mercoledì 20 dicembre 2017

INSIEME RACCONTIAMO 28

   INSIEME RACCONTIAMO 28
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Ventottesima puntata di INSIEME RACCONTIAMO e visto il periodo natalizio, ho pure ritoccato il banner. Che ne dite? Strabellerrimo vero? Dite di sì e fate finta di niente. Tanto non sono stata capace a fare di meglio ahahahahahah

Questo  mese, tra le vacanze natalizie, i parenti in visita, le mangiate da esplosione de panza, magari pure il desiderio di dormire e rilassarsi un po', le regole sono semplicissime.
                   
                         NIENTE REGOLE 

Scrivete quanto volete e come  volete.  Avete tempo fino al  6 GENNAIO 2018.

E augurandovi delle feste mirabolanti e fantastiche vi lascio il mio incipit, l'ultimo del 2017



https://pixabay.com/en/bed-bedroom-blanket-books-cover-1846251/ 

RUMORI

Si svegliò di soprassalto. Aveva sentito dei rumori strani in casa. Tese l'orecchio  e i colpi si ripeterono. Tonfi, più che colpi. Come se qualcosa di grande fosse caduto per terra.
Cercò il cellulare per chedere aiuto ma si ricordò di averlo dimenticato in cucina. Prese allora la torcia, si fece coraggio e si alzò. Perlustrò l'alloggio ma niente era fuori posto. Le finestre chiuse, i vetri integri, l'uscio chiuso a doppia mandata... mistero! 
O forse no. Forse aveva solo sognato.
Per calmarsi bevve un bichiere di acqua fresca e tornò a dormire. Giunta sulla soglia della camera da letto si bloccò impietrita.
Ai piedi del letto c'era..... 

Ed ora tocca a voi!
Buon lavoro e buone feste a tutti!
Patricia 








69 commenti:

  1. Aaaah ma allora tu provochi 😉 Tempo e spazio quasi illimitato eh, vedremo, vedremo 😃😃😃

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    1. Sa, neh, dati 'n andi!!!!! (su datti una mossa)
      ahahahahahahahahahahah
      Anche perchè se diventi troooooppo pigro, quando faccio il giro con la scopa il 6 gennaio ti porto solo carbone. Carbone scaduto! ahahahahahahahahahah

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  2. che forte sembra che il banner abbia preso una botta in testa ... vede i pianeti ... si potrebbe riprovarci vediamo come si mette ... intanto buona giornata ...

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    1. ahahhahahahahahahaahh oh, Giusina! Ma se me lo avessi detto prima, potevo decorarlo con le stelline ahahhahahahaha
      Baciooooooooooo

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  3. Abitare in una villetta nel Parco Nazionale d'Abruzzo è bello, ma si può incontrare l'orso marsicano. Ora stava li, ai piedi del letto, e la situazione non era per niente tranquilla. Accanto a lei c'era un armadietto con una scatola di compresse di un sonnifero che prendeva causa la sua insonnia. Idea! Vuotò tutta scatola, frantumò le pasticche e insieme al miele formando un impasto molto invitante. Mise il tutto in un piatto e lo fece arrivare vicino all'orso. Il bestione ingoiò tutto e dopo un'ora si accasciò per terra russando. Lei prese il cellulare, chiamò la guardia forestale e l'orso venne trasportato nel vicino Ospedale di Avezzano dove i medici praticarono una potente lavanda gastrica.

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    1. Mamma che paura! Trovarsi un orso in casa.... brrr
      Bel finale Gus. D'effetto! E anche animalista.
      Auguri Gus!

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  4. Nientepopodimeno che Babbo Natale in persona, col suo sacco appoggiato a terra.
    “Ma lei è...”, le parole le morirono fra le labbra.
    Lui le sorrise: “Certo, non è la notte di Natale? Chi ti aspettavi?”.
    Era abituato a quella espressione fra lo stupore e lo sconcerto, gli adulti generalmente fingevano di credere alla sua esistenza per cui non ci fece caso. Apri il suo sacco e ne trasse un pacchettino piccolo piccolo e glielo pose fra le mani. Non fece in tempo a riprendersi dallo schok che lui era sparito, non c’era più. Si mise seduta sul suo letto, nel punto in cui un attimo prima c’era seduto lui è apri il pacchettino, dentro un foglietto ripiegato con cura con su scritto: abbi fede. Sorrise commossa, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime.
    sinforosa

