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lunedì 20 novembre 2017

INSIEME RACCONTIAMO 27

    INSIEME RACCONTIAMO 27





#insiemeraccontiamo
#fareblogging
#racconti

Eccoci al 20  novembre ed eccoci ad una nuova puntata di INSIEME RACCONTIAMO.
Io sono pronta, e voi?

Per le regole vi rimando alla pagina statica in alto così non le riscrivo ahhahhahaha sono vecchia e pigra ma ormai lo sapete, vero?

Vi ricordo solo che il tempo scade il 30 novembre.

Ma ora via con l'incipit. 

LA SCOMPARSA

 

Si stava preparando il caffè pensando a cosa avrebbe dovuto fare per sistemare una determinata questione. La tivù era accesa come sempre, un sottofondo che ormai quasi non sentiva più.
Improvvisamente il volume audio si alzò in maniera assordante. Si voltò. La tazzina le cadde dalle mani.
C’era una sua foto sullo schermo. Una foto di tanti anni fa, quando ancora era una ragazza piena di speranze e carina.
“Vi mostriamo la foto della ragazza scomparsa. Chiunque la vedesse è pregato di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Ricordiamo che è introvabile da ieri pomeriggio e che al momento della sparizione indossava blue jeans azzurri, felpa rossa con la scritta bianca my sweet love, scarpe da ginnastica blu. Risponde al nome di….”






Ed ora a voi, fanciulli! Vi passo la…. Tastiera bollente!!!! ahahhahahaha
Bacio, Patricia.

71 commenti:

  1. ... Com’era possibile? Cominciò a misurare a grandi passi la cucina. Quel comunicato l’aveva sconvolta. Come era potuto accadere che tutti i sui sogni si fossero infranti? Era più sconvolta di quel fatto che non del vedersi in tv in una foto e notizia improbabili. Doveva rimediare. Annotò su un post-it almeno tre di quei sogni e si ripromise di realizzarli a costo di...
    “Mamma...”.
    Suo figlio la stava chiamando a squarciagola, lei si era appisolata che neanche s’era accorta. La tele continuava a sussurrare notizie e proclami e la tazzina era infranta sul pavimento.
    sinforosa

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    1. Bello Sinforosa! Si eraa assopita e sognava!!!!! ahhahahaah capita!
      Premio velocità questo mese ahhahaha Ciao e grazie!

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  2. Si avvicinò allo schermo.
    La foto era sicuramente la sua, non c'era la possibilità che si trattasse di una persona che le somigliasse molto e fosse vestita come lei in quello scatto di... quanti anni fa? Venti, venticinque?
    "... i famigliari hanno un assoluto bisogno di ritrovarla, non possono vivere senza di lei. Purtroppo negli ultimi tempi si è spesso assentata e sembra avere l'intenzione di farlo in modo definitivo nei mesi che verranno..."
    Ma che caspita di dettagli stava fornendo il mezzobusto televisivo?
    ... che poi, a guardarlo bene, chi lo aveva visto prima? Non era uno speaker noto di nessun tiggì, soprattutto non del canale sul quale era sintonizzato il televisore...
    Canale? Perché in basso a destra non c'era nessun simbolo?
    "... il marito Giorgio e i figli Rossana e Simone le chiedono con tutto il cuore di ripensarci perché loro sono sicuri che in fondo al cuore la loro cara Elena è ancora quella ragazza dolce ma forte che si vede nella foto..."
    Si lasciò andare a un'esclamazione di sorpresa, fastidio e divertimento al tempo stesso. In effetti avrebbe dovuto notare subito che il led del "play" sul lettore dvd stava lampeggiando.
    "Uscite fuori, dai, lo so che siete nascosti da qualche parte! Bel modo di perdere una mattinata di lavoro e di scuola!"
    Lo disse con un tono di rimprovero che tuttavia racchiudeva già il perdono.
    Marito e figli entrarono dalla porta. Non dissero nulla, parlavano i loro sguardi.
    Elena sorrise, aveva gli occhi lucidi.
    "Va bene, l'avete voluto voi. Rimango. Ora telefono al centro psichiatrico per dirgli che rinuncio. Ma quando comincerò a rendervi la vita impossibile coi miei deliri..."
    "Perché non dovresti guarire mamma? Chi ha stabilito che i farmaci non possano aiutarti?"
    "Ne abbiamo già parlato" rispose la donna in un sussurro che tradiva il pianto imminente. "I matti devono stare in luoghi dove non possono essere un pericolo per gli altri..."
    "Tu non sei matta" la interruppe sua figlia.
    "Oppure sei una matta straordinaria che sono felice di aver amato sin dal primo giorno in cui l'ho conosciuta" la corresse il padre.
    Si strinsero in un abbraccio collettivo.

