballare e lavorare all'uncinetto e anche scrivere il finale..
      Come???? Hai solo due mani?????? Ma daiiii ahahahahahahahhaa
      Bacio!

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    3. Regina, per questa volta sì. E' perdonata.
      Mamma come sono buona!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      attendiamo il 20 di agosto per vedere se sono buona davvero!
      Ops! Detto troppo!!!!
      Smack!

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  9. Dopo aver letto tutti i finali, il tuo, sintetico e sorprendente mi ha spiazzato. Sei forte...Pat!

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    1. hahhaahahahah in genere il finale lo scrivo subito. Stavolta no e... boh! non mi è venuto in mente altro :)
      Bacio!

      ps da juventina spero di non aver portato fortuna ai cugini..... :))

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  10. Che carrellata di finali!!!... Oggi con un pò di calma me li leggo TUTTI :))

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    1. Leggi leggi, Reginella.
      C'è da divertirsi e commuoversi. Siete GRANDI!!!!!!!!!!!!!!!

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  11. OOOOOOHHHHHH! Stavolta li ho letti TUTTI! Ma TUTTI TUTTI... Lode a mia mamma che accudisce i pargoli svegli da un pezzo...
    Che dire? Ho la mandibola cascata per così tanta bravura, e da parte di tutti i partecipanti!
    Dove possibile, ho lasciato in giro per i blog le mie impressioni.

    Tanto di cappello ad Ivano e Massimiliano che si sono veramente superati.

    Poi...

    - AH! Quanto anche ciascuno di noi dovrebbe a volte conservare l’istinto del lupo di cui parla Francesca nel suo finale. Bello! L’ho apprezzato molto.

    - Significativo anche quello di Sinforosa: se si ha fede, speranza e si crede nel prossimo, c’è sempre una mano tesa ad aiutarci.

    - Serena, se trovi la formula di quella pozione… PASSAAAA!!!

    - C’è sempre il lato positivo nelle cose che non vanno come speravamo: bella la morale della favola di Vincenzo :))

    Il mio preferito di questo mese, tuttavia, è il finale della mitica GLò: ho troppo riso :DDD... E ridere mi piace così tanto che, a tutto ciò che riesce ad ispirarmi una sana risata, non riesco proprio a resistere...

    BRAVIIIII TUTTI! E BRAVA PATTY CHE NON SOLO CI HA RIUNITO, MA CHE, COME IN TUTTE LE PRECEDENTI EDIZIONI, COL SUO FINALE HA SPIAZZATO E SBARAGLIATO TUTTI... :)))

    APPLAUSONE ED ABBRACCIO A CIASCUNO DI VOI <3

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    1. Reginella, siete stati tutti bravissimi! Non mi stancherò ai di dirlo.

      Però... però il venti di agosto tieniti pronta perchè ho bisogno di te. Per la puntata conclusiva del primo anno di IR
      se davvero mi vuoi bene aiutamiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!

      Rischio grosso davvero ahahahahahahahahahahahahh

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    2. Io non è che ti voglio bene... io TI AMO proprio infinitamente!!! :)) <3

      Ma...aiutare te???!!! L'IMMENSA ED UNICA PATRICIA??? E COOOOOMEEE????... Vabbè, quando è il momento fammi sapere.
      Mi metto a tua completa disposizione :))))

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    3. L'immensa Patricia non arriva nemmeno al metro e sessanta.... :( snif snif!!!!
      Comunque sì, dal 20 di agosto dovrai darmi manforte. E tu ne sei più che capace! ahahahahahah

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    4. Regina *_* Grazie <3 Sono stupita e felicissima dei consensi avuti :O

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  12. Grazie Regina, essere accomunato a Ivano è per me un privilegio. Anche io li ho letti tutti ed è stato molto piacevole e divertente. Bellissima iniziativa. Sono contento per la riuscita, sono contento per Patricia.

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    1. Max... sei contento per me?????? Io ti ringrazio ma ho paura che tu ci ripensi al 20 agosto ahahahhaahahahahahahah
      Anzi... voi maschietti ci ripenserete tutti ahahahhaha

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    2. Oh mamma, ma cosa ci attende?
      Il tuo finale non me lo aspettavo proprio. Ci hai spiazzati tutti :D

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    3. ahahahahahahahahah diciamo che sto preparando un INSIEME RACCONTIAMO SPECIALE all'insegna del divertimento (spero).
      Io incomincerò come sempre e poi la patata bollente la passerò a voi ahahahahahhahaha

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    4. Mi spaventi. ....la patata in che senso? ?? Scusate è il caldo !!!!

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    5. Giusina...non nel senso di Rocco eh... ahhahahaahhah
      Passerò a voi la palla per...... ma se te lo dico poi la sorpresa??????

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    6. Uahuahujauahuhau... Muoiooooooooooo

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    7. Ho paura, temo, trepido.
      Fuggire, non fuggire.
      Affrontare intrepidi la patata bollente oppure nicchiare, sgattaiolare, schivare la tuberosa sfida? Bah !!!!!!!!!

