sabato 7 gennaio 2017

INSIEME RACCONTIAMO 16 RIEPILOGO


        INSIEME RACCONTIAMO 16                  RIEPILOGO

Eccoci al 7 gennaio ed eccoci al primo riepilogo dell'anno nuovo.
Che dire? Nonostante le vacanze e nonostante la mancanza di qualche aficionado (perdonato tra l'altro, visto il periodo) la partecipazione è stata buona ugualmente.

C'è stato anche il gradito rientro di noncelapossofare Anna Maria ahhahahahah,  di Miki...  magari prima o poi  arriverà anche il finale di Squitty e chissà ancora che non rientri pure la favolosa Regina...
Eh? Cosa dicono dalla regia??? Ah.. dicono che il finale di Squitty  c'è!!! Ok, perfetto!!! Allora posso pubblicare ahhaahhahaha

Ci siamo divertiti  leggere e ci siamo commossi allora....

Onore al merito, siete sempre immensi ragazzi!

Ma ora bando alle ciance  e presentiamo i finali.

Il mio incipit era questo:


Natale! Dovrebbe essere il periodo delle feste, dei pranzi in compagnia… della gioia e dell’allegria.


Eppure, quest’anno sarebbe stato diverso. Troppe cose erano cambiate.  Aveva soltanto più ricordi che già sapeva il tempo avrebbe sbiadito.


Doveva trovare una soluzione.....

 I VOSTRI FINALI SONO QUESTI:

ARIANO GETA

In effetti già da tempo stava valutando l'ipotesi di ricorrere a...
Ma no, dai, troppo rischioso.
Però la tentazione era più pungente del solito, mentre la sua atavica paura cedeva spazio al possibilismo.
Quasi come un scommessa, dicendo a se stesso che andava lì solo per curiosare e che faceva in tempo in qualunque momento a tirarsi indietro, la mattina del 23 si avvicinò al negozio della Rekall e, con timida discrezione, si accomodò.
"Buongiorno! Come posso aiutarla?" lo accolse una commessa che sembrava davvero disposta a fare qualunque cosa per lui.
"Mi ha parlato di voi un mio amico" le spiegò. "Si chiama Douglas Quaid".
"Il signor Quaid, certo!" lo interruppe entusiasta la donna. "É rimasto soddisfattissimo della sua avventura su Marte!"
"Sì, certo" riprese la parola l'uomo quasi vergognandosi. "Io volevo chiedervi se avete dei programmi per... reinstallare i ricordi che si stanno cancellando. Sa, i Natali degli anni passati quando c'erano ancora i miei nonni, gli zii..."
La commessa perse tutta la sua allegra baldanza. Una smorfia di perplessità cancellò il sorriso smagliante.
"... No signore, noi possiamo crearle nuovi ricordi, cose diverse. Non le piacerebbe festeggiare un natale meraviglioso in una spiaggia tropicale, essere scritturato per girare un film e portarsi a letto una famosa attrice? Noi possiamo installare nella sua mente..."
"No", la interruppe l'uomo. "Volevo solo evitare di... perdere i ricordi che già ho".
La donna allargò le braccia. Non era il loro settore: loro impiantavano nuovi ricordi artificiosi, non salvavano quelli vecchi relativi a momenti effettivamente vissuti. "Non posso aiutarla" ammise.
L'uomo ringraziò e uscì dal negozio. Nonostante l'esito negativo non si sentiva deluso. Pensò che, anzi, aveva capito come avrebbe trascorso la Vigilia: sforzandosi di cavare fuori dalla sua testa ogni minimo ricordo di quei Natali passati per tenerli vivi nella sua memoria.


MIKI MOZ CAPUANO

 ...ma la soluzione non c'era.
Aveva litigato coi suoi, sbattendo la porta.
Aveva lasciato la sua ragazza, dopo anni in cui non provava già più niente.
Era lontano da casa, non sarebbe stato invitato da nessuno.
Niente amici o parenti a portargli un regalo.
Certo, poteva comperarsi qualcosa, anche solo un torrone. E fingere che fosse Natale.
Non era quello il rimedio. C'era forse solo un'unica cosa da fare: rovinare il Natale a più persone possibili.
Jarif si iscrisse all'Isis, sezione "Grinch".