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  3. Cara Patrizia, il tuo umorismo è veramente imbattibile!!!
    Ciao e buon inizio della settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Grazie Tomasino!
      Bacio e buona settimana

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  4. Dopo l'incubo riapparso nella sua mente prese una tazzina di caffè e accese la TV. C'era della musica e ricordò quel giorno maledetto in cui fu rapita. La tennero segregata in un casolare sperduto con gli occhi bendati e una catena alle gambe. Suo padre pagò il riscatto dopo giorni terribili di trattative. Eppure, un po' di nostalgia affiorò quando guardandosi allo specchio vide che la bella ragazza rapita era diventata una donna con segni chiari di una vecchiaia che avanzava inarrestabile. In fondo l'azienda ereditata dal padre gestita male era fallita come il suo matrimonio con un marito che rincorreva ragazzine giovani. Si rimise a letto con la speranza di prendere sonno e magari rivivere la ripetizione dell'incubo che mostrava una ragazza bionda dal sorriso solare.

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    1. Bello Gus! Hai raccontato la vita... il dolore, la sofferneza, la nostalgia.
      Grazie

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. ….Giovanna." Ecco, in quel momento tirò un sospiro di sollievo, non parlavano di lei, lei si chiama Giulia. Passato quell'attimo vissuto in modo attonito per poi riacquistare il giusto colorito sul suo viso, cancellando il pallore iniziale del momento, si iniziò ad interrogare sul perché pur non essendo lei la foto mostrata era indiscutibilmente la sua. Una foto scattata tanti anni fa quando era diciassettenne, lei che ora di anni ne ha 35. E poi l'incongruenza temporale: una sua foto di anni fa e la ragazza scomparsa da meno di 24h. Non capiva, non sapeva darsi una risposta.

    Si affacciò alla finestra per capire e rimase sgomenta: il panorama era cambiato, lei sembrava vivere nei luoghi di quella ragazza scomparsa. Poi osserva meglio, era in un prato con in un angolo del terriccio ed un sinistro avvallamento. Ci si avvicina, scava e trova i resti di una ragazzina. Lei lo sa, sa che era Giovanna.

    Si sveglia, "Menomale, è stato solo un orribile incubo". Poi accende di nuovo la tv e questa volta vede lo stesso messaggio ma la foto non è la sua ma di Giovanna Romuli, scomparsa ieri pomeriggio. Giulia sgrana gli occhi, presa dal panico e pensa il peggio.

    Non sa che fare, non sa se sarebbe creduta, o perfino sospettata andando dai Carabinieri. Prende però il coraggio a due mani, va dalle forze dell'ordine e racconta il sogno, fornendo dettagli che rendono inequivocabilmente credibile il suo racconto.

    Vanno sul posto indicato da Giulia, scavano e trovano Giovanna, morta.

    Una fine orribile. Giulia scappa via, piangendo ed urlando. Non poteva esserci peggior modo possibile per scoprire di essere una medium.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    PS: vorrei, oltre a lasciare il mio contributo, fare sinceramente i complimenti ad Ariano per la sua conclusione toccante ed originale al tempo stesso.

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    1. Wow mi ricorda la trama di un telefilm...

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    2. Bello Daniele!!!!
      Esperienza che non vorrei mai vivere perchè non saprei come affrontare. Taluni lo chiamano dono ma siamo proprio sicuri che lo sia?
      Grazie infinite!

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  8. Scusa per i due commenti cancellati. Correzioni in corso d'opera hanno portato alla loro cancellazione :-)))

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    1. Sai che problema Daniele!!!! Niente confronti al caos che creo io :)

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  9. Nina...

