sabato 1 luglio 2017

INSIEME RACCONTIAMO 22 RIEPILOGO


INSIEME RACCONTIAMO 22 RIEPILOGO





#insiemeraccontiamo #fareblogging #racconti


Primo luglio e giornata di riepilogo.
Non mi perdo in chiacchiere nè vi rubo il tempo che è meglio dediare alla lettura di questi finali favolosi come sempre.
Ringrazio però tutti i partecipanti vecchi e nuovi, gli habituès e quelli che son rientrati dopo un periodo di assenza.
Siete magnifici tutti quanti!

Siamo un gruppo favoloso!

Ma via col riepilogo!


Il mio incipit e la foto


Si sedette sul divano col personal sulle ginocchia.

Finalmente un po' di pace. Nessuno tra i piedi, silenzio, la coca fresca accanto e..... pace, appunto!

Però qualcosa non andava. Lo schermo del pc pareva vivere di vita propria. Prima di uno strano colore rossastro, ora era pieno di stringhe di codice che continuavano a scorrerle davanti agli occhi senza fermarsi. E non lo aveva ancora acceso.

Improvvisamente, parole di senso compiuto comparvero in mezzo alle stringhe insieme ad un brontolio strano che parve uscire dallo schermo. Parole incomprensibili..… come se fossero in un’altra lingua.

Si avvicinò al monitor per leggere ed ascoltare meglio e…..





E I VOSTRI FINALI




SINFOROSA CASTORO


... venne risucchiato all' interno del monitor, cominciò a precipitare in un fondo senza fondo e si ritrovò in un mondo parallelo. Dopo un attimo di panico, si accorse di avere un mare di nuove opportunità. Sorrise e cominciò a guardarsi intorno...


ARIANO GETA


"È la tua ultima occasione" risuonò la voce di Morpheus. "Se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del Bianconiglio".

Rimase confusa, disorientata. Improvvisamente risuonò una seconda voce:

"Mamma! MAMMA!!"

Aprì gli occhi. Suo figlio la guardava con aria di scherzoso rimprovero. "Mamma, ti pare bello addormentarti sul divano alle dieci di mattina?"

"Ieri sera sono andata a dormire tardi" si giustificò la donna. "Ho visto la replica in seconda serata di quel film che una volta mi hai fatto vedere tu... 'Matrix'... Davvero bello quel film, molto... coinvolgente!"


DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

Disse. "Mannaggia un altro virus, ma cosa aspetto ad abbandonare Windows e prendermi un bel mac? :-)))


LEGGEREVOLARE

...un messaggio dall'aldilà era l'unica cosa che non si aspettava. "Ti voglio bene - Mi dispiace non essere vicino a te ora ma ci sono sempre e ti guardo da lontano - prega per me e fallo anche per te" ... Nessuna paura, solo calde lacrime che solcano il mio viso.

"TI VOGLIO BENE MAMMA, GRAZIE"


VINCENZO IACOPONI

Jussuf lesse di nuovo, e di nuovo, e ancora una volta.

Rimase un attimo perplesso, lui che era un uomo mite da sempre.

"Questo è un ordine del profeta, mandato solo a me, proprio a me."

Si alzò, andò in cucina e prese il più lungo e tagliente dei suoi coltelli.

Lo impugnò per il manico nascondendo la lunga lama dentro la manica della giacca. Attraversò la strada, entrò nell'edificio di fronte, una Chiesa cristiana, la percorse in lungo ed entrò in sacrestia.

Don Paolo lo accolse con un sorriso.

"Hai bisogno di me, Jussuf?"

"Si, proprio tu mi servi"

Jussuf lo colpì alla gola con una mossa veloce.

Don Paolo cadde, ma era ancora in piedi quando morì.

Jussuf tornò indietro veloce. Lavò il coltello ben bene e lo ripoe al suo posto.

Sedette di nuovo davanti allo schermo del computer.

Era diventato tutto blu.

Jussuf cliccò per l'avvio e comparve una finestra.