BARBARA FANELLI 



Doveva chiamare Squittix e dovevano mettersi al lavoro.

 Dovevano far tornare la casa in ordine e pronta per l'arrivo dei loro amici.

Poi bisognava alzare il telefono e convocare le altre streghe e magari anche qualche mago.

Con il tempo tutto sarebbe tornato al posto giusto. Bisognava trovare la pozione magica. Magari sarà necessario qualche botto in cucina, qualche esperimento verrà male, ma comunque ci sarà da divertirsi!


Riordinò casa. Si fece una doccia calda. preparò un borsone alla bell'e meglio. Spense il presepe. Spense l'albero e anche le luci di fuori. Diede un'ultima sbirciatina alla casa. Chiuse per bene e salì sul taxi. «All'aeroporto, per favore».
«Se ne va alla viglia di Natale?».
«Sì, me ne vado nel sud del mondo per dieci giorni. Quest'anno farò un Natale al caldo, sa, per avere ricordi diversi».




SCIARADA SCIARANTI

Prese dal cassetto quell'album di fotografie che sua madre le aveva regalato, si sedette sul divano, sciolse il fiocchetto di velluto dorato che teneva unite le pagine e cominciò a sfogliarlo, conteneva tutta la sua vita in immagini, scelse quelle dedicate ai Natali passati in cui la famiglia era riunita, chiamò la sua bambina e le disse: " Vieni piccola, prepariamo l'albero di Natale, quest'anno tra le decorazioni e le luci colorate aggiungiamo delle fotografie, per ognuna di esse ti racconterò una storia e quando sarai grande, nel riguardarle insieme, tu, le stesse storie le racconterai a me e inizierai dicendomi c'era una volta ... " 





 Si voltò a osservare lo sfavillio delle luci. Quante serate aveva trascorso ad accendere desideri seduta ai piedi del suo albero di natale. Era così semplice dare voce ai vorrei e lasciare all'uomo della slitta il compito di esaudirli. Sorrise tra sé di quell'ingenuità così distante dal presente. Annusò l'aria insipida alla ricerca di quei profumi che respirava quando il fervore dei preparativi del cenone della vigilia riempiva la casa di un effluvio zuccheroso anticipando il piacere del gusto. La mente non aveva cancellato l'immagine della lunga tavolata con la famiglia riunita. Si avvicinò al tavolo, proprio dove lei e i suoi cugini, appartati dai grandi, restavano a raccontarsi segreti e a brindare di nascosto con bicchieri di plastica colmi di vino. L'eco delle loro risate era rimasto in quella stanza insieme alle note dei canti che suo nonno con orgoglio accompagnava al pianoforte. La nostalgia era un involucro spesso intorno al suo cuore. L'amore, la felicità di ritrovarsi insieme, lo scambio di regali pensati con attenzione non facevano più parte di quel presente arido, fatto di gesti affrettati, di momenti impazienti con gli animi diretti altrove. Sospirò. La soluzione era voltare le spalle a quei giorni confezionati, surrogati di un Natale che ancora in pochi sapevano vivere. Non avrebbe saputo spiegare perché fosse così importante, ma non voleva rinunciarci. Corse a prendere il cellulare e compose uno a uno i numeri in rubrica dei suoi familiari. Di certo, ci sarebbero stati alcuni posti vuoti, assenze incolmabili, ma sarebbe stato nelle presenze che lei, avrebbe ritrovato lo spirito del Natale. Si rimboccò le maniche, finalmente felice. Aveva degli invitati e un cenone da preparare.