    "Nina???" Ripetè come volersene convincere. Si guardò allo specchio e si disse: "Ma se io sono qua... Chi è stata rapita al posto mio?" Lo sguardo vuoto dello specchio non le rispose.
    Poi un flashback la trafisse, immagini caotiche e cariche di colori le invasero gli occhi.
    All'improvviso come uscita dal trance di ricordò chi e quando.
    Un velenoso dolore allo stomaco le ricordo anche il perché.

    Prese la sua valigetta nera, senza neanche aprirla e lasciando la stanza così com'era si avviò alla porta.
    Un altro caso è un'altra vita stava per essere rubata a causa sua.
    Non poteva più nascondersi. Tacere. Era venuto il momento di tornare su i suoi vecchi passi e questa volta non avrebbe fallito.
    Nel aprire la porta guardò la foto della sua piccola bambina e mormorò: te lo prometto.
    Poi il silenzio di una porta che si chiede. Nina stava tornando a Praga e solo il tempo avrebbe detto se sarebbe tornata in Italia.

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    1. Brava Anna, Per te è un gioco scrivere il finale di un incipit perché scrivere racconti è il tuo lavoro.

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    2. Sì è stato divertente! Ma anche leggere quelli degli altri è stato interessante...

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    3. Ciao Anna, benvenutaa prima di tutto e poi grazie della partecipazione!
      Bel finale anche il tuo! Molto particolare il tuo finale ma olto gradevole!
      Ciaooo

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  10. Ma questi qui sono scemi, proruppe la ragazza spegnendo sdegnata la TV. Come sarebbe a dire "introvabile da ieri pomeriggio"? Ma io sto qui da tre mesi e loro se ne accorgono solo adesso?
    Attraverso i vetri della finestra lo vide arrivare. Era sceso dal suo trabiccolo e si stava avvicinando alla sua porta. Gli aprì prima che lui suonasse. Lui le fece un cenno perentorio prima che lei dicesse qualcosa.
    -Vestiti che che ne andiamo.
    -E la mia roba?
    -Resta tutto qui.
    -Mi metto un po' in ordine.
    -Stai bene così.
    In macchina non parlava, allora lei si fece uscir fuori il fiato.
    -Che vuol dire "introvabile da ieri pomeriggio"?
    -Dice quello che gli è stato scritto su un foglio, insomma lui legge come hai potuto vedere,
    -Ma dice scemenze.
    -No, nessuna scemenza. Ieri mattina sei stata filmata mentre uccidevi tua sorella. Adesso tutta la polizia ti sta cercando.
    -Ma quello non ha detto niente di questo...e poi come sarebbe a dire che sono stata filmata?....Da chi?
    -Dai Servizi.
    -Ma io non ho una sorella, sono figlia unica.
    -Non l'hai più. L'hai ammazzata ieri, prima di sparire.
    Questo è matto, pensò la ragazza. Devo badare a quel che dico.
    -Adesso dove mi stai portando?
    -Da amici nostri.
    Accelerò di colpo. Prese una curva a velocità folle. La ragazza non credeva ai suoi occhi: quella vecchia carcassa stava andando ad oltre duecentocinquanta orari, e non emetteva più quei comici rumori di ferraglia strapazzata.
    C'era un posto di blocco. L'uomo diede gas e passò oltre come un razzo.
    La ragazza vide i poliziotti saltare sulle due macchine e immediatamente inseguirli con sirene spiegate e luci blu accese. La loro macchina guadagnò ancora terreno. Dopo una curva l'uomo frenò a morire e riuscì a fermarla.
    -Apri la portiera e riparati dietro quel muro, che io me li porto dietro.
    -Ma che faccio da sola?
    -Torno a prenderti.
    La ragazza corse dietro il muro che l'uomo le indicava. Si girò ma lui non ripartiva, anzi discese dalla sua auto.
    -È lì dietro, disse l'uomo ai poliziotti. State attenti che è armata.
    Il primo poliziotto sparò immediatamente una raffica dal suo mitragliatore. La ragazza volò contro il muro in un lago di sangue.
    -Morta, disse il poliziotto.
    Un altro, che sembrava il capo pattuglia si avvicinò all'uomo, seduto sul cofano della sua auto.
    -Tutto a posto.
    -Un corno, gli rispose l'uomo. Adesso deve sparire. La moglie del Presidente non aveva sorelle, ma la storia l'abbiamo pensata bene e non inventata in quattro e quattrotto.
    -Che succede adesso? Chiese il capo pattuglia.
    -Niente. Fate sparire quel cadavere e da domani si ricomincia.