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  5. ... un pacco.
    "Come è arrivato qui?" pensò. "Chi è entrato in casa?" si spaventò.
    Si guardò attorno e poi si avvicinò all'oggetto. Un pacco che, per dirla tutta, si presentava bene: aveva anche un fiocchetto a lato. Come se fosse un regalo.
    "Può essere...?" si domandò.
    Iniziò a scartarlo. Aprì il cartone e dentro c'era un bel po' di carbone. E anche un biglietto:
    "Ne porti tanto ai cattivi, che invece meriterebbero di stare al gelo, e non ne hai mai per accendere la tua stufa. Usalo subito, che stanotte fa davvero freddo e alla nostra età ci vuole poco a prendersi un malanno!
    firmato: Babbo Natale".
    La Befana si fece una gran risata e subito mandò un sms al suo amico nordico "Domattina sarai distrutto con tutte le consegne che hai fatto stanotte, passa qui da me e ti farò trovare un cappuccino caldo e una torta di mele appena sfornata!"

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Bello Patri, anche il banner dai! Mi piacciono già anche i primi finali arrivati, soprattutto quello dell'orso 😁
    Un bacio.
    Marina

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    1. Ciaoa Marina, belli vero?
      Come sempre segliere sarebbe molto difficile ma tanto io ho scelto di non farlo ahahahahahahahha ho avuto naso! ahahahha
      Bacio a te!

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. … Un cumulo di macerie. Per qualche strana ragione quei rumori erano il sintomo imminente del crollo del suo soffitto. Quei tonfi, l'essersi svegliata, tutto questo le aveva probabilmente salvato la vita. Cosa invece che non era successa al suo vicino che precipitato giù, nonostante il letto, aveva sbattuto la testa sul pomello della spalliera in ferro battuto del letto stesso, morendo sul colpo. Sangue e calcestruzzo lungo tutto il perimetro della sua stanza si mescolano allo shock che Giulia subisce.

    In quei pochi attimi, successivi all'aver chiamato una oramai inutile ambulanza, per degli inutili soccorsi, sono sicuro che immaginerete la nostra protagonista rivivere la sua vita come un cortometraggio oppure piangere spaventata e dispiaciuta per la tragedia.

    Nulla di tutto questo, le sue prime parole furono: "Incredibile ed ora chi paga tutti questi danni? E poi guarda anche il presepe piccolino qui sul comodino, letteralmente distrutto! Che Natale orribile mi si prospetta, accidenti! E poi quel panzone del mio vicino non poteva morire altrove o magari dimagrire così magari non mi abbatteva il soffitto?

    Concluso finalmente il suo sfogo, arrivati i soccorsi e forze dell'ordine, una volta che la situazione si stabilizzò, compatibilmente con la voragine sopra la sua testa ancora presente, come ovvio, nella sua camera da letto, si vestì, andò a messa, disse due Ave Maria, lasciò 20 centesimi come obolo alla Chiesa e 10 ad un povero sul sagrato e poi fiera della sua buona azione tornò a casa.

    Tanto lei per Natale non aveva problemi, non lo doveva mica passare a casa, aveva già prenotato da tre mesi per una settimana a Cortina per andare a sciare. Alla voragine ci avrebbe pensato al suo ritorno, tanto il suo patrimonio non scarseggiava certo in fatto di soldi ed ancor meno di case.

    E mentre Giulia, perfetta cristiana, modello da "prendere ad esempio" prepara i suoi bagagli, il vostro umile cantastorie vi augura Buon Natale e Felice anno nuovo.

    DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    PS: scusa i commenti cancellati, piccoli refusi che meritavano adeguata correzione.

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    1. DAniele sei un mostro di bravura!!!!!
      Hai dipinto perfettamente il buonismo natalizio che colpisce tante persone in questo periodo più dell'influenza.
      Hai reso l'idea della situazione alla perfezione. Apparire meglio che essere (per tanti)
      Bacio e auguri a te e famiglia, grande cantastorie!

      ps ma lascia perdere per i commenti! FAccio tanti di quegli errori io che dovrei vergognarmi a guardare quelli degli altri....ciaooooooooooooooo

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    2. Grazie Patty, auguri di cuore anche a te ed alla tua famiglia

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    3. Anche di più. Direi che è proprio nel suo stile

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  10. Cara Patrizia, devo ammettere che, insieme raccontiamo, continua ad avere tanto successo, forse più del previsto!!!
    Ciao e buon pomeriggio con un abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso, hai perfettamente ragione! Questo giochetto è diventato favoloso!
      Bacio a te e a Danila!