 
 

Era tanto che ci pensava.
In ogni dove,nella piccola e ordinata casa,erano sparse le memorie,le gioie,le infinite tristezze che avevano attraversato la sua vita.
Foto,oggetti,libri,bianchi centrini,profumo di candele ormai consumate: tutto era declinato al passato e l'indomani sarebbe tornato il giorno di Natale.
L'ennesimo.
Non che fosse infelice.
In realtà non era sola,ma quei tempi passati la circondavano,la chiamavano e lei non aveva più forze per resistere.
Si sedette nella stanza silenziosa e cominciò




Partì dal Natale con il giovane marito ed i suoi figli allegri e chiassosi.
Si era poveri,c'era stata la guerra e il futuro pareva tutto in salita ,però era lì con chi amava ad aspettare il mattino della festa.
Molte fotografie sparse per casa testimoniavano quei tempi:sorrisi in posa con il vestito buono.
Poi lui se n'era andato.
Una malattia veloce,senza scampo l'aveva lasciata sola con i ragazzi ancora da crescere.
Eppure si doveva andare avanti e per una vedova non erano tempi facili.
Tenendo per mano i  suoi piccoli ,si era rialzata.
Ed erano arrivate altre feste,con gaiezza e piccoli doni per ciò che le era rimasto nella vita.
Avendo poi un carattere d'acciaio ed una figurina per niente male,con uno sguardo intenso e profondo,incrociò nuovamente il viso di un uomo a cui legare i suoi giorni.
Arrivarono gli anni della serenità,del fiato che poteva rallentare,degli orizzonti con qualcosa di bello da trattenere.
Abbracciando la sua ultima figlia,nata prematura da una madre già avanti negli anni, pensò che quell'anno il Natale sarebbe stato perfetto.
Fecero pranzi e cene e ritratti da appendere ai muri.
Ma ancora la giostra prese a girare nel verso sbagliato ed anche l'omino che s'era sposato per la seconda volta andò in cielo.
Rimasero cornici e voci lontane a tenerle compagnia.
Lei ricominciò a vivere,se non altro per quelle creature che stavano crescendo e trovando la propria strada.
Dunque venne il tempo dei matrimoni,delle compagnie di amici,dei nipoti.
Grida di bambini riempirono nuovamente la casa ed altri ricordi felici si appoggiarono sui mobili ed i davanzali delle finestre:qui il battesimo del primo,qui il lavoretto di Pasqua del secondo,qui la Prima Comunione del più piccolo,in alto il quadro,in legno dorato, della sua grande festa per gli ottanta anni con un sorriso vero e gli occhi lucidi.






A questo punto lei provò a  scacciare le lacrime,stava arrivando il periodo più buio della sua vita.
Sospirò ,ma  voleva ricordare tutto,si sentiva pronta:era arrivata la sera giusta.

In pochi anni la figlia prediletta scomparve per una brutta malattia e non servirono le sue preghiere incessanti e le corse da molti ,molti dottori.
Ovunque in casa sparse fotografie e fiori e candele per illuminare ciò che le restava della sua ragazza.
Per molto non volle festeggiare più nulla.
Ogni mattino portava con sé un peso che riteneva insopportabile.
Eppure i giorni su questa terra non erano ancora finiti per lei.
Questa volta non volle quadri per ricordare la festa,ma l'abbraccio con i nipoti e i pronipoti le restituì un poco il sorriso davanti alla gigantesca torta per i  suoi novant'anni.



Ed eccola arrivata  al presente,al suo novantatreesimo Natale.
Alla stanza illuminata a tratti dal vecchio abete in cucina.
Alzò gli occhi cullata dai ricordi,si avvicinò alle foto,ai ritratti ,agli oggetti della sua lunga vita.
Tirò un sospiro di sollievo,le parve un po' corto,ma non si preoccupò,era ormai deciso.
Chiuse gli occhi.
Adesso poteva arrivare il Natale.
Sorrise.

Questa è pressappoco la vita di  una nonnina,mia vicina di casa,che ci ha lasciati alcuni giorni fa.
Tante cose può insegnarci.
A me lo ha fatto.