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    8. Bravo!!!! Trema pure che ce n'è anche per te! ahahahahahha
      Oddio! Va a finire che devo scappare davvero su Saturno altrimenti... va bene! Farò un piccolo post di spiegazioni.... :)

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  13. Molto meglio la sorpresa.....acqua in bocca ;)))

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    1. ahahahahahahahah certo!!!!!!

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    2. La patata a sorpresa è sempre comunque gustosa e saporita... Anche bollita e insalatata... :DDD

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    3. Regina... golosona!!!!!!!!!!!!! ahahahahahah

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  14. Ecco, risveglio rilassante oggi il mio: mi sono letta tutti i finali.
    Che dire? Sempre una grande iniziativa.
    Sono contenta che Maga Squittix non sia rimasta sola e che, a farle compagnia, ci sia la strega di Serena e quella di Sfinge!
    Un po' inquietante il finale di Iara ...
    Mi è piaciuto un sacco Ivano, che - come ho già commentato - evoca le atmosfere di "Stand by me - Ricordo di un estate".
    Grande emozione a leggere Massimiliano, ma proprio tanta (e, diciamolo, come sempre!).
    Strepitosa Glò, racconto esilarante.
    Ma poi ... cosa leggo???? Già un anno di Insieme Raccontiamo???? Ma veramente???? Facciamoti e facciamoci le congratulazioni, Patricia, una grande iniziativa!!!

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    1. Oh, sono contenta che il gichetto ti rilassi!!! :))
      Ben svegliata (a quest'ora?????) Va beh.. sono io che rispondo in ritardo!
      Sì, stella! Il mese di agosto sarà proprio il numero 12. Il che significa in parole povere un anno di giochi insieme.
      Se ci penso non mi sembra nemmeno vero, eppure... eppure sì!!!!!!
      E' per questo che per agosto ho pensato ad una cosa divertente e speriamo che vi piaccia!

      Le congratulazini comunque vanno a tutti voi che partecipate! Se non ci fossero i vostri finali il gioco non avrebbe nemmeno senso ma VOI CI SIETEEEEEEEEEEEEE!!!!!!

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    2. Brava Patricia, attendo curiosa!!!
      Lancio una proposta... forse folle .... ma anche no.
      Perché non si fa una mega raccolta con tutti i racconti, immagini, musiche, ecc ecc di un anno di Insieme Raccontiamo???
      Una cosa carina, ben impaginata, un ricordo per tutti noi che abbiamo partecipato e un regalo per chi vuole passare di qui?
      (ok, ok, me ne vado!!!)

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    3. Grazie mille Squitty *_* Mi fa davvero piacere che tu abbia gradito il mio primo finale! ^^

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    4. E perchè no, Squitty?
      La prossimma settimana dovrei essere più tranquilla e potrei provare. E se no buona????? Sai le mie doti informatiche sono scarse.... :)

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  15. Ora provo a essere serio, per una volta. Io credo che questa iniziativa sia bellissima non tanto per la dinamica, sotto altre forme ci sono molti esempi in rete. Quello che caratterizza Insieme raccontiamo è lo spirito. Si fa letteratura, diciamolo, si gioca con le parole, si esprimono sentimenti, si raccontano emozioni, ognuno secondo le proprie inclinazioni, capacità, conoscenze, ma, perché c'è un MA grosso come una casa, ma con lo spirito dell'armonia e della condivisione fine a se stessa. Si gioca e si chiacchiera senza il peso opprimente del giudizio. In un certo senso possiamo dire che il concetto di cultura si eleva all'ennesima potenza. Cosa è la cultura se non il conoscersi e il conoscere, il diffondere e il piacere di apprendere. I sofismi, la prosopopea, le codifiche intellettualoidi, sono la barriera principale allo sviluppo del sapere. L'arte, in tutte le sue forme, la letteratura, in tutte le sue espressioni, sono innanzitutto amore. L'amore si da e si riceve altrimenti è mera masturbazione. Sicuramente gratificante, ma un po' pochino, nevvero?
    Quindi, quindi non mi limito a fare i complimenti a Pat, ma le dico grazie, come dico grazie a tutti i blogger che senza tante palle hanno voluto sperimentarsi e giocare. Nessun salone della cultura con imponenti cattedre e scranni da cui lanciare proclami e dottissime elucubrazioni, piuttosto un bel prato a due passi dal mare, con tante belle coperte gettate a terra, cose ghiotte da gustare, buon vino da bere, ottima compagnia. A parlare di vita, di amore, di fantasia, il tutto inframmezzato da risate argentine e gioia condivisa. Per le signore e i signori che amano poco gli spazi aperti può, in alternativa, andare bene come immagine quella dei cafès parigini dove ci si trovava a discutere di qualunque cosa sorseggiando un buon liquore.
    In alto i calici, e chi non beve con noi... peste lo colga :D
    (è ovvio che del tutto serio non riesco a esserlo).