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  11. Bell'inizio !!! E bei finali !!! Io avrei detto che ai piedi del letto c'era Babbo Natale in persona,visto il clima natalizio ma non sono brava in queste cose, preferisco leggere i finali scritti da altri Un saluto

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    1. Grazie a nome di tutti Mirtillo.
      Io non so ancora cosa scriverò. Le idee migliori sono già usate 😊
      Quanto allo scrivere non devi farti problemi. Siamo tra amici qui
      Ciaoooo

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  12. Tanti bei finali, per questa tua rubrica.
    Saluti a presto

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    1. Questi sono belli davvero! Ed è solo il primo giorno 😊
      Buona serata a te

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  13. ....un buco enorme, abbastanza da far passare una cicciona come lei, adesso poi che si era pappata tre porzioni abbondanti di tortellini con tanto sugo.
    Si affacciò sul buco. A occhio aveva un diametro poco inferiore al metro. Considerato che abitava a piano terra quel buco portava oltre la cantina, molto più giù e lei non riusciva a vedere cosa fosse in fondo. Aveva una paura boia ma la curiosità batteva alla lontana la paura. La conoscevano tutti in paese Patricia Moll e la sua curiosità era leggendaria. Si ricordavano tutti di quando, appena dodicenne ma già bella grassotta, era rimasta per due ore inchiodata dentro un tombino, che erano dovuti venire i pompieri dalla città per strapparla alle visceri della terra e lavorare quasi l'intero pomeriggio. Alla giornalista della RAI che le chiedeva come fosse potuto succedere, lei aveva risposto che le era parso di vedere il ghigno del clown del libro di Stephen King e voleva andalo a trovare.
    Si cambiò velocissima. Indossò un paio di jeans taglia 54, che le andavano ormai un po' stretti, un maglione a girocollo e iniziò con calma ma determinazione a discendere nel buco scuro da farle già venire il mal di pancia.
    All'improvviso apparve una luce. Si accorse allora che il buco era un condotto sufficientemente largo anche per la sua stazza. Arrivata ad un'ansa del condotto vide un'ombra che la precedeva nella discesa. Le faceva cenno con una manona guantata di bianco di seguirla. Allora Patricia divincolandosi un po' cercò di affrettarsi perché quello strano essere non se la squagliasse. Sdrucciolò col suo sederino XXXL e di colpo le apparve in fondo una specie di laghetto. Si guardò cautamente intorno ma non vide il tipo con la mano di bianco guantata. Ci rimase un po' male, ma almeno vedeva dove si trovava e oramai la paura era stata scacciata via a cazzottoni dalla curiosità.
    Di colpo si accesero un casino di lampade.
    Patricia vide ritagliate dalla luce una serie di teste, e di mani sollevate che applaudivano con applausi cadenzati, e rivide finalmente nel bel mezzo di quello squadrone di plaudenti la figura dei clown con le mani guantate di un vistosissimo bianco.
    Il clown fece un gesto e tutti smisero di applaudire. Venne avanti di due passi.
    -Cerca di indovinare chi io possa essere, disse il clown, dai provaci non essere pigra.
    -Il clown della fogna di Stephen King, rispose Patricia già entusiasta.
    -Sei scarsina malgrado la mole, come temevo, rispose il clown. Ma ti voglio mettere sulla strada giusta. Questi che stanno qui intorno sono tutti tuoi followers del tuo blog "Myrtilla'shouse". Adesso riprova: chi sono io? Chi sono me?
    -Un follower, abbozzò timidamente Patricia.
    -È un po' poco, Pat; troppo generico, Pat; riprova, Pat.
    A quel terzo "Pat" qualcosa iniziò a fibrillare nella testa di Patricia Moll. Chi la chiamava così? Vinta ogni titubanza, cancellata ogni residuo di paura, addentata dal morso della curiosità Patricia si avvicinò al clown e gli tolse delicatamente la maschera. Subito fu vinta dal desiderio di rimetterla al suo posto, perché sotto c'era il viso rugoso dell'uomo più brutto che avesse mai visto. Non si erano mai incontrati ma Patricia adesso aveva capito.
    -Tu sei...sì, insomma tu sei VIN.IAC.MAL.
    -Bravissima.
    -Oh Dio mio, ti facevo un po' più giovane e un po'...scusa sai, un po' meno brutto.
    -Pat, io ho 166 anni e vengo da tanto lontano. Sono venuto soltanto per farti gli auguri per le feste, poi me ne torno all'inferno.
    Un gigantesco "BUON NATALE" si sentì nell'aria. Erano tutti i followers che lo gridavano.
    -Grazie, grazie, rispose Patricia Moll; siete troppo gentili. Quanto a te, vorrei dirti...
    Lo cercò con lo sguardo, ma non lo vide più.
    -Gli scadeva la licenza, disse uno dei followers, doveva scappare via di corsa. Ti ha lasciato un suo guanto bianco. Ha detto che verrà un giorno a riprenderselo.
    Questo fece a Patricia molto piacere e si avviò verso l'uscita insieme a tutti i suoi followers, meno uno, il più brutto.