"Ci scusiamo per l'interruzione dovuta ad un guasto tecnico"

"Jarrah!" urlò con quanto fiato aveva in gola. "Ormai l'ho ammazzato e non mi rompere i coglioni col tuo guasto tecnico. Quello era un ordine del profeta".

Bevve un sorso di coca e cominciò a digitare velocemente.

Jussuf era un uomo mite ed obbediente.


OLIVIA HESSEN

Il computer cominciò a cantare "tanti auguri a te" con una voce molto metallica.

Laura rise divertita, poi prese il celulare e cercò il nome del suo ragazzo in rubrica.

-Piaciuta la sorpresa?- chiese lui al primo squillo.

-Sai che adesso dovrai venire a casa e sistemarmi il pc, vero?-

-Arrivo subito!-


FRANCESCA A. VANNI


-Alice, Alice, salta nella tana del Bianconiglio! Coraggio, vieni con noi!-
La ragazza bevve un sorso di Coca Cola, si scrocchiò le dita, digitò qualche comando e lo schermo del computer tornò come prima.


-Finito.- disse girando il computer verso i suoi interlocutori –Avete qualche altra simulazione divertente o devo entrare di nuovo nel vostro sito?-


L’agente Stanson guardò compiaciuto il suo collega più anziano, capo del Centro di Analisi Informatica dell’FBI.


-Allora, è o non è brava?-


L’uomo dai capelli brizzolati, in perfetto contrasto con la pelle color ebano, era sbalordito.


Nessuno, nemmeno i suoi migliori hacker, erano riusciti a smantellare un virus in così poco tempo.


-Direi, giunti a questo punto, che al posto di vent’anni di carcere potresti accettare un posto nell’FBI. Cosa ne pensi, signorina White?-


La ragazza sorrise:


-Alice, chiamatemi Alice.-


CRISTIANA

...cercò d'ingrandire al massimo l'immagine

Qualcosa di meglio ottenne, ma non era ancora sufficiente per poter decifrare quella serie di lettere che apparivano.

Si ricordò di una potente lente chiusa in un cassetto e, armatasi di essa scrutò quei segni cercando una chiave oer decifrarli.

Notò che alcune lettere emanavano un piccolo riflesso e le trascrisse. Infine usando il mettodo Crittomacchina ROT13, finalmente, alle 5 del mattino riuscì ad avere la chiave di lettura di quel messaggio criptato :

FPRZB PUV YRTTR che, decriptato, la portò a questa scritta





" scemo chi legge "







SCIARADA SCIARANTI



Si accorse che in alcune delle stringhe che seguivano i termini di senso compiuto c'erano delle lettere sottosopra: A - N - P - S - G - R - L, il brontolio invece ripeteva i vocaboli scritti; digitò sulla tastiera del PC la sequenza di lettere, lo schermo si riempì nuovamente di caratteri senza senso, pensò di aver dato l'ok per l'uccisione di quella piccola creatura tecnologica che per tanti anni era stata la sua memoria, allungò la mano per prendere il bicchiere di coca e rimase di sasso, sul vetro si leggevano delle parole, corse a prendere uno specchio e lo mise davanti al computer, la serie indecifrabile di segni era un messaggio scritto al contrario e diceva: - « Sono in pericolo, la mia copertura è saltata, ho bisogno di supporto immediato. Chiunque riceva questo messaggio contatti l'AISE, il mio nome in codice è spaghetti all'amatriciana. »
Sgranò gli occhi e si mise a ridere, qualcuno voleva giocare con lei, si alzò e andò a innaffiare le piante, aprì l'acqua, guardò il muro e richiuse l'acqua, prese le pagine bianche, cercò il numero dell'AISE e lo compose, appena sentì la presenza di un interlocutore prese fiato e senza pause disse: - « Non sono pazza, non sono ubriaca e non mi drogo, ho ricevuto un messaggio da spaghetti all'amatriciana che chiede il vostro supporto immediato. »
L'uomo che stava all'altro capo del telefono riattaccò.
Ritornò a innaffiare le piante, cenò e si addormentò davanti alla T.V.
Il mattino seguente fu svegliata dal campanello, assonnata si infilò le pantofole e andò ad aprire la porta, un immenso mazzo di fiori copriva il fattorino che le disse: - « Questi sono per lei. " Li prese, salutò, richiuse la porta, li poggiò sul tavolo e lesse il bigliettino d'accompagnamento: - « Sono vivo perché lei ha creduto in me, grazie da spaghetti all'amatriciana. »