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    1. Vincenzo... spionaggio alla Le Carrè!!!! I cattivi che dovrebbero essere i buoni. La vittima innocente o pseudo tale perchè fino alla fine non c'è nulla di certo...
      Mi inchino a vossìa Herr Iacoponi!

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    2. Hai capito la vena narrativa del Iacoponi! 👏🏻

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    3. Mi sa che sotto... 😆😆😆😆 Vincent Bond!

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  11. Io, come sempre, mi prendo un po' di tempo.
    Smack.

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    1. Ciao Mariella, bentornata! Mancavi sai... :)
      C'è tempo fino al 30 di novembre ma tu sai che io non sono poi così severa ahhahaha
      Bacio!

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    2. Tesoro è vero, mi faccio vedere meno in giro.
      Ma è anche una questione di impegni familiari che ultimamente stanno prendendo il sopravvento.
      Ma migliorerà...
      Bacio.

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    3. Ci sono momenti tosti... noi siamo sempre qui.
      migliorerà senz'altro.
      un abbraccio

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  12. “Ecco, è successo di nuovo. Non ne posso più!”
    Tutti i giorni, dopo essersi svegliata, si spinge in cucina per concedersi una tazza di caffè e progettare una via di fuga dal suo più grande incubo, ma in quel preciso istante la tv le propina sempre la stessa scena. A cominciare da qui la sua giornata trascorre inesorabilmente allo stesso modo della precedente.
    Ha già provato a disattivare l’elettrodomestico più e più volte, lo ha persino fracassato a colpi di accetta, ma qualsiasi tentativo sperimentato fino ad ora non è mai valso a nulla. Niente da fare: implacabile come un mostro, l’apparecchio magicamente si riattiva, in principio partendo con il volume in sordina, per poi alzarsi al massimo livello e tempestarla con quella notizia martellante e soprattutto falsa.
    Ogni giorno, da dieci anni a questa parte, nella vita di Sara gli eventi si ripetono esattamente uguali, intrappolandola in un orribile incantesimo che la costringe a ripetere sempre le stesse cose.
    Cosa non aveva funzionato nel suo astuto piano?
    Chi, tra i tanti colleghi scienziati che la supportavano nel segretissimo progetto di ricerca, imperniato sulla teoria delle stringhe e volto a indagare il tema delle dimensioni parallele, era riuscito a neutralizzarla, ingabbiandola per sempre in questo eterno reiterarsi degli accadimenti?
    Ma, soprattutto, Sara riuscirà a trovare una soluzione al suo dramma?
    Per scoprirlo, restate sintonizzati su questo canale!
    ^_^

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    1. Ahia che vita triste e difficile!!!! Ripetere ogni giorno le stesse cose, vivere la stessa situazione.... terribile!!!!
      Brava Clementina! Grazie!

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  13. E vediamo se stavolta... Perché io il proposito lo faccio sempre! 🤗

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    1. Sai quanti propositi????? Solo che poi non mi ricordo in quale cassetto li ho riordinati ahahahahah
      Tu sai che qualunque momento tu trovi la voglia e il tempo noi ti leggiamo sempre volentieri

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    2. Anch'io Marina faccio sempre il proposito, eppure sono latitante dal gioco da un po' :P

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  14. Anche questa volta leggo e bata. Troppe recensioni in corso, sto impazzendo!
    Bacio :-)

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  15. Bello l'incipit, Patricia, che però potrebbe già essere di per sé un racconto completo. Vediamo se mi viene in mente un supplemento d'indagine ;-)

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    1. Spremasi le canute meningi, messere.... 😁😁😁😁😁😁
      Vedrò io cosa inventarmi. Ciaoooo

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  16. Ciao,stavolta lo voglio fare,lo voglio fare...mi piace troppo...Mi ricorda una storia che mi sono inventata da bambina!

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    1. DAvvero???? Bene, allora! Rispolvera i ricordi e mani sulla tastiera ahahhaha Bacio!