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    1. VINCEEEEEEZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!
      😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂 te possino! Peso 56 chili!!,
      🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 ma da dove sbuchi tu? Dal Tide? 🤣🤣🤣🤣🤣
      Sto ancora ridendo come una pazza.
      Un bacio enormemente enorme, uomo brutto!

      Ps ti sei mandato all'inferno prima che ti ci mandassi io?
      Aspetta e spera. Mi diverto troppo!

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    2. E ora perchè non si vedono le emoticon??????
      Comunque significavano questo prrrrrrrrrrrrrrr e solo per te Vincenzino!!!!! ahahahahah

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    3. Sai Pat, sto prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr è come una decorazione presa sul campo che mi riempie il cuore di soddisfazione mal repressa, nel senso che cerco di non gonfiare il petto ma non ci riesco.

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    4. Attento a non gonfiarti troppo che pooi voli via e noi... piangiamo!
      ahahahahahah

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    5. Il Grinch!! Mi è sempre stato simpatico^^

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  14. Che finali, ragazzi!
    E mo' dove la pesco un'idea decente?
    C'è tempo per fortuna e ce la farò, ce la devo fare!
    Grazie PATRIZIA!
    Cri

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    1. Sì, che finali!
      Idea decente? Ah,non lo so proprio. Mi hanno mandato in crisi questo mese.
      Grazie a te e buona serata

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  15. Risposte
    1. Se mi passa la ridarella causata da Vincenzo, pubblicherò il riepilogo il 7 gennaio

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  16. ho già iniziato a ridere di brutto come si fa a scrivere qualcosa ora ??.... ho la testa contaminata ahahahah siete mitici !!!!!

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    1. Quando ho letto il finale di Vincenzo sono scoppiata a ridere così forte che mamma me ne ha chiesto il motivo. Le ho letto il finale e poi tra tutte e due facevamo la gara a chi rideva di più.
      Vincenzo Iacoponi Malavisi appartiene ad una razza speciale: l'Homus Terribilis ahahahahahah
      Bacio stella

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  17. Per Vincenzo Iacoponi.
    Un tantino sopra le righe, ma si sa ,tu ami strafare.
    Cri

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    1. Ma Vincenzo lo sa che non mi offendo! ahhahahhhahah
      Mi vendicherò però ahhahahahahahahah

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    2. @Cristiana. A Cristià, o sopra o sotto io m'accontento sempre, ma poi che so ste righe? Strafatto mai fui, magari fatto e rifatto. Però io parlo così a chi nun se offenne, ce sto attento. Magari poi trovo la stronza che se offenne pe gnente e allora sai che te dico? E chi se ne frega. Lo dico a te perché nemmeno tu te offenni e poi ho saputo che mo finarmente capisci all'Orfea, nun so si me spiego.

      @Pat. 56 chili? Ma tu su la bilancia ce monti con un piede solo?
      Te do un consijo: invece de li piedi su la bilancia mettece le mani, li piedi li posi pe tera così le chiappe rimangono sospese, allora forse fai puro 49 chili.
      ahahahahahahahahahahahahah

      L'auguri nun li fo e nisuna de le due, tanto ciarisentimio primma de Natale.