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    1. Meglio così. ..cioè che non riesci ad essere serio del tutto. .....è proprio strabellidsimo quel che hai detto. ..suo prati x me va benissimo...visto che sono sempre in casa. ..mi piace sognare spazi aperti ed ottima compagnia. ...a presto allora. ...

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    2. A me passetemi un litro di vino, che mi voglio scialare! :D...
      APPLAUSONE IMMENSO A MASSIMILIANO!
      Ciò che hai detto/scritto è l'essenza esatta che ha prodotto in un anno questa iniziativa. Il tuo pensiero potrebbe essere tranquillamente riportato come manifesto di Insieme Raccontiamo: il manifesto semiserio di IR.

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    3. Max.... non ho parole! Posso solo dirti un graqzie grande come un mare. Grazie a te e a tutti perchè senza di voi che senso avrebbe questo giochetto mensile?
      Siete voi che lo tenete vivo e vivace.
      SMACKKKKKKKKKKKKKKKKK

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    4. Sì e sì, Giusi!
      Parole stupende quelle di Max
      Per il prato o la spiaggia io ci sono!!!!!!
      Bacio!

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    5. Massimiliano, non potevi descrivere meglio ciò che - credo - tutti noi pensiamo.
      Grazie, di cuore!

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    6. Bravo Massimiliano, mi unisco al brindisi! Anche se ho partecipato per la prima volta in questa occasione, condivido l'idea e lo spirito. Io non scrivo mai nulla (intendo di creativo...) :P Veramente questa è stata un'eccezione, ma non mi sono preoccupata più di tanto (risultato, idea, banalità...) per la bella atmosfera che ho sempre trovato nei vari appuntamenti di IR.
      Siete tutti bravissimi *_*

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    7. A Squittt, concordo!!!!!

      A Glò, e spero anzi speriamo che non sia l'ultima!

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    8. Dov'è che si brinda? :D
      Bel commento Max, e bella l'iniziativa di una raccolta ... Datti da fare Pat! :D
      Aspetto la bomba del 20 agosto
      Abbracci
      Marina

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    9. Brindiamo ad agosto Marina, la dodicesima puntata!!!!!
      Il venti... bomba... diciamo petardo ahahahhaha ma tanto fa fracasso lo stesso!

      Ah, piace anche a te l'idea della raccolta? Bene vedrò cosa riuscirò a fare con le mie grandi competenze (dis)informatiche ahahahahahh

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  16. Regina, ho letto il commento di Max questa mattina ma non ho potuto rispondere subito.
    L'idea di farne un qualcosa che restasse sempre visibile mi è venuta. Mi mancava il titolo.
    Grazie per avermelo suggerito.
    Adesso provvedo!
    Bacio!

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    1. Eeeeeehhhhh se non avessi me!... Ahahhahahahahahhaha

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    2. Ti inventerei!!!!!!!!
      Adesso preparo il nostro manifesto!

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  17. Ho letto (e riletto) tutti i finali degli amici affiliati a IR: che bello! Si percepisce il divertimento, l'impegno e la voglia di partecipare, ribadisco che Massimiliano ha centrato del tutto lo spirito di questo "meme"!
    E Pat... grande finale il tuo XD Muahahahahah!

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    1. Glò, sono d'accordo su quanto hai detto di Max! No per niente ne ho fatto il nostro manifesto.

      il mio finale???? da juventina..... ahahahahahah

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  18. Waww!!! Grazie mille Patricia! Hai scritto anche una postilla al mio piccolo racconto autobiografico! Ti sono davvero grata ma le sf#ì??! mica erano finite, mi si è retto anche il computer :(
    Guarda, per il blog, questo mese peggio di cosi non poteva andare, per la vita reale invece è stato un mese da favola *___*
    Sono anche felice di leggere ora così in ritardo, perché mi ha dato la possibilità di leggere oltre a tutti i racconti (davvero tanti e tutti belli con le loro peculiarità) anche tutte le conversazioni...
    Un applausone a Massimiliano sia per il racconto che per il commento, ha spiegato e colto a pieno lo spirito del gioco che tu Patricia hai creato e saputo mantenere tale: Gioco, solo ed esclusivamente Gioco.
    Reginaaaa dai che ci inciozziamo "INSIEMEEEEEE" e brindiamo a PATRICIAAAAA!!!
    Certo che i Pokemon si annidano ovunque!!! ^__^
    Glò era ora! Una lezione hai due fauni ci voleva proprio ^__^ (hai aspettato tanto a scrivere ma ne è uscita una vera chicca).

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    1. Anna Maria, che la vita reale sia stata e sia da favola è la cosa migliore del mondo!
      Il pc si aggiusta o si getta e si cambia. Di vita una c'è e una resta quindi che sia reale e realmente piacevole! Nessuno si offende! :))

      Spero che i tuoi problemi di pc si risolvano in fretta e bene perchè il 20 agosto ci sarà la dodicesima puntata di IR e sarà una cosa... particolare.... :))
      Spero che ci divertiremo ancora di più.

      Su Max e Glò hai perfettamente ragione!
      E non brindate troppo! Vi ubriacate e poi... chi guida il pc????? ahahahahhahahha

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