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  17. Non sono sparita e parteciperò anch'io, of course!
    Grazie Patricia, penso già a cosa escogiterai per dicembre.
    Cri

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    1. E noi ti aspettiamo a braccia aperte :)
      Ciaoooo

      ps per dicembre??? Mah....

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  18. La foto legata al tuo incipit mi ha fatto venire subito in mente il testo di una canzone scritta dalla cantante greca Haris Alexiou "To Tango Tis Nefelis " e il mio finale è una trasposizione in prosa di questo testo con un conseguente sviluppo inventato dalla mia immaginazione.

    Nefeli, lei la più bella della vigna a cui due piccoli angeli, ammaliati dal fascino che emanava, avevano rubato il nastro d'oro che usava per adornarsi i capelli. Volevano portare la sua consistenza nell'inconsistenza dei loro sogni, privarla della volontà facendo cadere la sua mente nell'oblio pascendola con melograno e miele e per portare a compimento il loro piano l'avevano ingannata con l'aiuto dei giacinti e dei gigli che le avevano rubato il profumo e degli amorini alati che l'avevano colpita con le frecce dileggiandola, ma il buon Zeus era intervenuto e con l'acqua della giovinezza l'aveva trasformata in nuvola permettendogli di dileguarsi e di fuggire. Si era nascosta tra gli umani e per un po' di tempo era riuscita a vivere in serenità toccando addirittura gli apici della più pura gioia. I due angeli però erano così tanto ossessionati da non aver mai smesso di darle la caccia e la foto mostrata in televisione risaliva a ventitré anni prima, quando l'avevano rintracciata e lei ancora una volta aveva dovuto lasciare il luogo che l'aveva accolta per inventarsi una nuova vita altrove. Adesso le Forze dell'Ordine la cercavano e lei era scoppiata in una fragorosa risata perché non l'avrebbero trovata, i due angeli ignoravano che il suo corpo terreno invecchiava e nessuno l'avrebbe associata alla foto di quella ragazzina. Nefeli si mise davanti allo specchio in cui erano riflessi giacinti e gigli recisi contenuti in un vaso sul tavolo e un quadro sulla parete in cui degli amorini alati scoccavano delle frecce gli uni contro gli altri, raccolse i capelli e li legò con il suo nuovo nastro d'oro, si sentiva libera e... felice.

    Un abbraccio mia bella Patricia e complimenti per l'incipit!

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    1. Bello!!!!!
      Partendo da molto lontana sei giunta ai giorni nostri con eleganza e un pizzico di classicismo e mitologia. Mi piace!
      Ciao e grazie stella!

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  19. Senza una innata fantasia e immaginazione, non è possibile scrivere nulla che sappia coinvolgere emotivamente il lettore, obbligandolo a leggere più volte lo scritto. Complimenti anche a lei signora Sciarada.

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    1. Ciao Gabriel scusa anche tu il ritardo ma senza connessione da mercoledi. 🤐
      Hai detto una cosa giusta. Cultura e fantasia sono un binomio perfetto.

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  20. ...Alessandra Ripamonti.”
    Guardò con attenzione quella foto e un pensiero molesto attraversò il suo cervello, qualcosa che annebbiò la sua vista e fece per un attimo perdere la sensibilità alle sue mani. Quegli occhi erano familiari, quella felpa, la sua preferita. Si fermò in mezzo alla stanza, un ricordo arrivò improvviso: in un attimo si vide ragazza, giudicata male dalle amiche perché non indossava mai una gonna e ignorata dalla sorella perché la vedeva diversa da lei. Il padre le vietava di tagliarsi i capelli corti e quando la vedeva giocare con i maschi del quartiere a calcio, la rimproverava e la riportava a casa in lacrime.
    Aveva dimenticato e ora la voragine dei ricordi si era aperta sotto ai suoi piedi.
    Corse in camera sua e dal cassetto prese un foglio di carta filigranata bruciato nei bordi: era il patto firmato con l’uomo che, un giorno, era venuto a parlarle fuori dalla scuola e le aveva promesso di accontentarla se lei avesse accettato un viaggio nel futuro. Le dava ciò che voleva in cambio della sua sparizione, una nuova identità con l’unico, insindacabile, vincolo di seguirlo ovunque e senza condizioni.
    Aveva accettato e si era ritrovata in una casa nuova, con i ricordi del passato azzerati e la vita che voleva avere, solo dieci anni dopo.
    Aveva regalato al diavolo il tempo della sua infelice giovinezza per potere vivere la nuova condizione senza essere giudicata da nessuno, adesso che nella carta d’identità il suo nome era Alessio.