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    3. Ma si, Vincenzo, a questo punto ti devo fare una confessione.... peso meno perchè ho tagliato i capelli! ahahhahahahaha

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  18. Una porta chiusa, antica, possente, ma come era arrivata a casa sua? Dal buco della serratura filtrava a intermittenza una luce, sembrava che qualcuno dall'altra parte ci passeggiasse davanti, si avvicinò e sentendosi un po' sciocca bussò, una voce presa dall'ansia disse: « Chiunque tu sia devi aiutarmi. Per il solstizio d'inverno avrei dovuto aprire la Porta del Capricorno, ma ho perso le chiavi e se non trovo una soluzione non solo non arriverà l'inverno, ma il 25 dicembre, non essendoci la congiunzione tra il vostro mondo e il nostro, Babbo Natale rimarrà intrappolato e per le prossime feste niente regali ai bambini. »
    Si diede un pizzicotto e si rese conto che era sveglia, ma non riusciva a capire cosa stesse succedendo, pensò allora di chiamare zia Aurora, lei sapeva tutto; compose il suo numero e appena rispose le disse: « Zia non sono ubriaca, sono davanti a una porta che è comparsa dal nulla nella mia stanza da letto e un tizio dall'altra parte la chiama Porta del Capricorno, tu sai cosa voglia dire? Ha perso le chiavi per aprirla. »
    Sentì riattaccare e dopo qualche minuto il campanello di casa suonò, era la zia che abitava due piani più su, aveva in mano un libro e una bussola, si precipitò nella stanza da letto e con un sorrisetto compiaciuto osservò la porta e poi disse: « I solstizi per gli antichi greci rappresentavano delle porte, il solstizio d'estate sotto il segno del cancro era chiamato "Porta degli uomini" e il solstizio d'inverno sotto il segno del capricorno era chiamato "Porta degli dei". »
    Aprì la bussola, guardò le coordinate e disse « Tutto coincide, la tua casa è rivolta a Sud e questa è la Porta del Capricorno, la porta solstiziale che fa da ingresso all' inverno; un piccolo riferimento lo troviamo nel XIII canto dell'Odissea di Omero con l'ottima traduzione di Ettore Romagnoli, la Porta del Cancro accessibile ai mortali è rivolta a Borea verso Nord e la Porta del Capricorno accessibile ai Numi è rivolta a Noto verso Sud. »

    Prima Parte

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  19. Seconda Parte

    Sfogliò il libro che aveva con sé e lesse:

    " ... C’è nell’isola d’Itaca un porto che al veglio del mare
    Fórcino è sacro. All’ingresso si sporgono due promontori
    scoscesi, che dal porto strapiomban sul pelago, e fuori
    tengono gli alti marosi gonfiati dal soffio dei venti
    impetuosi. Ivi dentro le navi dai solidi fianchi
    pur senza gómena restan, quand’ hanno gettato l’ormeggio.
    Leva un ulivo, al fondo del porto, le foglie sottili;
    e accanto ad esso un antro gradevole sacro ed azzurro
    come l’aria: vi stanno le Ninfe che Nàiadi han nome.
    Quivi cratèri sono, con anfore grosse di pietra:
    quivi le pecchie fanno lor bugni e preparono il miele:
    quivi telai di pietra grandissimi, dove le Ninfe
    tessono manti azzurri purpurei, stupore a vederli.
    Acque perennemente vi scorrono; e s’apron due porte,
    questa rivolta a Bora, per dove è l’accesso ai mortali:
    e piú divina quella che a Noto si volge; ne quivi
    possono gli uomini entrare: che quivi e l’accesso dei Numi ... "