                                                          Ciao Domenica


VERBENA C     


...aprì la posta elettronica di qualche anno fa. Eccola la mail maledetta che annunciava la chiusura della società dove lavorava e l'imminente licenziamento. Un anno dopo si sarebbe parlato della cosa migliore che fosse successa a lei, ma nel momento che l'ha portata a leggere il messaggio, il suo mondo era crollato.
Ricordò che fu due settimane prima di Natale, era stato un anno pieno di aspettative, certo i contratti non erano andati tutti a buon fine ma nel complesso un risultato c'era stato. Dal momento che sei mesi prima si era separata da Gianni, si era gettata nel lavoro utilizzandolo come sedativo al dolore.
Gli occhi le si riempirono di lacrime, senza pensarci prese la borsa, afferrò il cappotto e uscì dal suo ufficio per non tornarci mai più.
Entrò nel bar dove tutte le mattine prendeva il caffè, la barista la guardò meravigliata di vederla lì a quell'ora. Le chiese cosa fosse successo, lei guardava nel vuoto e non rispose. Ad un tratto disse convinta:
- Il cambiamento è un'opportunità!
La barista sembrava perplessa la guardò e aggiunse: Ok,Ok se lo dici tu....


ANNA MARIA FABBRI


 Tornare.
Sì tornare là dove era nata, tornare alla sua vecchi tana, alle sue radici.
Dove era ora era stata ferita e si sentiva monca. Suo marito era morto, così senza motivo, per un folle che con un camion aveva attraversato quel mercatino di Natale.

Riviveva ogni  notte quegli attimi di terrore, rivedeva lui che la spingeva e le lanciava il loro bambino.

No, non avrebbe dimenticato ma suo figlio aveva il diritto di vivere protetto e circondato dall'amore. Chi meglio dei suoi genitori avrebbero potuto accoglierli, coccolarli, cullarli.

Sì, tornare, e ricominciare da lì. 

Poi forse un domani sarebbero rimasti solo i ricordi migliori.


SQUITTY DENTRO L'ARMADIO

image



… per … per accelerare il processo, ecco!
Non sapeva proprio che farsene di quei ricordi, che in fondo costituivano solo un inutile tormento. Era meglio disfarsene in fretta e buttarsi verso il nuovo anno senza tanti fardelli.
L’idea, che le era balzata in testa la notte prima, era forse un tantino bizzarra, ma le piaceva un sacco e aveva tutta l’intenzione di realizzarla, perché aveva la netta sensazione che seguire l’istinto fosse la scelta più consigliabile.
L’istinto … l’avesse seguito più spesso non si sarebbe trovata in quella situazione …
Si vestì per bene e scese in giardino, dove la neve con il suo manto candido aveva ricoperto e trasformato tutto, infondendole una sensazione di pace.
Aveva portato con sé le fotografie e decise di mettersi al lavoro il più velocemente possibile, per riuscire a completare l’opera prima dello scoccare della mezzanotte.
Cominciò ad accumulare la neve, inizialmente con difficoltà, poi, presa dall’entusiasmo, con sempre maggiore energia. Ne doveva preparare almeno una decina e non c’era molto tempo da perdere.
Cercò di renderli più somiglianti possibile, compatibilmente con le sue scarse capacità artistiche, ma aveva portato le fotografie proprio per questo.
Uno alla volta, nel silenzio e nell’oscurità, li vide comparire davanti a sé e provò contemporaneamente un senso di soddisfazione mista a fastidio.
Erano insopportabili pure così.
C’erano tutti. Il marito … fortunatamente ex … e quella demente della suocera, il gruppetto degli amici che non meritavano minimamente di essere considerati tali, la collega di lavoro con le manie di grandezza, i parenti serpenti e persino lui … ah, ah, ah … l’amore della sua vita, che ovviamente non coincideva assolutamente con l’ex marito. Gli aveva riservato un posto d’onore, proprio in prima fila. Del resto con tutte le palle che le aveva raccontato …
A tutti aveva poi sistemato la fotografia, alla quale si era ispirata per crearli, giusto sul naso, appesa alla solita, immancabile carota.
Il tempo stava cambiando, erano previsti pioggia e vento, praticamente l’ideale per il suo progetto e non vedeva l’ora di rientrare.
Si fece un doccia calda e si sedette nel bovindo con una tazza di tè fumante fra le mani. Non le restava che aspettare.
La pioggia cominciò a scendere copiosa e le raffiche di vento sempre più forti cominciarono a scuotere i rami sempre più violentemente.
I pupazzi di neve nel giro di poco persero la loro forma originaria per diventare mucchi di neve sempre più piccoli, inconsistenti, insignificanti e così come erano comparsi, scomparvero progressivamente dalla sua vista.
A terra rimasero solamente le fotografie, ormai pezzetti di carta senza più un’identità.
Una folata di vento più forte delle altre se li portò via definitivamente.
E lei fu finalmente libera.
 