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    1. Epperò Marina! Novello Faust..... bello!

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    2. La Mari, la Mari è portentosa. persino quando gioca ;)

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  21. Ciao Patricia, ecco quello che mi ha ispirato il tuo "incipit". Sono mancata per qualche mese a questo appuntamento ma stavolta ci sono.

    In quel momento squillò il telefono e non riuscì a sentire il nome. Purtroppo la telefonata di suo marito le impedì di ascoltare altro. Quella immagine, vista per pochi secondi sullo schermo le aveva dato l’impressione di essere lei, di com’era tanti anni fa ma c’era qualcosa che le faceva pensare :
    No, non è possibile.
    L’abbigliamento casual non è mai stato il suo preferito, lei amava l’eleganza nel vestire e mai avrebbe indossato scarpe da ginnastica per uscire, nemmeno da giovane. Non ci pensò più, raccolse i cocci della tazzina e si preparò per andare in ufficio. Un pensiero fisso però la tormentò per tutto il giorno. Quella ragazza le somigliava tantissimo, la sera aprì il giornale che suo marito posò in salotto e in un angolo ritrovò lo stesso appello e la stessa foto con il nome della ragazza: Renata. Si ritrovò improvvisamente in uno stato d'ansia seguito subito dopo da una miriade di pensieri. Renata era il nome di sua madre che era mancata qualche anno prima.
    Una parte di lei le faceva pensare che potesse essere una sosia, d’altronde al mondo ne esistono tante persone che si somigliano pensò, e quella ragazza non avrà nulla a che fare con lei.
    Il dubbio e il pensiero che potesse essere sua sorella la tormentò per tutta la notte. Il mattino dopo decise di andare a chiedere a sua nonna che alloggiava in una casa di riposo.
    Il colloquio fu molto dispersivo, pareva che la nonna non volesse parlare di quell’argomento e cambiava spesso discorso. Insomma una delusione. Mentre si salutarono però la nonna disse:
    - Non la troverai mai tua sorella….
    Sorella? Lei è sempre stata figlia unica!
    Uscì per strada, stava iniziando a piovere una lacrima le bagnava il volto. Forse quella ragazza era davvero sua sorella ma ora era scomparsa, così come scomparve dalla sua vita tanti anni fa.
    ***
    (foto)
    http://www.widehdwallpapers.in/wallpapers/Nature/Rain/Lovely-girl-Rainy-Day-Photos-3d-Oil-Paintings.jpg

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    1. Bello Verbena! Triste e malinconico.
      Bentornata, 😊

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  22. Ciao Patri questo mese riesco a partecipare anch'io
    Qui il link https://marinathinkcreative.blogspot.com/2017/11/insieme-raccontiamo-n-27-la-scomparsa.html
    Ti invio come al solito il testo da inserire nel riepilogo ;)
    Grazie.
    Marina

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    1. Grazie stella!
      Letto e apprezzato tantissimo! Sei già in riepilogo.
      Bacio e grazie

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  23. Eccomiiiiiiiiiiii!!! Per poco non me lo perdevo. Ti lascio il link del post e volo a cena. Ciaooooooo!!!!

    https://naturachecicirconda.blogspot.it/2017/11/insieme-patricia-raccontiamo-27-la.html

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    1. Ciao bella! Bentornata! Domani aggiungo il tuo finale. Adesso però vado a leggerlo,
      bacio

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    2. E sono un po' incasinata, fra Ciro che un giorno sta bene e un giorno sta male, lo studio (?) e il WWF, qui sto impazzendo. Anzi che ogni tanto riesco a postare un po' sui blog (ma i risultati della fretta e dell'assenza si vedono... ho i blog quasi deserti).
      Baciotti baciotti

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    3. Ci sono periodi così,stella.
      Periodi in cui davvero la strada si fa sempre più dura. Per un motivo o per l'altro o per più fattori mesi insieme.
      Periodi lunghi ms vedtsi che passano.
      Un bacione stella