    - « Sì, adesso ho capito! » esclamò Gioia « Ma qui non siamo a Itaca! »
    - « Non è fondamentale essere a Itaca, Gli accessi alle porte solstiziali si trovano in quei luoghi propedeutici alla rinascita e ai riti di iniziazione che hanno le caratteriste affini alla Caverna Cosmica e la tua camera da letto evidentemente le ha per la Deva-loka ».
    - « Per cosa? »
    - « Oh! Sì scusa ti spiego, le due porte erano conosciute anche nella cultura vedica ed erano chiamate rispettivamente Pitri-loka - Porta degli avi e " Deva-loka - Porta degli dei ", sono il simbolo del confine tra il mondo materiale, spazio temporale degli uomini che appartiene alla fase ascendente dell'anno e il mondo divino, soprannaturale e atemporale degli dei che appartiene alla fase discendente dell'anno. »
    - « Come l'apriamo? »
    - « Se il guardiano per qualsiasi motivo non può aprirle, le porte cercano la loro chiave da sole, questo significa che sei in possesso della chiave della porta del Capricorno anche se non ne sei consapevole; dobbiamo trovarla prima delle 16.28, diamoci da fare. »
    - « Ma come capiamo che è la chiave giusta? »
    - « Per questo non preoccuparti, quando la troveremo la porta ce lo farà capire. »
    Misero a soqquadro la casa, poi la zia si soffermò sull'Albero di Natale, si accorse che mancava il puntale e chiese:
    - « Dov'è il puntale che ti ha regalato tuo padre? ».
    - « È ancora imballato negli scatoloni del trasloco. »
    Andarono insieme nello sgabuzzino e individuarono lo scatolone degli addobbi natalizi, l'aprirono e il puntale blu elettrico argentato predominava sulle altre decorazioni, lo presero e lo portarono in camera da letto, la porta iniziò a pulsare e la voce del guardiano dimenticato urlò di felicità: L'hai trovata, ciò che deve, ora potrà essere! »
    Alle ore 16.28 Gioia inserì il puntale nella serratura, la porta si aprì e nel mondo degli uomini giunse il solstizio d'inverno e il Natale.

    Buon solstizio d'inverno a tutti, buon Natale a chi lo festeggia e ancora a tutti un felice 2018! E il mio abbraccio per te mia bella Patricia!

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    1. Bellissimo finale Sciarada! Fantasia storia mitologia... c'è tutto dentro.
      Un bacio grande e un mondo di auguri!

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  20. Pat si stropiciò il naso. Era la ventesima volta che si alzava e trovava un pacco simile che parlava, anzi peggio si lagnava di ogni cosa finché non veniva aperto e poi niente il pacco era vuoto. Tornava a letto e la sera dopo la stessa scena.
    Per il prete era indemoniata. Per l'amica troppo stressata. Per il fidanzato... Ma quale fidanzato? Per la famiglia non dormiva, non mangiava, e non li chiamava abbastanza.

    Allora Pat passò alla seconda domanda più importante della prima: come liberarsene. Allora non dormendo tutta la notte ebbe un idea e l'indomani lo spedì al primo blogger amico, che lo avrebbe spedito ad un altro. Fin quando tornando da lei avrebbe trovato una soluzione. Così fece. Fece proprio un gran giro sto pacco e divenne sempre più grande e pesante. Infatti ad un certo punto per i corrieri di Amazon era divenuto il pacco vendetta per i super capi Amazon. Lo iniziarono a venerare, a creare leggende su di esso.
    Il pacco era riuscito a mettere pace con i grandi capi. Almeno così dicevano.
    Intanto il pacco parlava, sparlava e complottava per tornare da Pat.
    Finché un giorno non vi riuscì e appena ripresa dallo svenimento di esserlo visto di nuovo a casa gli disse: ma tu cosa vuoi da me?
    Il pacco rispose: voglio che mi riempi dei tuoi pensieri e nel nuovo anno li regali a tutti. Solo così potrò dirmi felice e ti lascerò in pace. Finora mi sono roempito dei tuoi amici bloggers, della gente e dei corrieri ma non di te!!
    Allora Pat gli parlò per due settimane intere e il pacco ascoltava.
    Poi un giorno disse: ora basta mi ha rotto la scatola. Ora posso riposare e dal primo gennaio mi regalerai di nuovo ma sappi che non tornerò più da te.
    Il pacco è ancora lì e Pat attende di regarlo via sperando che il mondo sia pronto per un pacco suo.