MARINA ZANOTTA



.... riconobbe la voce di Pietro! Erano anni che non si sentivano. Non lo aveva ancora perdonato per averla piantata sull’altare. Molti dei suoi amici avevano ipotizzato un rapimento. Lei si era solo sentita presa in giro e aveva mandato tutti a quel paese. Aveva cambiato città, aveva cominciato una nuova vita. Perché ora succedeva questo? Era forse solo nella sua testa? Più fissava lo schermo e più le sembrava di leggere “scusami-scusami-scusami”.


Si sentì prendere alle spalle. Sussultò prima di riconoscere le mani di Marco.


“Cosa stai facendo davanti al pc spento?”.


Lo sfarfallio era cessato improvvisamente. Provò a spiegare l’accaduto, ma Marco imputò tutto allo stress e alla stanchezza.


“Dai vai a farti una doccia che andiamo fuori a cena”


Si alzò approvando l’iniziativa e si diresse al bagno, per assaporare il relax dell’acqua sulla schiena. 





Il pc si riaccese e questa volta comparve un chiaro messaggio di aiuto:


“Sono rinchiuso in un seminterrato in prossimità della stazione. Ho bisogno di aiuto. Chiamate la polizia!”


Marco prese a battere sulla tastiera.


“Lo so Pietro. Ti ho rinchiuso io in quel seminterrato. Lei non c’è più per te!”


“Marco! Marco sei tu? Ti prego fammi uscire di qui! Marco …. Marco …”


ANNA MARIA FABBRI


Px




Un fruscio fastidioso: ssccknftdlpzfrstcgsssssccccccbtlprssss
"Ma che cavolo succede?"
Le stringhe mutarono, apparvero vocali: ssscccceeeeeiiiissssccccoooouuuuaaaa. Poi apparve una scritta seguita da una voce metallica e monocorde:
"Chi sei? Sai comunicare?"
Fece un salto sulla sedia. Sbalordita e con le mani titubanti si avvicinò alla tastiera e digitò:
"Sono Alice, tu chi sei?"
"Sono Px del pianeta Puntix, descriviti, come sei fatto?"
"Sono fatta di carne, ho un corpo, una testa, due gambe con piedi, due braccia con gambe. E tu come sei fatto?"
ssssssccccccc:"Non comprendo. Cosa sono: carne, gambe, piedi, braccia, mani? IO sono pensante."
"Anch'io! Non so come spiegarti la composizione di carne, ma la testa serve per pensare, le gambe con i piedi per muoversi, le braccia con mani per: abbracciare, toccare, accarezzare, pizzicare, manipolare, prendere..." tralasciò picchiare, non le sembrava un bel modo di presentarsi.
sssssccccccc:"???"
"Non puoi mostrati?"
sssssccccccc: "Che cosa è: mostrarti?"
"Vederci, guardarci."
ssssscccccc: "???" sssscccc "Non comprendo:vederci, guardarci."
"Osservarci, registrarci, con una telecamera, un obiettivo, vederci con gli occhi."
sssssccccccc:"??? telecamera? obiettivo? occhi?" la voce metallica, stava diventando perplessa, pensosa e meno monocorde. 
"Tu che mi hai trovato, non puoi mandarmi una tua immagine?"
"sssscccccc ???"
"Descrivi il tuo pianeta, dove si trova?"
"sssssssccccccc secon ssssssscccccc setl ssssssccccc..."
Un crepitio più veloce poi un botto, seguito sul monitor da un'esplosione di stelle. Poi più nulla. Solo la solita immagine sul Desktop.
Possibile fosse successo davvero? Che fosse un sogno? 
Alla radio cantava Edoardo Bennato -L'isola che non c'è. 