IL MIO FINALE

Ci pensò su a lungo poi capì che la soluzione era una sola.
Chiamare il tecnico che le installasse un impianto di telecamere che riprendessero non solo l'esterno della casa ma anche l'interno. Così ogni volta che ne avesse avuto voglia, avrebbe potuto rivedere il filmino della riunione che avrebbe finamente tenuto a casa sua. Tutti i parenti riuniti.. zii, cugini...
Oddio! Zia Mafalda  no, eh... avrebbe iniziato a parlare dei suoi acciacchi e non avrebbe smesso più.  E il cugino Massimo avrebbe iniziato a parlare di America America e America... come si stava bene là e male qua...  zia Emilia poi avrebbe criticato qualunque cibo perchè naturalente lei lo avrebbe preparato meglio e la nonna... beh! Lei almeno, a discolpa aveva gli anni, quasi cento....
Solo al pensiero di cosa le sarebbe toccato le vennero i brividi.
No no! C'era una soluzione migliore. Quel viaggio alle Maldive che aveva sempre sognato e mai fatto. Di là, avrebbe mandato una cartolina di buone feste a tutti senza nemmeno alzarsi dalla sdraio in spiaggia.
Sì! La soluzione migliore!
E se non fosse piaciuta a nessuno... tanto lei dalle Maldive non lo avrebbe saputo.
Myrtilla


ps spero di non aver combinato pasticci ma, novità dele novità, questi giorni sono stati incasinati al massimo... ahaaahaa mi sa che il 2017 è figlio del precedente anno... ufffffffff

Nel caso di pasticci segnalatemeli, mi raccomando!
Bacio!!!

18 commenti:

  1. Bravi tutti, come sempre. Il numero uno, per me, questa volta è stato Ariano, la sua storia è molto originale.
    Io, invece, ho scritto poco durante queste vacanze, ho approfittato per mettermi al passo con alcuni arretrati "domestici" (quei lavoretti che rimandi sempre e che prima o poi sei costretta a fare. E quando se non durante le pause da tutto?)
    Aspetto il prossimo appuntamento.
    A presto! :)

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    1. Grazie Marina
      Io fatto ben poco.. sgrunt

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  2. Anch'io mi riservo di tornare a partecipare alla prossima sessione. In fin dei conti non mi andava di scrivere nulla sul Natale.

    Come da tua richiesta, ti segnalo un paio di pasticci: accanto al nome di Verbena C c'è una nota che non credo dovrebbe esserci. E la foto del racconto di Squittix (il mio preferito di questa mandata) è ripetuta una seconda volta.

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    1. Grazie Ivano.
      Succede a far le cose in fretta e furia ma qui abbiamo pure l'escavatore perchè c'è un tubo dell'acqua rotto. È nel cortile del vicino ma purtroppo tocca anche noi.
      Bel regalo della befana!