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    1. 😄😄😄😄😄😄😄😄 simpatico il tuo finale Anna.
      Però qualcosa di buono l'ho fatto con amazon. 😊😊😊😊😊
      Scherzi a parte, per contenere tutte le mie idee una scatola non basta. Metterle in pratica é un'altra cosa ma ci tanto ci sono.
      Per l'anno nuovo un progettino c'è. Vedremo!
      Auguri a te

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  21. … un pacchetto regalo. Carta rossa, lucida, con un bel fiocco.
    Lo osservò con occhi spalancati, incredula.
    Rapidamente i pensieri più assurdi le affollarono la mente. Chi poteva averle lasciato un regalo? Babbo Natale? Sorrise a questo pensiero. Aveva superato da qualche decina di anni il periodo in cui aspettava il simpatico vecchietto vestito di rosso, barba bianca che vola tutta notte in cielo, scende dal camino e lascia regali a chi li merita.
    Diamine! Era la vigilia di Natale e quello era inequivocabilmente un regalo per lei. Chi lo avesse lasciato ora non le importava. Si avvicinò con entusiasmo e iniziò a scartare il pacchetto.
    Riconobbe subito l’oggetto. Era un bel quaderno voluminoso che aveva acquistato qualche giorno prima e lo aveva fatto incartare.
    Era il regalo che aveva fatto a se stessa. Un bel quaderno in cui incominciare finalmente a riscrivere la sua nuova Vita.
    Ma… il pacchetto, come era uscito dal mobile del salotto?
    Azzurrocielo

    Ps questa è la versione soft... in testa mi frulla qualcosa di più...thriller..eh eh eh...

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    1. Bello!!!! Lo sai che siamo quasi in sintonia? Il mio non è uguale ma qualcosa di simile c'è :) :)
      Qualcosa di più thriller???? Bene! Tanto ormai lo sapppiamo che con la tastiera sai essere crudelissima ahahahhahahaha
      Bacio e grazie!

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  22. Numble, numble.
    Chissà se la mia mente bacata riuscirà a partorire qualcosa, per ora ho letto solo Azzurrocielo e non gli altri, per non essere influenzata dai loro racconti ;)
    Baci amica cara.

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    1. hai ragione. Io li leggo dopo altrimenti.... mi viene da "copiare"

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    2. Mente bacata?????????????????????
      Ma vaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!
      Sei bravissima! Ho letto il tuo racconto per Michele ed è stupefacente.
      Bacio stella

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    3. Eh, no Azzurrocielo!!! Non si copia eh... vuoi finire dietro alla lavagna??? ahahahahhahahahah
      Bacio gioia!

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  23. DA PARTE DI CRISTIANA CHE NON RIESCE A PUBBLICARLO E ME LO HA SPEDITO PER MAIL 28 DICEMBRE

    PRIMA PARTE
    ..​
    ​s​
    ​uo marito, ovvero colui che era stato suo marito e che tre anni prima, l'aveva resa vedova​. Si sentì mancare ma si riprese subito perchè a grande valocità, il suo cervello aveva fatto due più due.
    Rivide il cadavere sfigurato e semi bruciato che la polizia aveva rinvenuto in un'auto di preprieta di Carlo G. ( suo marito) e che aveva dovuto e potuto identificare solo grazie ad un tatuaggio sul polpaccio, un piccolo fascio stemma del partito nazionale fascista.
    " Chi era" gli chiese "
    " Solo un tizio incontrato per caso, raggirato e pagato per convincerlo a farsi tatuare " le rispose laconicamente.
    Si accorse che ansimava premendo una mano sul fianco sinistro e , suo malgrado, gli chiese cosa gli fosse successo
    " Una scaramuccia tra rivali, ma io me la sono cavata meglio " le rispose con quel sorrisetto sulle labbra che contrastava con lo sguardo gelido che ricordava assai bene " ora ho bisogno del tuo aiuto e se farai tutto cone si deve, non te ne pentirai".
    Da tre anni lo credeva morto, ma l'aveva lasciato 15 anni prima, allorcchè, ascoltando alcune conversazioni telefoniche, si era resa conto che era invischiato in loschi affari di droga. Non gli aveva mai detto di sapere, gli aveva semplicemente detto che non l'amava più e le era parso che lui accettasse la sua decisione con un certo sollievo..
    Con la bambina, era andata a vivere nella piccola casa lasciatale dai genitori sul Lago Maggiore a metà collina sopra Verbania ; era un po' isolata , ma si era ben organizzata ed aveva ripreso la sua attività di traduttrce , anche se lui mandava generose somme per la figlia.
    ​Tornando alla realtà, gli chiese cosa intendesse per aiuto.
    "Devi andare in farmacia per prendere il necessario a questa ferita; non è profonda ma bisogna estrarre parte del proiettile"
    " E cosa ti fa pensare che non andrò alla polizia?" gli chiese in tono dii sfida.
    "Il fatto che tu non voglia mettere in pericolo tua figlia o i tuoi nipoti" replcò con tono di scherno.
    " Stai bluffando, non ne saresti capace! "
    " Io no, ma il mio socio e compagno non avrebbe remore".