PIGRECO



Puff!

Una sontuosa fumata bianca si faceva strada attraverso la tastiera, mentre il monitor sussultava con un ultimo lampo luminoso prima di spegnersi del tutto.
Attonita, rimase per un lungo istante a fissare quello schermo nero, cercando di capire.
Ma c'era poco da fare, il fido compagno del suo relax aveva esalato l'ultimo respiro.
Lo sconforto non poteva, non doveva prendere il sopravvento.
Pausa era e pausa doveva essere!
Agguantò in fretta e furia lo smartphone, tolse il blocco facendo il solito, ormai naturale gesto e...
Puff!
Stessa sorte del notebook. O perlomeno fino a quando, colta da un impeto d'ira, non lo scaraventò per terra con tutta la forza che aveva in corpo.
"Non è possibile!", urlò a squarciagola, e nello stesso istante piccoli sbuffi di fumo si sollevarono da tutti gli oggetti elettrici della casa, il tutto accompagnato da tutt'altro che simpatici scoppiettii.

Una voce giunse dolce alle sue orecchie, ma lei si tirò su di scatto dal divano, madida di sudore e con la rabbia ancora negli occhi.

Suo marito la scrutava interrogativo, in fondo l'aveva svegliata dal suo sonno tumultuoso, dovuto, probabilmente, a quella posizione assolutamente innaturale in cui l'aveva trovata.
Notò sul tavolino il notebook, acceso e pronto per subire il consueto digitare forsennato, tutto sommato sua moglie era una scrittrice ancor prima che blogger e aveva i suoi appuntamenti fissi da rispettare. Ma ultimamente la vedeva sempre stanca, stressata: la scadenza per la consegna del suo prossimo romanzo si avvicinava di giorno in giorno e l'ansia da pubblicazione era tipica di quel periodo.
Le sorrise, le accarezzò teneramente la guancia e, con un misto tra ingenuità e delicatezza, esordì: "Questa sera relax!".
Chiuse il notebook e accese la TV, le porse il telecomando:
"Scegli tu, come vedi io ho già fatto il pop-corn!" 

OFELIA DEVILLE


-Bene! esclamò –Ci siamo!-

Si concentrò totalmente su quello che lo schermo le comunicava, continuando a inserire stringhe su stringhe di numeri e codici.

Il sistema di sicurezza non era facile da hackerare, ma lei sapeva come fare: era il suo lavoro, dopotutto.

Attese pazientemente che i codici inseriti nel programma svolgessero la loro funzione e finalmente lo schermo nero lasciò spazio ad una pagina bianca piena di nomi e cifre.

Fece scorrere lo sguardo fino a trovare ciò che stava cercando.

Fregato, pensò.

-Il mio scherzo ti piacerà.- disse cliccando sulla voce “trasferimento” –Pensa, secondo la banca sei stato tu ad autorizzare questa transizione.-

Terminò l’operazione pensando a come era giunta a quel punto.

Il suo matrimonio con Scott era cominciato come una favola e a detta di tutti erano la coppia più felice di tutta la California. In realtà quei quindici anni erano stati un incubo, aveva dovuto sopportare tradimenti, bugie, minacce...

Poi c’era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.

Vedere suo marito al tavolo del loro ristorante preferito, dove le aveva chiesto di diventare sua moglie, in compagnia della sua ultima fiamma visibilmente incinta le aveva aperto definitivamente gli occhi.

A lei aveva sempre negato un figlio e ora era lì, tronfio, in attesa di diventare padre.

-Mi sembra uno scambio equo, mio caro.- disse spegnendo il portatile e alzandosi dal divano –Tu tieniti pure la tua giovane amante, io mi prendo tutto il tuo denaro.-

Si liberò dall’ingombro della fede, gettandola sul divano, poi si avviò verso la porta di casa e prese la valigia che aveva preparato la sera precedente prima di uscire per raggiungere il garage dove la sua fuoriserie la stava aspettando.