      Ti aspetto per il prossimo appuntamento se riesci... se riesco a prepararlo 🤐

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  3. Cara Patrizia, è stato molto interessante tutto ciò che avete fatto!!! Complimenti!
    passate tutte le feste io ti auguro un buon fine settimana.
    Tomaso

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  4. Dimmi che questa tua iniziativa si ripeterà perché è davvero interessante (figurati per me che sono una scrittrice!).
    Belli e creativi i finali, tutti fantasiosi e con uno stile accattivante.
    I miei complimenti a te e ai partecipanti :-)
    Baci, Francesca.

    Ps: grazie per l'incoraggiamento. Appena il libro sarà pubblicato, se ti farà piacere ti invierò i link!
    Sei su fb per caso? Così possiamo stare in contatto anche lì.

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    1. Ciao Francesca, questa è già la sedicesima puntata! Se cerchi nelle etichette a lato oppure sulla pagina fissa sotto l'intestazione ci sono tutte le puntate precedenti.
      Normalmente pubblico l'incipit il 20 del mese e do tempo fino al 30 per scrivere il finale e poter preparare il post di riepilogo il primo del mese successivo.
      Regole poche. 200/300 battute oppure 200/300 parole o anche entrambi se si ha voglia. Si possono mettere foto, video, musiche.
      Ti aspetto per il 20 gennaio allora e con piacere.

      Su facebook non ci sono mi spiace

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  5. Sempre appassionanti le risposte ai tuoi incipit.
    Non ho avuto il tempo di partecipare e aspetto il prossimo incipit.
    Cristiana

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    1. Hai letto che belli Cristiana?
      So che tu partecipi sempre ma a volte ci sono problemini vari che ci tolgono il tempo che vorremmo avere.
      Sarà per il 20 gennaio allora. Ti aspetto.
      Ciaoooo

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  6. Tutti bravissimi complimenti !!!!!!!!!!1

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    1. Davvero Ste! Una volta o l'altra puoi partecipare anche tu eh... 😊

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  7. Mi dispiace non aver partecipato, è dal 19 dicembre che on faccio un giorno di festa, turni su turni. Rimedierò.

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    1. Va beh... cercherò di perdonarti! 😆😆😆😆😆
      Immagino che sarai stanco... lavoro pesante il tuo.
      Bacio e quando vuoi sai dive trovare il gruppo!

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  8. Noncelapossofare Anna Maria, rientrata nei ranghi, ti ringrazia per cotanta accoglienza :))))
    Patricia e Sinforosa se non siete partite aspettatemi che preparo le valige. Voglio il caldoooooo ;)))
    Bello leggere dove Patricia ha portato la nostra fantasia, i racconti sono tutti belli nelle loro diversità e peculiarità, è proprio per questo il bello del gioco.
    Adriano Geta ha fatto da apripista con un bellissimo racconto, tenero anche il ricordo della vita vissuta della vicina di Lorenza Marengo.
    Spero il prossimo mese di leggervi tutti e di riuscire a partecipare.
    Ciao Patricia un abbraccio.

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    1. Ahahahaha quasi quasi ti rubo il noncelapossofare!
      Oggi eravamo solo a _2,5 ma ieri -8,7 e il giorno prima -7
      Il caldo????? Voglio scappare! Si è rotto un tubo dell'acqua in cortile... immagini cosa significa?

      Tutti bellissimi i finali ne sono veramente felice.
      E pensare che se non sbaglio sei stata tu a dare il via a tutto con un tuo finale ad un mio racconto breve 😊😊😊

      Ti aspettiamo tutti! Ciaooo

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  9. mi sono persaaaaaaa....come già finito?!.... al prossimo mi segnerò bene la scadenza

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    1. Come sarebbe a dire???? ahhahahahahahaaha
      Invece che al 30 dicembre lìho fatto andare avanti fino all'epifania... ahhahahahh
      Comunque tu sai che se ti viene in mente un finale anhe per questo mese lo puoi scrivere senza problemi che io lo aggiungo eh...
      Prossima scadenza dal 20 gennaio al 30 gennaio

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