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    1. SEMPRE DA CRISTIANA SECONDA PARTE

      Le aveva tappato la bocca e non le restò che andare in farmacia a prendere il necessario e accingersi poi a fare del suo meglio su quella ferita, anche se quei gemiti soffocati le avevano procurato una certa soddisfazione.
      Nonostante gli antibiotici , la febbre persistette per giorni e Carlo, sempre più nervoso e insofferente chiamò l'amico e complice e le chiese poi di andarlo a prendere alla fermata della corriera che proveniva da Milano.Ora che era arrivato, li sentiva parlottare e, origliando, capì che i loro progetti riguardavano le Isole Cayman e, come dapprincipio aveva solo intuito, ora sapeva che erano amanti. Doveva agire in fretta perchè ormai, per la sua vita, non avrebbe dato due soldi bucati, e la notte stessa salì nella soffitta dove, in una sorta di teca creata da sua madre, erano contenute la divisa e la pistola d'ordinanza di suo padre , un tempo ufficiale dei carabinieri. Presa l'arma, che sapeva maneggiare , la pulì e la caricò. Il mattino seguente, come ormai d'abitudine, trovò i due compari seduti fianco a fianco al tavolo in attesa della colazione e posato il vassoio, passò alle loro spalle e con gesto fulmineo, sparò alla nuca dell'uno e dell'altro.
      Non si formalizzò per il sangue e...altro che imbrattarono la tovaglia e ripulì tutto con accuratezza anche se era certa che il RIS non sarebbe mai giunto fin lì A notte profonda, avvolse ogni cadavere con dei cavi elettrici , li trascinò giù per le scale della cantina e li coperse alla meglio con della legna.
      Deette un ultimo sguardo e le parve che quei pezzi di legna celassero dei serpenti attorcigliati alle loro prede.
      Non aveva molto tempo a sua disposizione, ma a seppellirli avrebbe pensato la notte successiva. Risalendo in camera e sdraiandosi sul letto si chiese : due fosse o un'unica fossa ? Meglio due si disse , così quei due mostri sarebbero stati separati.
      Cri







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    2. Grazie Pat!
      Approfitto per farti gli AUGURI per uno splendido 2018, tutto il meglio per unaa persona squisita.
      Cri

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    3. Prego Cris!
      Anche a me dava quell'errore a postarlo intero. Dividendolo invece no.
      Ricambio di cuore gli auguri! Bacio!

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  24. Ciao Patricia. Eccomi giusto, guisto, per la notte delle befane.
    Io sono già pronta.
    Il mio racconto lo trovi da me: https://sevuoiunavitadasognodormi.blogspot.it/2018/01/insieme-raccontiamo-28.html
    Con calma andrò a leggere gli altri racconti, vedo che sono tantissimi e ne sono felice per te.
    Un bacione cara ragazza sempre sull'onda, continua cosi.
    Buon 2018.

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    1. ma sei in tempo! Scade il 6 il gioco perciò sei perfino in anticipo ahahahahh
      Stasera ti lascio volare da sola stella. Io sono ancora qui con tosse e raffreddore e la scopa cabriolet non mi sembra adatta. Quella coperta l'ho imprestata a non so chi e non me l0'ha più restituita ahahhaahhaha
      Scommetto che è bellissimo come sempre.
      Ciao stella e buon... volo stanotte!

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    2. Mannaggia! Per la scopa dammi l'indirizzo della manigolda che vado subito a reclamarla, per la tosse appena trovo il libro delle pozioni magiche, te la mando (ultimamente sono un po' smemoranda). ;)
      Baci Patti e auguri di pronta guarigione.

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    3. ahahahahahahha appena trovi il libricino porzione doppia di ppozione magica, si è messa pure mammà a tossire ahahahahah
      Concertone!!!!!!!

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