-Addio California, benvenute Hawaii!-

Quello era il primo giorno della sua nuova vita.


IVANO LANDI



..le parole, scandite da una suadente voce femminile, divennero finalmente intelligibili al suo orecchio.
Questo non è uno scherzo, decifrò tra i crepitii degli altoparlanti. Tra tutti abbiamo sorteggiato proprio lei per un premio esclusivo...
“Oh no, un caspita di virus!" esclamò disperato dentro di sé.
Non cerchi di eseguire alcuna azione al computer e neanche di spegnerlo, proseguì la voce. Ascolti invece con attenzione le seguenti istruzioni...
E pur sapendo bene che non ne avrebbe fatto nulla di nulla, lui ubbidì comunque alla voce misteriosa e tese l'orecchio.
Scoprì così di essere stato sorteggiato per un viaggio premio per due persone in una località da sogno e che, per ritirarlo, avrebbe dovuto presentarsi l’indomani all’alba, da solo, nel parcheggio di un grosso centro commerciale alle porte della città. Dopodiché la comunicazione si interruppe e tutto tornò a funzionare come prima.
"Col piffero che ci vengo a ritirare il premio", fu il suo primo pensiero a caldo.
Invece la mattina dopo, all’affacciarsi delle prime luci sul cielo a oriente, era già sul posto. E con sua sorpresa scoprì di non essere del tutto solo: una donna gli si stava avvicinando tra le dense ombre del parcheggio. "La voce femminile del computer?" si domandò.
Ma l’altra sembrava stupita quanto lui. «Sei tu la voce maschile di ieri sera al computer?» gli chiese.
«No. In realtà mi stavo chiedendo la stessa cosa di te» replicò lui.
Ma non riuscirono ad aggiungere altro, perché all’improvviso qualcosa di enorme e come sbucato dal nulla incombette su di loro oscurando il cielo come una grossa nube nera. Ebbero poi solo il tempo di osservare meravigliati l’aprirsi meccanico del portale, prima che un raggio di luce scendesse ad avvolgerli e li trascinasse in un istante verso l’alto, fin nel corpo dell’astronave. Il viaggio premio aveva inizio.


MASSIMILIANO RICCARDI




Una vera esplosione di luci e suoni cacofonici fece indietreggiare con violenza il povero ragazzo. Si portò le mani alle orecchie e n

ascose il volto tra le ginocchia facendo cadere a terra il personal (le lezioni di ginnastica artistica pagate da mamma e papà tornavano sempre utili).

Poi il silenzio.

Nuovamente immagini e frame a velocità incredibile, ipnotiche.

Il silenzio fu rotto da una voce cavernosa, a tratti crudele, la sensazione che venisse dalle profondità di una caverna era avvalorata dal rumore amplificato e liquido di acqua che scorre lungo le pareti e di occasionali gocce che cadono.

«Sono il Dio della solitudine! Il custode delle anime che si sfiorano ma che non si incontrano mai! IO SONO ASINTOTO, e tu sei entrato nel mio regno. Inchinati».

Il ragazzo fece per controbattere, poi una forza primigenia lo spinse alla sottomissione. Chino e umile offrì in dono al Dio le sue patatine Pringles, le sue barrette di cioccolata.

«Ti offro la mia solitudine come pegno della mia fedeltà».

Il ragazzo rimase sorpreso dal suo stesso eloquio. Non parlava così, non aveva MAI parlato così.

«E fai bene! Perché io sono ASINTOTO!»

Il giovane aprì la bocca esprimendo la sua adorazione con un mugolio, infilò un dito nella narice destra e prese a esplorare con passione. Un rivolo di saliva colava dall'angolo della bocca.