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    4. Vedo ora che ho commentato solo sul tuo blog. Scusa ma sto diventando rimba ms pochino eh... non tanto 😁😁
      Tenero il tuo finale. Un finale di speranza. Come a dire che tutto prima o poi si appians.
      Bello! Io voglio sempre crederci
      Bacio

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  24. Ecchime Patriiiii, in fretta e furia ma ecchime: https://massimilianoriccardi.blogspot.it/2017/11/insieme-raccontiamo-really-want-to-be.html

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    1. Letto.... che dire?
      Tenero e struggente. Dolce.
      Io ci spero sempre sai...
      Ciao stella e grazie

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  25. Si stava preparando il caffè pensando a cosa avrebbe dovuto fare per sistemare una determinata questione. La tivù era accesa come sempre, un sottofondo che ormai quasi non sentiva più.
    Improvvisamente il volume audio si alzò in maniera assordante. Si voltò. La tazzina le cadde dalle mani.
    C’era una sua foto sullo schermo. Una foto di tanti anni fa, quando ancora era una ragazza piena di speranze e carina.
    “Vi mostriamo la foto della ragazza scomparsa. Chiunque la vedesse è pregato di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Ricordiamo che è introvabile da ieri pomeriggio e che al momento della sparizione indossava blue jeans azzurri, felpa rossa con la scritta bianca my sweet love, scarpe da ginnastica blu. Risponde al nome di ….”

    In effetti,non era l'audio della TV che era aumentato, era stato quel nome, Nicole Pellissier, che le aveva perforato i timpani
    Già quando era iniziata quella vicenda aveva paragonato una sua foto di diciottenne a quella di quella ragazza che si era insinuata nella sua esistenza e non aveva dubbi che quella fosse sua figlia perchè erano identiche, a parte gli occhi , scuri i suoi, molto chiari, quasi trasparenti quelli della giovane donna che aveva più volte tentato di comunicare con lei, obbligandola a rivivere un incubo che aveva sempre tentato di scacciare dalla mente, un incubo che aveva rivissuto sia nei sogni che ad occhi aperti, che continuava ora nella realtà.
    Quando avevo partorito, aveva lasciato la bambina nella struttura ospedaliera, come consentito dalla legge, cercando di continuare a vivere come nulla fosse successo, e mai si era pentita della decisione presa e il senso d'ingiustizia per quell'oltraggio subito, quel senso di sporcizia morale che aveva sofferto, non l'avevano mai abbandonata.
    Ora quella Nicole Pellissier tentava la carta del ricatto e, dopo essersi rivolta al Gazzettino e al Tribunale che si è occupato della sua adozione si era rivolta ad un noto programma della Rai
    Giulia aveva risposto con una lettera " Nicole non ho scelto io di chiamarti così . Non ho nemmeno scelto di averti, per me sei solo la più dolorosa ferita che ho avuto a 18 anni, altro che madre naturale. Ero una ragazza, più giovane di quello che sei tu ora. Tutto sognavo e tutto potevo sperare, ma non certo la violenza che ho subito e di cui sei simbolo". "Ricordo i suoi maledetti occhi azzurri...", scrive ricordando la violenza sessuale di cui è stata vittima, "per questo ti chiedo di rispettare la mia privacy.Rispetta il mio dolore e la mia solitudine". "Se avessi avuto anche una sola buona ragione per volerti vedere avrei risposto agli appelli del Tribunale, non trovi? Accetta un consiglio,non da una madre ma da una donna ferita, non giocare mai con le vite degli altri e nemmeno con la tua." Mai avrebbe contattato le Forze dell'Ordine, mai l'avrebbe data vinta a quell'intrusa.Probabilmente, chi sapeva l'avrebbe giudicata una madre indegna, senza sapere che lei si era sempre considerata la vittima di un atto di violenza da parte di un mostro con gli occhi azzorri , quasi trasparenti, e non una madre.
    Cri

    Da un fatto di cronaca

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    Risposte
    1. Grazie Cris!
      Aggiornato il riepilogo.
      CErto che è veramente doloroso il tuo finale. Doloroso e vero! Quante ragazze possono trovarsi in un simile frangente ed essere giudicate come bestie anczichè capite come vittime. Ho detto capite non compatite eh..
      Complimenti vivissimi!
      Bacio e grazie!

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