RRIIIIIIIINNNNGGGGGGG

La maledetta sveglia, la stramaledetta sveglia. Il ragazzo si portò una mano sugli occhi, il sole del mattino aveva già inondato la stanza. "che sogno strano", pensò. "Che senso di solitudine angosciante". Andò verso il PC che si era dimenticato di spegnere la sera prima e lo guardò a lungo prima di decidersi a premere il tasto che lo avrebbe messo a riposo.

Prese in mano il cellulare. Avrebbe chiamato Diego, avrebbe accettato l'invito per quella gita sui monti liguri in programma per oggi insieme a tutti gli amici. Finalmente. Erano mesi che non usciva di casa.
Ma nel regno della solitudine il Dio preparava la sua vendetta.
HAHAHAHAHAHAHAHA GHAAAAAAA




Il mio finale

Un altro messaggio di..."Ma cosa combini sempre con quel pc? Lo sai che papà non vuole che tu lo usi troppo?" Gli disse la mamma. "Dai vieni a cena!"

"Uff... Spengo e arrivo..." le rispose il bambino.
Poi quando la sentì uscire dalla stanza mise le mani sulla tastiera.
"Devo andare ma non ti preoccupare. Ho salvato tutto. Domani ci mettiamo d'accordo sul viaggio. Buonanotte, ET "




               https://pixabay.com/en/ufo-alien-3d-render-spaceship-2127918/








20 commenti:

  1. Risposte
    1. Applausone davvero! 👏👏👏👏👏👏👏👏👏

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  2. Sono bellissimi tutti quanti!
    Speriamo che luglio se ne vada in fretta, voglio l'autunno!
    Baci, Franny

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  3. Complimenti Patricia anche questa volta ci hai avvinghiati con il tuo input, vedi cosa sei capace di fare? Qua in giro c'è fantasia da vendere.
    Molto bello il tuo finale, sei l'unica, mi pare, che come protagonista ha utilizzato un bambino.
    Baci

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    1. Complimenti a voi tutti!
      Non mi stancherò mai di ripetere che il merito è soprattutto vostro che partecipate così assiduamente!
      Bacio

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  4. Cara Patrizia, sai i mi accontento di potervi leggere sempre facendo a voi i complimenti!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Va benissimo così stella!
      L'importante e che quando vieni a trovarci ti diverta.
      Bacione!

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  5. Incredibile in quanti abbiamo partecipato, sarai orgogliosa di questo successo :-)))

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    1. Orgogliosissima! 😊😊😊😊😊
      Grazie a tutti voi!

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  6. Bravi, una bella somma d fantasie. Prima o poi ritorno, eh, Patricia, è solo un periodo di scarso coinvolgimento in rete. Ahi, l'estate! 😃

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    1. E io ti aspetto Marina. Quando vuoi e puoi!
      Un abbraccio

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  7. Tutti si sono divertiti mi pare. Ottimo. Il senso, alla fine, è questo.
    Grande Patri, bravi tutti.

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    1. L'intenzine è proprio quellla. Divertirsi tutti insieme. Mi pare che molto spesso ci riusciamo :)

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  8. Una bellissima edizione di IR questo mese... Merito del tuo incipit ma anche dell'estate, stagione meravigliosa secondo me :-))
    Vedo che ci siamo sfiorati anche stavolta con in nostri finali... anche tu sei ricorsa agli extraterrestri e al viaggio interstellare. Ma sarà poi davvero ET quello dall'altro lato dello schermo? Mumble, mumble...

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    1. Diciamo che IR è come il vino e invecchiando migliora? ahahahha
      sono megalomane ma pazienza!
      Ogni tanto noi due ci incrociamo davvero coi finali :)
      ET... non so! Magari con la faccia di Ricchard Gere però eh.... per me!
      Per te... non ricordo più, forse Laetitia CAsta? O sbaglio?

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  9. Complimenti e un saluto a tutti! Comunque propongo un'alleanza tra, PX, ASINTOTO e il dolce ET per trovare il seminterrato dove è imprigionato Pietro.

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  10. Magari chiedo aiuto anche a spaghetti all'amatriciana.

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    1. Pure a quelli alla carbonara, magari ahahahahahahah

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